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I parrocchiani compatti a difesa di don Nuccio Cannizzaro

Don-Nuccio-Cannizzaro-1di Claudio Cordova –Stessa versione, talvolta anche gli stessi termini usati. Una muraglia umana. I parrocchiani di Condera-Pietrastorta si schierano a mo’ di scudo in difesa del parroco, don Nuccio Cannizzaro, accusato di false dichiarazioni al difensore rese nell’ambito del procedimento “Pietrastorta” per favorire il presunto boss Santo Crucitti.

I parrocchiani sfilano, come in processione, davanti al Collegio presieduto da Andrea Esposito e rispondono alle domande dell’avvocato Giacomo Iaria (difensore di don Nuccio) e del pubblico ministero Sara Ombra.

Una vera e propria processione, come quelle organizzate dall’amato parroco don Nuccio.

I parrocchiani riferiscono sui rapporti tra il prelato e il commerciante Tiberio Bentivoglio, testimone chiave del procedimento e vittima, negli scorsi anni, di diversi attentati, sia contro il proprio negozio, sia contro la propria persona. Le contestazioni mosse a don Nuccio, infatti, si incastrano con le attività dell’associazione culturale di Bentivoglio, la Harmos, che, a detta del commerciante, non sarebbe stata gradita nel territorio di Condera, né ai cittadini, né allo stesso don Nuccio.

I “compaesani”, però, forniscono tutti una versione diversa rispetto a quella del testimone di giustizia e favorevole per la difesa di don Nuccio: “Bentivoglio mi chiese di far parte della Harmos, ma io dissi di no per motivi lavorativi” esordisce Maria Rosa Giofrè. “Don Nuccio non mi parlò mai della Harmos, né sono a conoscenza di contrasti tra don Nuccio e l’associazione”.

Stando invece al racconto di Bentivoglio, e, soprattutto, all’impostazione accusatoria, Don Nuccio avrebbe reso false dichiarazioni all’avvocato Emanuele Genovese nell’ambito del procedimento “Pietrastorta” per “mandarla buona” al gruppo di Crucitti, che avrebbe osteggiato la costituzione dell’associazione di Bentivoglio, che sarebbe entrata in competizione con quella “Evelita”, dell’ex assessore comunale Pasquale Morisani (che con Crucitti avrebbe avuto un rapporto di vecchia data) e con quella “Laos”, proprio del parroco don Nuccio. Nel dettaglio, infatti, Crucitti (o qualcuno a lui vicino) avrebbe “consigliato” a Consolato Marcianò di non fornire la sede per l’associazione. Una versione ribattuta in sede di indagine da don Nuccio e ribadita da una dei testimoni oggi, Concetta Fosso: “Crucitti avrebbe avvicinato il signor Marcianò (proprietario dell’immobile destinato a sede della Harmos) e gli disse “ma non è che porti femmine”, questo ce lo raccontò Bentivoglio”. I parrocchiani, dunque, negano ogni attrito: “Non ho mai parlato con don Nuccio dell’associazione Harmos e sono a conoscenza di buoni rapporti tra il parroco e Bentivoglio” afferma Maria Cipro. Nessuno, dunque, a detta della donna, avrebbe mai parlato male della Harmos.

Una vicenda, quella che coinvolgerà don Nuccio, che farà grande rumore a Reggio Calabria, essendo il prelato assai noto in città, per il suo incarico di cerimoniere dell’Arcivescovo Vittorio Mondello, che non gli farà mancare la fiducia neanche quando diverranno pubbliche diverse scottanti conversazioni private del parroco.

Tornando all’udienza, una costante nel racconto dei parrocchiani sarà la circostanza secondo cui il quartiere si sarebbe mobilitato dopo il primo incendio subito dalla Sanitaria Sant’Elia di Bentivoglio: “Dopo l’accaduto molte persone hanno dato una mano”. Una versione condivisa anche dal testimone successivo, Mafalda Pollidori: “La comunità ha aiutato la Sanitaria e l’idea era partita da don Nuccio che ci disse di andare a comprare lì per dare sostegno economico in un momento difficile”.

A prescindere dalle varie versioni, comunque, quello che emerge (e che era già emerso nel corso delle precedenti udienze) è una comunità, quella di Condera-Pietrastorta, che ha sempre vissuto (e che vive tuttora) in funzione della Parrocchia, vero e proprio centro nevralgico del quartiere. Una Parrocchia da cui Bentivoglio, dopo un passato nel Consiglio Pastorale e dopo i drammatici fatti che lo coinvolgeranno, si distaccherà: tutti i testimoni saranno concordi nell’affermare come il commerciante abbia smesso, già da tempo, di frequentare la chiesa del luogo.

E il propulsore di tutto sarebbe stato proprio don Nuccio, una vera e propria guida per la comunità che, a detta dei testimoni, non avrebbe avuto alcun tipo di problema con Bentivoglio: “Tiberio non mi ha mai parlato di nulla, non avevamo una tale confidenza” dice Elena Canale. Viceversa, neanche don Nuccio avrebbe mai manifestato alcunché sul commerciante: “Non mi disse mai nulla su Bentivoglio, né toccò mai l’argomento sulla mia iscrizione alla Harmos” dice Antonia Bova.

Poi i noti fatti e l’allontanamento volontario dell’imprenditore.

Non sempre, comunque, i parrocchiani dimostreranno di avere ricordi nitidi. E’ il caso di Concetta Fosso, che riferisce una serie di “non ricordo” circa le presunte pressioni (talune anche rese pubbliche da Bentivoglio) nei confronti dell’associazione Harmos. Non ricorderà, per esempio, della lettura di una lunga lettera, da parte dell’imprenditore, nei momenti antecedenti allo scioglimento della Harmos: “Io ricordo di non aver mai parlato con don Nuccio della Harmos e che tutti diedero la solidarietà a Bentivoglio dopo l’incendio. Alcuni andarono via perché Bentivoglio pretendeva una presenza molto assidua”.

In mezzo alle testimonianze delle “pie donne” di Condera-Pietrastorta, anche quella dell’imprenditore Domenico Camera. E anche in questo caso, è il parroco Cannizzaro a uscirne bene: “Ho sempre avuto ottimi rapporti con don Nuccio, anche dopo l’iscrizione alla Harmos. Il problema della Harmos era la mancanza di armonia per raggiungere i risultati. Io, che comunque frequentavo poco per motivi di lavoro, me ne andai per questo, non perché don Nuccio mi disse mai nulla. No, non ho mai percepito alcun tipo di fattore esterno”.

 http://ildispaccio.it/primo-piano/37273-i-parrocchiani-compatti-a-difesa-di-don-nuccio-cannizzaro

Fonte

 

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