TwitterFacebookGoogle+

I massoni tifano per Bergoglio. Ma lui li vede come la peste

Due sole volte papa Francesco ha parlato in pubblico dei massoni e della massoneria. E sempre contro.

La prima volta sull’aereo di ritorno dal viaggio in Brasile, il 28 luglio 2013. Interpellato sul caso di monsignor Battista Ricca e sulla “lobby gay”, ha detto:

“Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il problema non è avere questa tendenza, no. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante lobby. Questo è il problema più grave per me”.

La seconda volta a Torino il 21 giugno 2015. Incontrando dei giovani e rispondendo a braccio ad alcune loro domande a un certo punto ha detto:

“In questa terra alla fine dell’Ottocento c’era la massoneria in pieno, anche la Chiesa non poteva fare nulla, c’erano i mangiapreti, c’erano anche i satanisti… Era uno dei momenti più brutti e dei posti più brutti della storia d’Italia. Ma andate a cercare quanti santi e quante sante sono nati in quel tempo! Perché? Perché si sono accorti che dovevano andare controcorrente rispetto a quella cultura, a quel modo di vivere”.

In privato, però, Francesco è tornato molto più spesso sull’argomento. La massoneria è la sua bestia nera, già da quando viveva in Argentina. Non tollera che si infiltri nella Chiesa ed è arciconvinto che essa sia presente nell’Ordine dei Cavalieri di Malta e che da lì vada estirpata.

Nella lettera del 1 dicembre scorso del papa al cardinale Raymond L. Burke, patrono dell’Ordine, c’è un passaggio che a un occhio esperto chiaramente allude alla massoneria. Ed è il primo dei punti sui quali Francesco esige una riforma dell’Ordine:

“In particolare, si dovrà evitare che nell’Ordine si introducano manifestazioni di spirito mondano, come pure appartenenze ad associazioni, movimenti e organizzazioni contrari alla fede cattolica o di stampo relativista. Qualora ciò dovesse verificarsi, si inviteranno i Cavalieri che eventualmente fossero membri di tali associazioni, movimenti ed organizzazioni a ritirare la loro adesione, essendo essa incompatibile con al fede cattolica e l’appartenenza all’Ordine”.

Ma già il 9 settembre del 2014, nell’udienza in cui il papa rimosse il cardinale Burke da prefetto del supremo tribunale della segnatura apostolica per nominarlo patrono dell’Ordine, gli assegnò come compito prioritario proprio “la necessaria eliminazione di uno spirito secolare e specificamente della massoneria dall’Ordine di Malta”.

È quanto ha riferito lo stesso cardinale Burke in un rapporto sulle recenti traversie dell’Ordine, da lui autorizzato a circolare riservatamente tra i Cavalieri di Germania, ma in seguito trapelato a un più largo pubblico.

In quella stessa udienza, il papa disse che non aveva una “esatta informazione” sulla presenza di massoni tra i Cavalieri, ma che “era certo della loro esistenza”.

E anche in seguito Francesco è tornato a picchiare forte su questo chiodo. Nell’udienza data a Burke lo scorso 10 novembre, al cardinale che gli diceva di non essere riuscito a individuare nessun massone tra i Cavalieri il papa ordinò di continuare a cercare quelle “liste di massoni, che devono per forza esistere”, e aggiunse che avrebbe incluso questo mandato in una lettera ufficiale, che in effetti fu quella del 1 dicembre sopra citata.

Papa Francesco ha insistito su questo punto non solo con il cardinale patrono, ma anche con i massimi dirigenti dell’Ordine.

Il 23 giugno del 2016, vigilia della festa di san Giovanni che è il patrono dei Cavalieri di Malta, ricevendo in udienza l’allora Gran Maestro Fra’ Matthew Festing e il Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager – cioè proprio i due avversari nel conflitto che stava per scoppiare dentro l’Ordine – Francesco domandò loro a bruciapelo che cosa sapessero “dei progressi fatti dal cardinale Burke nel ripulire l’Ordine dai massoni”. Al che entrambi si resero conto che questa era davvero la “principale preoccupazione” del papa.

Nella lettera con cui il papa si è rivolto ai grandi elettori che si apprestavano lo scorso 29 aprile ad eleggere il Luogotenente del Gran Maestro nella persona di Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, manca un nuovo esplicito comando a “ripulire l’Ordine dai massoni”.

Ma c’è più di un motivo per credere che anche a questo il papa continui a pensare, quando raccomanda di provvedere alle “riforme necessarie” per il “rinnovamento spirituale” dell’Ordine.

Nessun dubbio, insomma, che Jorge Mario Bergoglio sia profondamente ostile alla massoneria e tema come la peste una sua infiltrazione nella Chiesa, al punto da vedere massoni anche là dove forse non ce ne sono.

Ciò che è strano è invece l’entusiasmo che la massoneria manifesta verso questo papa. È un tifo che mai c’è stato per nessuno dei papi suoi predecessori.

Una sterminata antologia delle lodi che massoni di tutto il mondo elevano a Bergoglio da quando è stato eletto papa è in corso di pubblicazione on line. Ne sono uscite finora due puntate su tre:

> Why do the Freemasons Love Pope Francis? Part I

Why do the Freemasons Love Pope Francis? Part II

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/05/03/i-massoni-tifano-per-bergoglio-ma-lui-li-vede-come-la-peste/

 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.