TwitterFacebookGoogle+

I rifugiati riprendono la marcia, Ue ancora divisa

(AGI) – Roma, 14 set. – E’ ripresa la marcia dei rifugiati verso il nord dell’Europa mentre l’Ue resta divisa sul tema delle quote. A Bruxelles si sono riuniti i ministri dell’Interno dei Ventotto sulla questione immigrazione. A margine si sono visti rappresentati della Commissione Ue e i ministri di Francia, Germania, Grecia, Italia e Ungheria. sulla questione dei cosiddetti hotspot, i centri di identificazione dei richiedenti asilo da istituire nei Paesi di prima accoglienza, Grecia, Italia e Ungheria, quale pre-requisito per la redistribuzione dei richiedenti asilo all’interno dell’Ue. A Italia e Grecia e’ stato chiesto di presentare gia’ domani il programma per la redistribuzione di 40 mila profughi (24 mila dall’Italia, 16 mila dalla Grecia) decisa a luglio dal Consiglio Ue su proposta della Commissione. Al suo arrivo a Bruxelles, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha spiegato che una “strategia corretta” per affrontare l’emergenza a livello Ue e’ “collocare nei 28 Paesi coloro i quali chiedono l’asilo con una distribuzione equa e al tempo stesso organizzare un sistema efficiente dei rimpatri pagato dall’Ue”. La Germania ha riaperto il traffico ferroviario con l’Austria questa mattina alle 7 e a sua volta quest’ultima ha ripreso a far entrare i migranti dall’Ungheria: 2.400 nella mattinata di oggi, che si aggiungono ai 16.600 giunti ieri attraverso i confini di Nickelsdorf e Heiligenkreuz, nello stato del Burgenland. Per l’Ungheria domenica e’ stato un giorno da record: 5.809 ingressi. Secondo un sito magiaro, la Serbia avrebbe spinto verso l’Ungheria circa 25-30.000 migranti prima che i provvedimenti restrittivi entrassero in vigore. Per questo, la polizia ungherese ha bloccato il principale punto di transito dei migranti dalla Serbia. Di fronte all’afflusso massiccio di migranti, si moltiplicano i Paesi che ripristinano controlli temporanei alle frontiere usando la deroga prevista dagli accordi di Schengen: dopo l’annuncio della Germania, e’ stata la volta di Austria e Slovacchia che hanno deciso di tornare a richiedere i documenti ai valichi du confine. L’Olanda si e’ detta pronta ad aumentare i controlli a campio0ne nelle zone di confine. La Polonia ha preannunciato che li fara’ e la Francia si e’ detta pronta, se necessario, a ripristinare i controlli con l’Italia. “I controlli temporanei -ha affermato Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel- non sono la stessa cosa di una chiusura delle frontiere. I rifugiati continueranno a venire in Germania e speriamo che cio’ avvenga nel solco di un processo ordinato”. “Tutti i segnali ci dicono -ha sottolineato il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel scrivendo agli iscritti della Spd- che non saranno 800.000, come previsto dal ministero dell’Interno, ma un milione”. (AGI) .
Vai sul sito di AGI.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.