TwitterFacebookGoogle+

I segnali metallici intercettati non provenivano dal sottomarino argentino

aggiornamento del 21 novembre 2017 alle ore 10.10

Nuova doccia gelata sulla sorte del sommergibile argentino San Juan con 44 membri di equipaggioa bordo con cui Buenos Airesa ha perso i contatti mercoledi’ scorso. Dopo la conferma iniziale che erano stati avvertiti dei colpi ripetuti provenienti dal San Juan, la smentita. La Marina ha accertato che i rumori rilevati non provengono dal San Juan: “L’impornta acustica dei rumori non corrispondono a quelli del sommergibile ma sono di origine biologica”.

Lo ha annunciato il portavce della Marina argentina, Enrique Balbi, che si è  contraddetto più volte in questi giorn. Era stato sempre lui a confermare – poche ore fa – la notizia data dalla Cnn che i sonar di due navi hanno percepito suoni come di strumenti sbattuti contro lo scafo di un sottomarino.
Si tratta del secondo colpo per i parenti dei 44 marinai a bordo, tra cui il primo ufficiale donna sommergibilista. Sabato dopo che il ministero della Difesa aveva riferito di aver intercettato 7 telefonate satellitari dal San Juan, Balbi ha smentito la notizia. L’unita’, varata nel 1983, poco prima di perdere i contatti con il comando mercoledì, aveva riferito di un problema alle batterie. 

articolo aggiornato il 20 novembre alle ore 23,30

La Marina argentina ha fatto sapere di aver rilevato dei rumori provenienti dal sommergibile militare Ara San Juan con il quale si sono persi i contatti giovedì scorso. Il sistema sonar di due navi ha percepito suoni come di strumenti sbattuti contro lo scafo di un sottomarino. Ad averlo riferito era stata la Cnn, citando un ufficiale della Marina americana vicino alle operazioni di ricerca in corso, alla quale partecipano diversi Paesi tra cui gli Usa. Poi la conferma ufficiale. Buenos Aires ha rivelato che le sette chiamate andate a vuoto captate domenica non provenivano dal telefono satellitare del sottomarino che, cinque giorni fa, poco prima di perdere i contatti, aveva riferito di un problema alle batterie. È ripartita quindi la speranza di trovare vivo l’equipaggio. Il San Juan è un sommergibile della classe TR-1700 alimentata da motori diesel ed elettrici.

Il sommergibile era partito 11 giorni fa dalla base di Mar del Plata diretto proprio Ushuaia dove ha trascorso 3 giorni prima di invertire la rotta. A bordo c’è, tra gli altri, il primo ufficiale donna della flotta sottomarina argentina che conta oltre al San Juan altre 2 unità gemelle, lunghe 65 metri, con un diametro di 7. Tutti e 3 i sommergibili sono stati costruiti dai cantieri tedeschi Thyssen Nordseewerke. In particolare il San Juan è entrato in servizio nel 1983 ed è stato ammodernato tra il 2007 ed il 2014 per prolungare la sua vita operativa di 30 anni.

L’unità a propulsione convenzionale con 44 membri di equipaggio a bordo è stata rilevata l’ultima volta mercoledì lungo la costa meridionale. “Non siamo stati in grado di trovare od avere un contatto a vista o rada con il sommergibile San Juan”, aveva chiarito il portavoce della marina, Enrique Balbi. La Marina aveva avviato una vasta operazione di ricerca con unità aeree e navali intorno all’ultima posizione nota del San Juan, a 430 a largo della penisola sud-occidentale di Valdez, finora senza alcun risultato.

Estamos comprometidos a utilizar todos los recursos nacionales e internacionales que sean necesarios para hallar al submarino ARA San Juan lo antes posible.

— Mauricio Macri (@mauriciomacri) 18 novembre 2017

Balbi aveva smentito le voci secondo le quali a bordo del sommergibile sarebbe scoppiato un incendio, un evento catastrofico per un’unità sottomarina. “Non abbiamo più alcuna comunicazione e questo potrebbe essere dovuto ad un problema alle batterie o di alimentazione elettrica (generata dai motori diesel)”, ha chiarito Balbi ricordando che il protocollo prevede che in caso di problemi di alimentazione i sommergibili debbano immediatamente riemergere in superficie.

Estamos en contacto con las familias de la tripulación del submarino ARA San Juan que se encuentra extraviado para informarlos y apoyarlos. Compartimos su preocupación y la de todos los argentinos.

— Mauricio Macri (@mauriciomacri) 18 novembre 2017

Da parte sua, scrive La Stampa, l’ammiraglio Gabriel Gonzalez, comandante della base di Mar del Plata, ha indicato che a bordo del San Juan “c’è cibo e ossigeno a sufficienza” per tutto l’equipaggio, sottolineando che “non si può dunque parlare di un’emergenza”. Molto meno ottimista il commento di Julio Langani, uno degli ingegneri che ha monitorato la costruzione del sottomarino nei cantieri navali della Thyssen Nordseewerke ad Edem, in Germania, dove il San Juan è salpato per la prima volta nel giugno del 1983. In dichiarazioni al quotidiano Ambito, Langani ha ipotizzato che nel sottomarino «si potrebbero essere surriscaldate le batterie, il che provoca l’emissione di un gas clorato, che risulta mortale per gli esseri umani”.  

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.