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I romeni in Italia valgono l'uno per cento del nostro pil. Ecco perché

Sono ventiquattromila le società di capitale e di persone costituite da cittadini romeni in Italia. E sono oltre un milione 168 mila (1.190.091 secondo gli ultimi dati Istat relativi al 2017) i romeni presenti nel nostro Paese, contribuendo al pil italiano in misura pari circa all’1%. Questi alcuni dei dati che sottolinea l’ambasciatore di Romania in Italia, George Bologan, in una intervista all’AGI. Studioso di De Gasperi, profondo europeista, convinto estimatore dell’Italia, l’ambasciatore Bologan ricorda che “l’Italia è un paese fondatore dell’Unione e deve avere voce nell’Europa, perchè la Ue ha a sua volta bisogno del suo contributo per contare a livello globale. L’Unione europea deve mantenere come unità di misura la persona, ciò che accomuna la cultura grecoromana ed ebraicocristiana. Al centro delle cose deve esserci sempre il cittadino e la sua qualità della vita”.

Sempre più intensi sono i rapporti fra Italia e Romania, favoriti da affinità culturali e da intese economiche. “L’Italia – dice l’ambasciatore Bologan – è uno dei partner principali della Romania sia come valore che come investimenti. È il secondo dopo la Germania, ma il primo per numero di aziende. Nel 2017 il valore totale dell’interscambio ha superato 14,6 miliardi di euro, il massimo degli ultimi dieci anni, con una crescita del 7,62% sul 2016. In particolare le esportazioni italiane in Romania sono cresciute del 9,73%. La spinta maggiore viene dal settore manifatturiero, ma aumentano anche gli investimenti nell’agroindustriale e nel settore energetico, particolarmente per le rinnovabili. Si sviluppano le partnership italo-romene e le aziende romene sono all’avanguardia nei settori dell’IT e dei prodotti biologici, mentre si espande anche il settore della creatività, specialmente nel design”.

Più in dettaglio, i dati diffusi recentemente dal Ministero romeno per Imprenditoria e Commercio confermano la tendenza di crescita degli scambi commerciali bilaterali. Per quanto riguarda l’esportazione di prodotti romeni in Italia, nel 2017, i settori trainanti sono stati: macchine, apparecchi e attrezzature elettriche (20,9%), materiali tessili e articoli derivati (17,0%), calzature e accessori (11,5%), mezzi e attrezzature di trasporto (9,9%) e metalli comuni e articoli metallici (7,9%).

Inoltre, vale la pena specificare la crescita registrata nell’esportazione di alcuni prodotti romeni in Italia, tra cui: frutta e verdura (+32,4), prodotti di origine animale (+26,5), metalli comuni (+17,9%), materiali plastici e caucciù (+14,0%) e pellame e oggetti in pelle (+17,8). Riguardo l’importazione di prodotti italiani in Romania, nel 2017, i settori che hanno inciso di più sono stati: macchine, apparecchi e attrezzature elettriche (22,3%), metalli comuni e articoli metallici (16,4%), materiali tessili e articoli derivati (14,6%).

Sempre più consolidata è la presenza dell’Italia in Romania, come ricorda l’ambasciatore: “Confindustria ha a Bucarest un hub dell’imprenditoria italiana nell’Europa dell’Est. E si impegna molto attivamente. Per anni la Romania è stata l’orizzonte di sviluppo per tutte le piccole e medie aziende italiane, anche per ragioni di affinità e di geografia. Ci sono circa 250 voli settimanali tra Romania e Italia. Inoltre, la Romania è un Paese Ue, membro della Nato, e offre un livello di pressione fiscale attraente”.

Prioritaria, per l’ambasciatore Bologan, è l’intesa culturale tra i due Paesi, che favorisce lo sviluppo dell’economia. “La cultura è una delle priorità del mio mandato”, afferma: “Sono convinto che contribuisca in modo eccezionale al rafforzamento dei legami tra i due Paesi, che devono essere prima di tutto profondamente umani. Credo che in Europa la diplomazia culturale abbia un ruolo fondamentale – prosegue l’ambasciatore – per combattere gli stereotipi e i pregiudizi. La conoscenza dell’altro porta a una cultura della fiducia da cui scaturisce la vera politica della coesione, che ha consentito all’Unione europea di godere cinquant’anni di pace e di benessere. E poi, cultura significa anche economia, per esempio l’industria turistica, suscitata dal sentimento della conoscenza reciproca”.

L’Italia è uno dei primi paesi di origine dei turisti stranieri in Romania, registrando un costante trend positivo. I turisti italiani sono principalmente attratti dal turismo d’avventura, gite, city breaks e turismo balneare. Secondo i dati Istat, nel 2015 gli italiani hanno fatto 468.000 viaggi in Romania, di cui 434.000 a scopo turistico, per lo più con una durata superiore a quattro giorni. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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