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I Rotschild: 8 volte più ricchi degli 8 più ricchi

Di  Maurizio Blondet –

Per un  giorno, i media hanno parlato della ricerca di Oxfam International da  cui risulta che la ricchezza degli 8 principali miliardari supera quella della metà povera della popolazione mondiale, 3,6 miliardi. Gli otto sono

Bill Gates  (75 $  miliardi) – Amancio Ortega ($ 67 mdi) – Warren Buffett (60,8 $ mdi) – Carlos Slim Helu (50 $ mdi) – Jeff Bezos (45,2 $ mdi) – Mark Zuckerberg (44,6 $ mdi) – Larry Ellison (43,6 $ mdi) – Michael Bloomberg (40 $ mdi).

Addizionate insieme, le loro ricchezze valgono 426, 2 miliardi di dollari.Questa disparità estrema, ha concluso Oxfam, “invoca un cambiamento fondamentale nel modo in cui gestiamo le nostre economie,  perché funzionino per tutti, non solo per alcuni”.

Nel novero dei primi otto non appare il nome Rotschild. Per varie ragioni:  qui non abbiamo a che fare con  persone fisiche, ma con una dinastia, i cui membri presiedono a fiduciarie private a capitale fisso – niente società per azioni (scalabili),  ma solo aziende familiari, accuratamente sottratte ai mercati finanziari goym, e partecipazioni  incrociate.

Insomma è ancora la struttura instaurata dal capostipite del 18mo secolo, Mayer Amschel Rotschild.  Basato in Germania,  l’avo sparse i suoi cinque figli nelle diverse capitali  europee, ciascuno muniti di capitale e conoscenze per aprirvi  una banca d’affari: Parigi e Francoforte, Londra, Vienna e Napoli (era  allora uno degli stati dalle finanze più  prospere).  E’ stata dunque  la prima multinazionale del credito, che profittò delle guerre europee scatenate dalla Rivoluzione giacobina e da Napoleone.  Prestando agli stati che la guerra indebitava (tipicamente,  all’impero austro-ungarico, a quello britannico), da cui accettava titoli e buoni del Tesoro, e cogliendo tutte le buone occasioni per prendere il controllo finanziario delle più diverse industrie, a  corto di liquidità.

Il figlio che ebbe maggior successo fu  quello che si stabilì a Londra, Nathan Meyer  Rotschild: sposò  Hanna Barent Cohen da cui ebbe 7 figli e una cospicua dote finanziaria;  nel 1811, durante le guerre napoleoniche, finanziò di fatto lo sforzo bellico britannico quasi da solo – senza trascurare di finanziare in segreto anche il Bonaparte.   Il 18 luglio 1815 fu un corriere della  Rothschil & Sons che informò il governo britannico che a Waterloo le cose si mettevano male per Napoleone; il governo non ci credette, e allora Nathan stette al gioco:  si mise a svendere titoli del debito inglese, come se sapesse che presto sarebbero stati carta straccia. Gli altri ricchi inglesi, nel panico, lo imitarono; la Borsa collassò. Mani forti anonime (agenti dei Rotschild) avevano già fatto incetta di titoli a prezzi da liquidazione fallimentare; quando arrivò la notizia che a Waterloo Napoleone aveva perso, Nathan era il padrone della London Stock Exchange.  Ancora nel 2015 il Regno Unito sta restituendo a rate i capitali presi a prestito dai Rotschild.

Oggi, le ricchezze della dinastia restano inimmaginabili; essa riesce in gran parte a dissimularle con il metodo delle  ditte non quotate, dove non si pubblicano bilanci, dove lavorano e sono impiegati direttamente i membri della famiglia, matrimoni fra consanguinei,  eredi che continuano a collaborare strettamente; da due secoli, non è mai apparso alla luce un litigio fra i parenti, che abbia prodotto un  frazionamento di ricchezze, capitali e imprese. Non  a caso il motto della famiglia, sotto lo scudo rosso, è (in latino) “Concordia, Integritas, Industria”.

Oltre alle finanziarie N.M. Rotschild & Son di Londra e la Edmond de Rotschild Group in Svizzera, la dinastia ha incalcolabili partecipazioni in istituti di credito, nel settore immobiliare,  minerario ed energetico.  I vigneti che l’uno o l’altro membro hanno in Francia, in Sudafrica, in California, Sudafrica ed Australia, sono attività da tempo libero. Le partecipazioni che contano, in “investimenti globali”, non sono affatto visibili. E’ dubbio se i Rotschild siano oggi quello che fu la ditta di Nathan, che divenne praticamente il banchiere centrale d’Europa, coprendo debiti pubblici, salvando banche nazionali, finanziando infrastrutture  pubbliche durante la rivoluzione industriale.

Sicché non si può valutare se dice il vero il sito Investopedia, che ha provato a fare una valutazione approssimativa  e decreta (senza specificare i cespiti e le attività) che la ricchezza che la dinastia controlla oggi ammonta a 2  trilioni di dollari:  2 mila miliardi. Se fosse vero, vuol dire che i Rotschild  sono otto volte più  ricchi degli otto più ricchi miliardari.

Fonte

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Sulla storia dei Rothschild vedi anche: “La dinastia che controlla il mondo

https://www.luogocomune.net/LC/index.php/26-economia/4592-i-rotschild-8-volte-piu-ricchi-degli-8-piu-ricchi

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