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I numeri di Blue Whale: Italia e Usa i Paesi in cui se ne parla di più

Dal 2 al 30 maggio di quest’anno sono state registrate nel mondo 34.794 tra ricerche e contenuti apparsi su Twitter e Instagram e collegati al gioco della morte “Balena Azzurra”. E’ quanto emerge dalla ricerca realizzata per Agi da The Fool su dati Crimson Hexagon.

I dati presi in esame riguardano le conversazioni avvenute in tutte le lingue sui due social partendo da parole chiave come “BlueWhale”, “Bluewhalegame”, “curatorfindme” o “I’mwhale”. E, su scala mondiale, il 17,7% delle persone che hanno prodotto interazioni sul tema su Twitter e Instagram proviene dall’Italia, seconda solo agli Stati Uniti (18%). Al terzo posto c’è la Colombia con l’8,9%.

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Nel nostro Paese sono le donne a parlarne di più: il 53% contro il 47% degli uomini. Quanto all’età, il 27% di coloro che utilizzano le parole chiave analizzate ha 17 anni o meno. La percentuale scende nelle fasce d’età 18-24 e 25-34 anni, rispettivamente con il 3%. Mentre sale del 67% tra coloro che hanno più di 35 anni.

Le reazioni su Twitter

Tra i due social è Twitter quello che ha un’influenza maggiore in Italia e che ha registrato un picco del +500% intorno al 16 maggio, poco dopo il servizio del 14 maggio della trasmissione ‘Le Iene’ sul fenomeno nato in Russia. Il ‘gioco’ chiede ai partecipanti a superare 50 prove in 50 giorni e termina con il suicidio. Al picco di Twitter corrispondono ben 3.040 post, con un’ascesa iniziata proprio il 14 sera. Sebbene in Italia il dibattito sul fenomeno fosse già iniziato, è stata la puntata de “Le Iene” a innescare il vero effetto dirompente.  

I Top Influencer e i post più condivisi

Tra i top influencer sul tema, oltre a “Le Iene” che conta 2 milioni di follower, ci sono La La Jess (con 8mila follower), Luilla (con 20 mila), Fran Altomare (100mila), Paolo Attivissimo (400mila), Marco Leonardi (50mila). Proprio quest’ultimo ha pubblicato il 17 maggio uno dei post più ritwittati (232 volte): “Solo in Russia ci sono oltre 150 suicidi legati a Blue Whale. Sinceramente non trovo il senso di #curatorfindme! #Nonèungioco”.

 

Qua su Twitter con questi hashtag: #curatorfindme #i_am_whale persone fragili contattano curatori per “giocare”, FERMIAMO TUTTO QUESTO!

— winehouseale (@winehouseale1) 16 maggio 2017

 

Molto condiviso anche quello di Emanuela Ianniello (264 volte), nonostante il suo profilo sia seguito solo da 30 persone: “Il servizio #bluewhale mi ha angosciata profondamente, ogni giorno scopro un nuovo motivo per temere il genere umano…#leiene”, ha scritto Emanuela a mezzanotte e 46 minuti, poco dopo la fine della trasmissione.

Il servizio #bluewhale mi ha angosciata profondamente, ogni giorno scopro un nuovo motivo per temere il genere umano… #leiene

— Emanuela Ianniello (@Super_Ema) 14 maggio 2017

 

Non sono mancate le reazioni indignate: il 17 maggio Luilla ha proposto come prima prova quella di mandare una “foto del dito medio al curatore e dirgli che il suo posto è in galera perché tu a 15 anni hai una vita da vivere”. Il suo post è stato rilanciato 274 volte. 

 

Giorno 1: manda foto del dito medio al curatore e digli che il suo posto è in galera perché tu a 15 anni hai una vita da vivere. #BlueWhale

— Luilla (@_Luilla_) 17 maggio 2017

 

Il post più ritwittato (662 volte) però, è quello di La La Jess che, il 16 maggio, ha pubblicato la schermata di Instagram con cui il social network offre sostegno e aiuto alle persone che stanno “attraversando un momento difficile e hanno bisogno di sostegno”. “Si sta parlando tanto dell’assurdità di questo #BlueWhale. IG risponde così. L’azione dei social in questo momento è importante. #i –am –whale”.

 

Si sta parlando tanto dell’assurdità di questo #BlueWhale. IG risponde così.
L’azione dei social in questo momento è importante. #i_am_whale pic.twitter.com/XtPdeTeyhK

— La La Jess (@lifeisaconcert) 16 maggio 2017

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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