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I Federalisti Mondiali e i loro legami con il Vaticano

Molti di quelli che accusano di complottismo tutti coloro che parlano di Governo Mondiale ce li raffiguriamo un po’ come quei mariti che, scoperti dalla propria moglie mentre sono a letto con un’amante, anzichè scusarsi, ammettere la propria colpa e chiedere perdono, iniziano a picchiare e insultare la moglie, accusandola di essere una puttana. Insomma, costoro sono, più o meno, allo stesso livello morale di Umberto-Aspen-Eco. Se pensate che sia assurdo affermare che vi sarebbe un’elite che vorrebbe edificare un governo mondiale, leggete allora un po’ di storia sul  Movimento dei Federalisti Mondiali (li avete mai sentiti nominare?): 

“Il World Federalist Movement si sviluppò da una serie di organizzazioni nazionali e dagli sforzi che partirono negli anni ’30 del novecento come risposta al fallimento della Lega delle Nazioni e nel tentativo di creare un tipo di ordine globale che avrebbe potuto evitare la guerra mondiale.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale in tutta l’Europa e nel Nord America si formarono numerosi gruppi di cittadini che affrontarono la necessità di avere meccanismi efficaci per garantire la pace e la stabilità internazionale, rendendosi conto che le Nazioni Unite, con la loro originaria struttura, non sarebbero state in grado di raggiungere il loro primo obiettivo del preambolo: ‘per salvare le future generazioni dal flagello della guerra.’
[…]
Il 17 agosto 1947, più di 300 partecipanti rappresentanti 51 organizzazioni e numerosi osservatori, si riunirono a Montreux per l’apertura della prima ‘Conferenza del Movimento Mondiale per un Governo Federale Mondiale‘(World Movement for World Federal Government). Max Habicht aprì il meeting e dichiarò che, in quanto Federalisti, loro volevano un Governo Mondiale che ‘avrebbe creato il Parlamento dell’Uomo, nel quale i rappresentanti dei popoli del mondo avrebbero creato leggi mondiali per mezzo della maggioranza dei voti.’ Mr. Habicht descrisse il Patto della Lega delle Nazioni e la Carta di San Francisco come ‘semplici passi sulla via che condurrà ad una migliore forma di organizzazione, il Governo Mondiale Federale, il solo che potrà garantire la pace mondiale. Noi temiamo che gli sforzi delle Nazioni Unite verso la pace, così come quelli della Lega delle Nazioni, non potranno avere successo, se il mondo non desidererà intraprendere questo ulteriore passo verso il Governo Mondiale Federale.’ Egli concluse con le seguenti parole: ‘I Federalisti in tutti i paesi cercheranno di dare un contributo a questa evoluzione politica. Noi siamo a Montreux per coordinare le nostre attività e per renderle maggiormente efficaci.’
Questo meeting fondatore si concluse con l’adozione della ‘Dichiarazione di Montreux: I Principi per un Governo Federale Mondiale‘.”

Nel sito del WFM leggiamo anche dell’Union of European Federalists (UEF):

 

L‘Unione dei Federalisti Europei venne fondata nel 1946 con lo scopo di realizzare la Federazione Europea come primo passo verso il federalismo mondiale; i suoi membri furono tra i fondatori del World Federalist Movement nel 1947. Incoraggiati dalla creazione dell’Unione europea, i membri cominciarono a sostenere il federalismo in altre regioni.
[…]
L’UEF lavora anche nella promozione della creazione di un organo esecutivo europeo, un Governo Europeo…

Da un articolo pubblicato il 27 novembre 1993 sul Corriere della sera, dal titolo Peter Ustinov: ” Italia, tranquilla. fantasia e tolleranza ti salveranno “ leggiamo:

l’attore inglese, presidente dei federalisti mondiali, parla a Milano dell’Europa e del nostro Paese. E rivela di ammirare Pannella

Gli Stati Uniti d’ Europa sono nati a Milano cinquant’ anni fa. Ma il “grande approdo” sognato da Altiero Spinelli e da altri pionieri del federalismo nell’ agosto del ‘ 43, e quasi raggiunto a Maastricht, rischia ora di allontanarsi nuovamente per effetto delle “spinte disgregatrici” che dilaniano il continente. Dei conflitti etnici e delle guerre tra le monete.
Alla festa di compleanno del Movimento federalista europeo, nell’aula magna della Statale, si leva solenne il monito di Carlo Maria Martini. Contro i “nazionalismi esasperati”, dice il Cardinale [gesuita], “occorre un processo di integrazione che non resti confinato ai vertici politici”, ma si fondi sulla “convergenza della libera volonta’ dei popoli“.”

Carlo Maria Martini

Naturalmente, per il Cardinal Martini, i pericoli a questo mondo arrivano solo dai “nazionalismi esasperati“. Il Cardinal Martini poi ci propone la sua integrazione, asserendo che si tratterebbe di “libera volontà dei popoli“; ma siamo sicuri che sia una vera “libera volontà dei popoli” quella propagandata in tali consessi? Non sarebbe meglio affermare che siamo di fronte ad un’opera di propaganda gesuitica? Andiamo avanti nell’articolo:

 

Identico l’ auspicio del sindaco Formentini: “L’ Europa si deve fare non solo con gli interessi ma anche con il cuore. Deve essere piu’ vicina alla gente”. Sul palcoscenico, accanto al leader italiano del Mfe, Mario Albertini, riconosciamo il faccione di Peter Ustinov, il grande attore inglese, l’ interprete di Nerone e di Poirot. Ormai e’ una specie di ambasciatore viaggiante al servizio del Nuovo Ordine Planetario. Oggi e’ qui nella veste di presidente del Movimento federalista mondiale, domani vola a Lipsia come plenipotenziario dell’Unicef.

Adesso passiamo al giornale Il Federalista [il giornale dei Movimento Federalista Europeo], Anno XXX, 1988, Numero 1, Pagina 67, e leggiamo un passo di un articolo riguardante la figura di Giuseppe Antonio Borgese:

“Giuseppe Antonio Borgese (1882-1952), italiano di nascita, era un professore di letteratura presso l’Università di Chicago ed è stato un autorevole fautore del governo mondiale globale. Nel 1945, egli diede vita alla Commissione per elaborare una costituzione mondiale, a cui aderirono Robert M. Hutchins, Mortimer Adler, Richard McKeon, Reinhold Niebuhr, Rexford Tugwell e altri importanti docenti americani ed emigrati politici. Egli diede un contributo alla redazione della bozza che poi divenne il Progetto preliminare di una costituzione mondiale, elaborato dalla Commissione di Chicago (1948). Fu editore e direttore di Common Cause (1947-1951), il giornale della Commissione — allora il più importante e informato giornale del Movimento dei federalisti mondiali. Iniziò la sua attività politica nel World Movement for World Federal Government (che poi divenne World Association of World Federalists), sostenendo al Congresso di Stoccolma del 1949 un approccio costituzionale, ma opponendosi alla proposta ufficiosa, più rivoluzionaria, di una Convenzione dei popoli, caldeggiata dal parlamentare inglese Henry Usborne. Borgese diede un contributo sostanziale ad un’analisi dell’idea moderna di giustizia, che costituisse la base per un ordine legale mondiale accettabile sia per i capitalisti che per i comunisti e per il blocco emergente dei paesi coloniali. «La pace e la giustizia si affermano o precipitano insieme», era uno dei suoi grandi principi, che egli proclamò nel Preambolo del Progetto preliminare. Un altro suo principio, che richiamava l’imperativo kantiano, era: «Il governo mondiale è necessario, dunque è possibile».
[…]

Giuseppe Antonio Borgese

Tutto il suo insegnamento, i suoi scritti poetici e l’attività politica che condusse verso la fine della sua vita mirarono a dimostrare che la creazione del governo mondiale globale, il solo che, a suo giudizio, poteva abolire effettivamente la guerra, era una direttiva praticabile di politica estera per tutti gli Stati alla metà del XX secolo. Egli giudicò la «guerra fredda» come una disputa sul significato essenziale della giustizia, sulla quale il governo mondiale, inevitabile e necessario, sarebbe stato basato. Borgese fu un vivace antagonista di Grenville Clark, il principale sostenitore del governo mondiale parziale (con poteri limitati al mantenimento della sicurezza internazionale), che il nostro autore definì uno «Stato di polizia mondiale, impossibile da istituire quanto nefasto se fosse stato attuabile»; fu inoltre un avversario di Reinhold Niebuhr, che presto si dissociò dalla Commissione e divenne il più influente difensore della politica statunitense di contenimento del comunismo. Niebuhr polemizzò, e lo fece con correttezza, contro il governo mondiale su alcuni giornali, come Foreign Affairs, sulla base della considerazione che esso presumeva l’esistenza di una comunità mondiale e non teneva conto del fatto che la natura umana è imperfetta, e Borgese gli sferrò un attacco personale, definendolo «una malalingua… fautore della guerra, anche se non del tutto guerrafondaio». Queste parole danno l’idea della personalità di Borgese, una personalità passionale, combattiva, polemica e spassionata.
Borgese oltraggiava, seccava, deliziava e offriva insegnamenti ai suoi lettori e ai suoi studenti. Di lui come insegnante a Chicago è stato detto: «Egli appare ai suoi studenti americani come una specie di condottiero benefico, che, senza volerlo, all’inizio li sbigottisce con i suoi modi stravaganti e la sua retorica appassionata, ma che presto si guadagna il loro profondo affetto e la loro gratitudine». Egli stimolava la gente: di tutti i sostenitori del governo mondiale del suo tempo, probabilmente solo Einstein, che usava metodi più moderati, ebbe un’influenza maggiore.
[…]

Qualche passo tratto dai suoi scritti:

“L’idea di uno Stato mondiale, predicata da poeti e profeti nel corso dei secoli, ha ricevuto consensi senza precedenti dall’opinione pubblica occidentale dopo il 6 agosto 1945, la data di Hiroshima. L’impulso maggiore è stato dato dalla paura della guerra atomica… Perciò, in generale, il movimento per la fondazione di uno Stato mondiale ha prevalentemente mirato alla creazione di una organizzazione internazionale o sovranazionale atta a garantire la nostra sicurezza.”

Borgese qui ci dice apertamente che il Nuovo Ordine Mondiale si basa sulla PAURA..

STRUTTURA DI UNA COSTITUZIONE [2]

Una costituzione, ogni costituzione, rappresenta tre cose in una. E’ un manifesto o una proclamazione di principi. E’ un organismo politico. E’ un meccanismo giuridico.
In quanto manifesto o proclamazione di principi — quindi in quanto teoria — il progetto preliminare che oggi sottoponiamo alla pubblica e comune valutazione è basato su una convinzione fondamentale, che si articola in quattro punti:
a) la guerra deve e può essere messa fuori legge e la pace può e deve essere realizzata universalmente;
b) il governo mondiale è l’unica alternativa alla distruzione del mondo;
c) «il governo mondiale è necessario, perciò è possibile»;
d) la premessa del governo mondiale e della pace è la giustizia.

Leggendo di questi progetti deliranti ci viene in mente questo passo della Bibbia:

“Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto.”
Tessalonicesi 5:3

Ma qual’era l’intima fede del nostro globalista Borgese? Dall’articolo Le ultime cause perse di Giuseppe Antonio Borgese, leggiamo:

Tuttavia, nel 1945, Borgese non considera più che monarchia, fascismo e Vaticano costituiscano un tutto inscindibile e pone invece le sue speranze in una Chiesa rigenerata:

 

Oggi invece la Chiesa superstite in un’Europa che è tutta a terra, in un mondo dove tutto trema, è anch’essa, come ogni altra istituzione e dottrina, in un travaglio di adattamento e rinnovazione, i cui sbocchi rimangono problematici, ma il cui corso va osservato con mente attenta e aperta. Può essere che essa si avvii verso un domani, in politica ed economia, diverso dal suo ieri. [25]
[25] G. A. Borgese, Golia, cit., p. 13.

Borgese, consapevole del fatto che il lettore potrebbe ascrivere il suo astio nei confronti della Chiesa romana all’influenza culturale dell’ambiente anglosassone e protestante in cui è stato concepito il libro, precisa, dopo una professione di fede ‘gioachimita’ (ibid.), che il fatto di aver mosso pesanti critiche al Vaticano non significa che egli non si debba ritenere un buon cattolico e presume che Dante avrebbe inteso e condiviso i motivi della sua vituperazione (ibid., pp. 13-14)
Prosegue distinguendo nettamente la lettura fascista della Monarchia dantesca (il progetto chimerico di ricostruzione imperiale smontato nel Golia) con l’interpretazione progressista da lui propugnata: il progetto di una « riforma e restaurazione dell’Occidente» attraverso la costruzione di una «repubblica universale». Conclude il suo discorso con accenti solenni affermando di aver fede nella vocazione direttrice dello spirito italiano (ibid., p. 17).”

Quindi, nel 1945, l’anno in cui il cattolico Borgese “pone le sue speranze in una Chiesa rigenerata”, è anche l’anno nel quale “egli diede vita alla Commissione per elaborare una costituzione mondiale” al fine di costruire una “repubblica universale”. E adesso arriviamo al legame con Pio XII. Dall’articolo Caritas in Veritate: Il Governo Mondiale del Vaticano leggiamo che:

“Il 6 aprile 1951, il Papa Pio XII ebbe un incontro in Vaticano con il Movimento Mondiale per un Governo Mondiale Federale. Nel corso di tale incontro il Papa Pio XII incoraggiò il suo uditorio di “governo mondiale” a proseguire in questa ricerca:

 

“Il vostro movimento, signori, ha il compito di creare un’efficace organizzazione politica nel mondo. Non c’è niente di più in linea con le dottrine tradizionali della Chiesa, o meglio adattato ai suoi insegnamenti sulla guerra giusta o ingiusta, soprattutto nella presente situazione mondiale. Un’organizzazione di questo tipo deve, pertanto, essere istituita…”

Il Papa spiegava poi, giustamente, che i “germi mortali del totalitarismo meccanico” avrebbero potuto infettare questa “organizzazione politica mondiale”. Tuttavia, nel notare questa possibilità, egli ricordò ai partecipanti di perseguire un approccio federalista mondiale solidamente morale. Terminando il suo incontro, il Papa incoraggiava il suo uditorio a proseguire questa grande idea.

“…Voi avete il coraggio di dare voi stessi per questa causa. Ci congratuliamo con voi. Vorremmo esprimere a Voi i nostri auguri per il vostro pieno successo e con tutto il Nostro cuore Noi pregheremo Dio affinché vi conceda la Sua saggezza e il Suo aiuto nello svolgimento del vostro compito.”[14]

Ma il sostenitore del nazismo Pio XII aveva le idee piuttosto chiare già prima di questa data. Infatti, Dal RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO XII AI POPOLI DEL MONDO INTERO, trasmesso Domenica 24 dicembre 1944, leggiamo (e leggano anche tutti quelli che affermano che la Chiesa Cattolica sarebbe diventata globalista solo dopo il Concilio Vaticano II):

Formazione di un organo comune per il mantenimento della pace

Le risoluzioni finora note delle Commissioni internazionali permettono di concludere che un punto essenziale d’ogni futuro assetto mondiale sarebbe la formazione di un organo per il mantenimento della pace, organo investito per comune consenso di suprema autorità., e il cui ufficio dovrebbe essere anche quello di soffocare in germe qualsiasi minaccia di aggressione isolata o collettiva. Nessuno potrebbe salutare questa evoluzione con maggior gaudio di chi già da lungo tempo ha difeso il principio che la teoria della guerra, come mezzo adatto e proporzionato per risolvere i conflitti internazionali, è ormai sorpassata. Nessuno potrebbe augurare a questa comune collaborazione, da attuare con una serietà d’intenti prima non conosciuta, pieno e felice successo con maggior ardore di chi si è coscienziosamente adoperato per condurre la mentalità cristiana e religiosa a riprovare la guerra moderna coi suoi mostruosi mezzi di lotta.

Sappiamo benissimo che i primi sostenitori della “teoria della guerra” furono gli uomini del Vaticano. Gli stessi uomini che nel 1944, per opera di Pio XII, erano già indaffarati a pensare al Governo Mondiale.

http://nwo-truthresearch.blogspot.it/2015/07/i-federalisti-mondiali-e-i-loro-legami.html
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