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I sudtirolesi potrebbero davvero essere riconosciuti austriaci?

Il tema della doppia cittadinanza per la popolazione altoatesina di lingua tedesca è ritornato prepotentemente alla ribalta con l’avvento in Austria del nuovo governo di Sebastian Kurz, alleato alla destra estrema di Heinz-Christian Strache. Il tema adesso al centro della polemica non è però nuovo nella provincia più a nord d’Italia. 

L’Austria avrebbe deciso di procedere per la doppia cittadinanza ma “in stretta cooperazione con l’Italia”, scrive Il Giornale. E ad assumere questo tipo di posizione è proprio il cancelliere Sebastian Kurz. “Questo passo è qualcosa che certamente abbiamo in programma di fare solo in stretta cooperazione con l’Italia e con il governo di Roma”, ha spiegato Kurz. Mentre i primi a esultare per l’iniziativa del nuovo governo guidato da conservatori e ultradestra sono stati proprio i partiti di estrema destra e indipendentisti in Alto Adige. “Eva Klotz e il suo Suedtiroler Freiheit, i Freiheitlichen e la lega patriottica Heimatbund erano tutti presenti a Bolzano quando lunedì il parlamentare della Fpoe Werner Neubaur ha annunciato che avranno la possibilità di ottenere la cittadinanza austriaca tutti i sudtirolesi che si sono dichiarati appartenenti al gruppo linguistico tedesco o ladino”, scrive Il Fatto Quotidiano.

Mentre Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera scrive che: “Venticinque anni più tardi, dopo avere ‘spremuto l’Italia come un limone, fino all’ultima goccia’ (parole di Siegfried Brugger, già segretario della Südtiroler Volkspartei’) fino ad avere oggi un reddito pro capite di 42.400 euro (nettamente superiore a quello dei cugini di Innsbruck fermi a 39.300) i sudtirolesi più incontentabili, con la sponda della nuova destra austriaca, vorrebbero riprendere a spremere, spremere, spremere. Andando oltre l’accordo che chiuse l’antica vertenza. Una mossa inutilmente rischiosa. Che, come ha detto giorni fa lo stesso ex presidente del Parlamento austriaco Andreas Khol sulla Tageszeitung di Innsbruck, ‘rischia di dividere la società sudtirolese e di mettere in pericolo la convivenza’. E poi, in nome dello ius sanguinis, a chi andrebbe concesso? ‘Anche ai trentini che nel 1918 erano cittadini dell’impero?’. ‘A tutti gli espatriati tipo i 90 mila austriaci che vivono a Chicago?’ E che dire, si è chiesto ancora Khol, ‘se l’Italia facesse una legge che toglie la cittadinanza italiana a chi ottiene quella austriaca’?”

Popolazione interessata 

In Alto Adige in base all’ultimo censimento, nel 2011 (il prossimo è previsto nel 2021), il 69,64 per cento della popolazione ha dichiarato di appartenere al gruppo linguistico tedesco, il 25,84 a quello italiano ed il 4,52 a quello ladino (una realtà presente soprattutto nelle valli Gardena e Badia).

Chi potrebbe beneficiarne 

Sono circa 330.000 i sudtirolesi che potrebbero avere la doppia cittadinanza (italiana ed austriaca) e ottenere quindi anche un passaporto austriaco. Rientrerebbero negli aventi diritto i cittadini dell’Alto Adige che si sono dichiarati appartenenti al gruppo linguistico tedesco mediante la “Sprachgruppenzugehoerigkeitserklaerung”, che in italiano indica la “dichiarazione di appartenenza al gruppo linguistico”. La richiesta dovrebbe essere gratuita. Nell’ipotesi rientrerebbero anche i circa 21.000 appartenenti al gruppo ladino. Non potrebbero invece aspirare al passaporto austriaco i circa 170.000 altoatesini dichiaratisi appartenenti al gruppo linguistico italiano o non dichiaratisi.
 

Gli sportivi

Se arriverà il doppio passaporto, il singolo atleta potrà decidere per quale Nazione gareggiare.
 

Posti di lavoro  

La proporzionale, basata sul censimento, definisce i posti di lavoro pubblici in Alto Adige. Attualmente la proporzione è di tre posti per il gruppo di lingua tedesca, uno per quello italiano e uno per quello ladino.
 

I tempi in cui questo potrebbe succedere 

Sono tutt’altro che certi. C’è chi parla, come Werner Neubauer, parlamentare austriaco della Fpoe (il partito dell’estrema destra), già entro la fine del 2018 o al massimo nei primi mesi del 2019; oppure chi, come la ‘pasionari’ Eva Klotz, prevede ancora un po’ di tempo in piu’ ma comunque entro i prossimi due-tre anni. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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