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I due soli e autentici miracoli di Gesù: le prove

11697299_10207270729620643_1704403493_nQuando parliamo di Gesù la prima cosa che viene in mente sono i miracoli che fece e che lo portarono a farlo consacrare come il figlio di Dio. Non esiste nessuna prova storica di questi miracoli eccetto due che qualunque essere umano oggi non sarebbe in grado di fare. Di cosa parliamo? Di nascita dallo spirito santo? Di morti resuscitati? Di uomini indemoniati liberati? Di moltiplicazione dei pani? Di ciechi e lebbrosi guariti? No, niente di tutto questo. Ecco a voi i due soli, autentici miracoli che fece quest’uomo di sangue romano imperiale ed egizio-tolemaico:

Vangelo di Marco 11:15-19.

Così giunsero a Gerusalemme. E Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare quelli che nel tempio vendevano e compravano e rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi. E non permetteva ad alcuno di portare oggetti attraverso il tempio. E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti”? Voi, invece, ne avete fatto un covo di ladroni!». Ora gli scribi e i capi dei sacerdoti, avendo udito queste cose, cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era rapita in ammirazione del suo insegnamento. E, quando fu sera, Gesù uscì fuori dalla città1.

Svetonio:Vita Claudii, 25.4 – Iudaeos impulsore Chresto assidue tumultuantis Roma expulit, la cui traduzione in italiano è: “[Claudio] espulse dalla città i Giudei che per istigazione di Cresto erano continua causa di disordine”
Lo storico cristiano Paolo Orosio (Historiae adversus paganos VII, 6, 15-16), vissuto a cavallo tra il IV e V secolo d.C., parla di questo scritto di Svetonio che si riferisce all’espulsione da Roma dei Giudei avvenuta nel 49 d.C. su istigazione di un certo Chrestus, da alcuni visto come un sobillatore, da altri identificato con il Cristo dei vangeli (secondo questa seconda interpretazione, i Giudei “cristiani” sarebbero stati istigati dalla sua dottrina).

Il termine deriverebbe dal greco krestòs, che significa “buono”, “valente”, “virtuoso” , anche in senso morale. La lettura del termine Chrestus non è apparentemente così scontata: difatti in epoca imperiale era presente un’ambivalenza tra la lettera iota (pronunziata come un “i” italiana) ed eta (pronunziata come una “e”). Tale fenomeno comportava che la forma scritta Chrestus veniva nel parlato pronunziata come Christus.

L’apologeta cristiano Paolo Orosio (375-420 ca.), discepolo e collaboratore di sant’Agostino, riporta il passo di Svetonio nelle sue Historiae adversus paganos (ultimate poco prima di morire), rimanendone colpito e informandoci che di questa vicenda aveva parlato anche Giuseppe Flavio nelle sue opere:

Nel nono anno dello stesso regno, racconta Giuseppe che per ordine di Claudio i giudei furono espulsi dall’Urbe. Ma più mi colpisce Svetonio, che si esprime così: “Claudio espulse da Roma i Giudei in continuo tumulto per istigazione di Cristo”; dove non si riesce a capire se egli ordinò di infrenare e di reprimere i giudei tumultuanti contro Cristo, oppure se volle che anche i cristiani fossero espulsi con essi, come gente di religione affine” (Historiae adversus paganos VII 6,15-16).

Dalla testimonianza dello storiografo cristiano, veniamo a sapere che anche Giuseppe Flavio in un brano delle sue opere, riferiva dell’espulsione dei Giudei da Roma, avvenuta nell’anno 49 sotto il regno di Claudio. Negli scritti di G Flavio questo passaggio è stato tagliato dai padri amanuensi, a dimostrazione che era pericoloso e che volevano coprire il fatto che era Gesù, a Roma  e fu autore dell’espulsione dei giudei.

Se qualcuno di voi reputa non essere miracoli questi due eventi lo sfido ad entrare nella BCE, sede degli usurai giudei che creano moneta dal nulla addebitandola agli stati per creare un debito pubblico con una truffa, sbaraccare questi vermi parassiti del lavoro altrui come fece Gesù nel Tempio di Gerusalemme per ridare la sovranità agli stati per poi espellerli dagli stati che hanno messo sotto dittatura. Chiunque a provato a farlo è stato ucciso, Hitler, Lincoln, Kennedy, Moro ecc. Chiunque ha provato a riprendere in mano la stampa della moneta è stato ucciso, tutti tranne uno: Gesù. Il caso più eclatante è stato quello di Hitler che per cercare di far uscire la Germania da una crisi profonda e senza via di uscita, dove il tasso di disoccupazione era arrivato a superare il 50% con un’inflazione alle stelle, per uscirne si oppose al cartello delle banche internazionali iniziando a stampare la propria moneta. Hitler iniziò il suo programma di credito nazionale elaborando un piano di lavori pubblici, con progetti che comprendevano le infrastrutture contro gli allagamenti, la ristrutturazione di edifici pubblici e case private e la costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali e strutture portuali estinati ad essere finanziati comprendevano le infrastrutture contro gli allagamenti, la ristrutturazione di edifici pubblici e case private e la costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali e strutture portuali, pagati attraverso un miliardo di biglietti di cambio non inflazionati, chiamati Certificati Lavorativi del Tesoro. Questi certificati stampati dal governo non avevano come riferimento l’oro, ma tutto ciò che possedeva un valore concreto. I certificati erano usati come ricevute rilasciate in cambio del lavoro e delle opere che venivano consegnate al governo. Hitler diceva: “Per ogni marco che viene stampato, noi abbiamo richiesto l’equivalente di un marco di lavoro svolto o di beni prodotti”. I lavoratori spendevano poi i certificati in altri beni e servizi, creando lavoro per altre persone. In soli due anni, il problema della disoccupazione era stato risolto ed il Paese si era rimesso in piedi. Possedeva una valuta solida e stabile, niente debito, niente inflazione, ma questo era inaccettabile da parte del cartello dei banchieri sionisti che così dichiararono guerra alla Germania.

1933 i Sionisti e banchieri ebrei dichiararono guerra ad una Germania sull’orlo del tracollo finanziario a causa di una gravissima crisi economica (come potete constatare dall’articolo di giornale Daily Express datato Venerdì 24 Marzo 1933 riportato qui sopra), costringendo Hitler ad un attacco senza precedenti verso la popolazione ebraica. Dalla traduzione dell’articolo proposto qui a fianco si legge:

La Giudea dichiara guerra alla Germania: gli ebrei di tutto il mondo uniti in azione.

L’intera Israele sparsa per il mondo si unisce per dichiarare guerra economica e finanziaria alla Germania. L’apparizione della Svastica come simbolo della nuova Germania ha dato nuova vita all’antico simbolo di guerra di Giuda. Quattordici milioni di ebrei sparsi in tutto il mondo si stringono come un sol uomo per dichiarare guerra alla Germania, persecutrice dei loro compagni di fede. Il commerciante ebreo abbandonerà la sua casa, il banchiere la sua attività di scambio economico, il mercante i suoi affari e il mendicante la sua umile baracca, al fine di unirsi nella Guerra Santa contro il popolo di Hitler!”

Il giornale ebraico Natscha Retsch rincarava la dose:

La guerra contro la Germania sarà condotta da tutte le comunità ebraiche, dalle conferenze, dai congressi […] da ogni singolo ebreo. La guerra contro la Germania darà nuova linfa ideologica ai nostri interessi e li promuoverà, il che richiede che la Germania sia totalmente distrutta! Per noi ebrei, il pericolo è rappresentato dall’intero popolo tedesco, dalla Germania intesa sia a livello collettivo che individuale. Essa deve essere ridotta per sempre all’impotenza… A questa guerra noi ebrei dobbiamo partecipare, con tutta la forza e la potenza che abbiamo a nostra disposizione”.

Questo fatto portò Hitler ad attaccare gli ebrei cercando di espellerli dalla Germania, anche se tra le fila delle SS vi erano 150mila soldati ebrei e molti dei quali con alto grado di ufficiali. Per il premier israeliano Netanyahu – primo ministro da 6 anni e prima ancora per 3 alla fine degli anni Novanta – fu il Muftì di Gerusalemme, Haj Amin Al-Husseini, a suggerire al Führer di arrivare alla cosiddetta Soluzione finale della questione ebraica. “Hitler – ha detto Netanyahu – all’epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì andò e gli disse ‘se li espelli, verranno in Palestina. ‘Cosa dovrei fare?’ chiese e il Muftì rispose ‘Bruciali’”.

Come andò a finire è cosa nota, Hitler fu costretto a suicidarsi per non cadere vivo nella mani di chi come al solito finanziava entrambi gli schieramenti nella guerra: i banchieri sionisti internazionali, mentre come al solito il popolo ebraico poteva tranquillamente essere usato come vittima sacrificale di queste famiglie di banchieri ebrei khazari.

Oggi sono finalmente riusciti nel loro scopo di mettere gli stati sotto la loro dittatura attraverso il controllo della moneta che creano dal nulla grazie ai politici che si sono venduti loro. Pensate solamente per un attimo come potremmo uscire dalla crisi in pochi mesi se riprendiamo in mano la sovranità monetaria, con i soldi che la nostra zecca tipografica stamperebbe potremmo subito creare un’edilizia popolare che ricostruirebbe in pochi mesi le case ai poveri terremotati, si bonificherebbe il territorio, si metterebbero in sicurezza tutte le abitazioni che si trovano in zone sismiche dando lavoro a milioni di disoccupati che con i soldi che guadagnerebbero ridurrebbero a zero gli ammortizzatori sociali, inizierebbero ad acquistare facendo ripartire le piccole e medie imprese che assorbirebbero altra mano d’opera e nel giro di pochi anni renderemmo l’Italia uno dei paesi più ricchi al mondo. Per fare questo ci vorrebbe un miracolo che solamente un uomo riuscì a fare: Gesù. Ci vorrebbe veramente che Gesù tornasse in questa terra come le profezie dicono, ma è possibile? Si, è tornato, non lui come uomo ma la verità scomoda al potere giudaico di un uomo che combatte per primo la loro usura e che riuscì nell’intento di espellerli dall’Italia. Questo è il motivo per cui stanno censurando le nostre scoperte i mass media nazionali e per cui stanno oltraggiosamente cercando di far passare Gesù per un alieno, figlio del Gibborim Gabriele nato dall’unione dei Nephilim con le donne terrestri come dice Biglino nelle sue conferenze.

Alessandro De Angelis scrittore ricercatore di antropologia delle religioni

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