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 I tre nodi ancora aperti nel governo su cui nessuno per ora vuole cambiare strategia

Non si chiude lo iato apertosi in seno alla maggioranza sui fronti Tav, Tap e Rai. Mentre si riapre un altro fronte di discussione: il dossier Ilva. Su Tav e Tap, i capi politici di M5s e Lega, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si dicono entrambi “fiduciosi” che alla fine si arriverà ad un accordo, grazie al “buon rapporto personale” tra loro. Ma le divisioni permangono. Con i pentastellati favorevoli alla “ridiscussione” delle due opere, che per i leghisti è “importante” completare.

Il nodo Tap

“Non abbiamo pregiudizi come Movimento – spiega Di Maio -: dire che dobbiamo spendere 10 miliardi per andare da Torino a Lione quando non riusciamo ad andare da casa a scuola perché non ci sono le strade, secondo me, è uno spreco. Va ridiscussa”. Di diverso avviso il suo collega vice premier. “Sulle opere pubbliche si va avanti”, ribadisce ai suoi il segretario leghista, dopo le pubbliche dichiarazioni a favore dei giorni scorsi.

Leghisti di primo piano poi criticano già la commissione che dovrà valutare il progetto della Tav, e che, stando a ricostruzioni di stampa, dovrebbe comprendere professori, alcuni dei quali non hanno nascosto la propria contrarietà al progetto. Ma le indiscrezioni sulla composizione della commissione sono smentite da fonti ministeriali, che confermano “uno o due nomi” tra quelli emersi, compreso quello del coordinatore, ovvero Marco Ponti. “Sulla Tav troveremo un accordo, ma ribadisco che per noi è importante fare le opere”, spiega il sottosegretario alle Infrastrutture, Edoardo Rixi.

“Chiaramente, come alleati di governo, chiediamo di partecipare attivamente alla definizione della commissione”.

Il nodo Ilva

Altro capitolo è quello dell’Ilva dopo che nessun passo avanti è stato registrato nell’incontro tra Di Maio, i rappresentanti di Arcelor Mittal e i sindacati. Il ministro dello Sviluppo economico lamenta il fatto che dalla cordata non sia giunta alcuna proposta migliorativa su occupazione e ambiente e ha annunciato che chiederà un parere all’avvocatura dello Stato per avviare l’annullamento della gara. Pur confermando la “fiducia in Di Maio” ed evitando dichiarazioni pubbliche per non influenzare la trattativa in atto, nella Lega e in Salvini si segnala qualche preoccupazione.

D’altronde Salvini lo ha detto esplicitamente nei giorni scorsi e lo ha ribadito ai suoi anche oggi: l’Ilva non deve chiudere ed è importante che “l’Italia continui a produrre acciaio”.

Il nodo Rai

Infine, rimane aperto il dossier Rai dopo la bocciatura della nomina di Marcello Foa alla presidenza da parte della commissione Vigilanza. Nei giorni scorsi Di Maio aveva manifestato cautela e sostenuto che Foa non può essere l’unica scelta. Mentre Salvini – lo ha detto chiaramente e lo ha ribadito anche oggi ai suoi – intende andare avanti con l’attuale cda, con Foa che assume i poteri del presidente essendo il consigliere piu’ anziano. “Sulla Rai la strategia non cambia”, ha detto ai suoi.

In ambienti M5s, Foa viene considerato un buon candidato, ma suscita qualche perplessità la strada di continuare a riproporre il suo nome dopo la bocciatura della Vigilanza. Ma, al momento, in seno a M5s-Lega non sarebbero emersi altri nomi oltre il suo e, stando a quanto si apprende da fonti leghiste, non vi è sul tavolo alcuna ipotesi di una sua sostituzione. Il ‘capitanò leghista confida in un chiarimento con Silvio Berlusconi, che comunque non avrebbe incontrato oggi ad Arcore, prima del comizio serale alla festa della Lega.

Sempre sul fronte Rai, i capigruppo del Pd, Andrea Marcucci e Graziano Delrio, hanno avuto un incontro con i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Casellati, a Palazzo Madama. Incontro voluto dai dem per chiedere ai due presidenti che la volontà del Parlamento sia rispettata. Domani mattina alle 8:30 è stato convocato l’ufficio di presidenza, integrato ai capigruppo, della Vigilanza. Mentre mercoledì dovrebbe tenersi una nuova riunione del cda ma in programma non vi sarebbe alcuna votazione sulla presidenza ma solo su alcune delibere che riguarderebbero programmi tv. Sul tema delle grandi opere, infine, hanno chiarito la linea M5s i ministri Danilo Toninelli e Barbara Lezzi.

Toninelli ricorda che l’opera va ridiscussa, per contratto 

“Sul Tap e su tutte le altre grandi opere stiamo lavorando. L’unica grande opera contenuta nel contratto di governo è il treno ad alta velocità Torino-Lione. Chi dice che è un’opera buona o cattiva semplicemente non sta rispettando il contratto, sul quale c’è scritto che l’opera va ridiscussa integralmente in base agli accordi Italia-Francia e il sottoscritto sta facendo proprio questo”, ha tenuto a puntualizzare Toninelli.

Il ministro delle Infrastrutture è intervenuto all’evento a sostegno dell’operazione ‘spiagge libere’: 250.000 metri quadri di spiagge restituiti ai cittadini, che si è svolto questo pomeriggio sul lungomare di Ostia. “Non siamo contro le grandi opere – ha aggiunto – ma siamo contro le grandi opere inutili che danno vantaggio solo a chi le fa. Io sto dalla parte dei cittadini. Noi non vogliamo bloccare alcunchè, ma vogliamo fare le opere giuste”. Su Tav e Tap con la Lega “troveremo un accordo sulla base dell’analisi costi-benefici”, ha poi assicurato la collega Lezzi.

“Un accordo – ha spiegato – sarà rispettare i numeri che verranno fuori dall’analisi costi-benefici, sia per Tav che per Tap”. Anche da parte leghista si assicura che non vi è alcun litigio coi 5 stelle. In particolare su grandi opere e Ilva, siamo fiduciosi che si troverà un accordo intelligente per andare avanti e non tornare indietro – si sottolinea -: l’Italia ha bisogno di infrastrutture moderne e di acciaio per le nostre imprese. Quello di stasera ad Arcore è al momento l’unico impegno pubblico di Salvini questa settimana: il vice premier non sarà mercoledì al secondo vertice di maggioranza sui temi economici cui parteciperà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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