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I Vangeli erano racconti allegorici

pier-tulip-1Di Pier Tulip –

Gli indirizzi della ricerca sul Gesù storico hanno generato numerosi risultati a volte incompatibili fra loro. L’opera Il Gesù storico di Pierpaolo Bertalotto classifica i risultati della ricerca in cinque classi fondamentali e in quattordici diversi possibili profili per il protagonista dei Vangeli:

A) Come riformatore sociale:

Il maestro sapienziale: R. Funk e il Jesus Seminar

Il filosofo cinico e l’asceta: J. D. Crossan e M. Borg

Gesù storico e movimento gesuano: B. Mack e M. Pesce

B) Come predicatore carismatico:

Lo Hasid: G. Vermes

Il mago: M. Smith

Il maestro della Legge: D. Flusser

C) Come rivoluzionario antiromano:

Il messia popolare: R. Horsley

Il re davidico: J. Tabor

Il presunto messia: P. Fredriksen

D) Come apocalittico giudaico:

Il maestro apocalittico: E. Sanders

Il profeta millenarista: B. Ehrman e D. Allison

Il giudeo marginale: J. Meier

E) Come messia enochico:

Il Figlio dell’uomo: P. Sacchi

La riscoperta del giudaismo enochico: l’Enoch Seminar

Ciò è inaccettabile.

Non è possibile che dai Vangeli si rilevino tanti profili discordanti. Questo risultato può solo significare che la storiografia ha fallito e il vero profilo di Gesù non è rilevabile storicamente. Nessuno dei quattordici profili è accettabile visto che ognuno ne ha quattro contrari, o addirittura tredici se entriamo nei dettagli.

Le cause di queste discordanze esegetiche possono essere ascritte solo ad una ibridità e disomogeneità del racconto, probabilmente effettuato da più mani in periodi di tempo diversi, che hanno introdotto elementi spuri incompatibili con la descrizione originaria. I Vangeli che conosciamo non sono certamente quelli originali.

Questa breve trattazione cercherà di ritrovare il bandolo della matassa e di segnalare e commentare alcuni passi dei Vangeli che dovremo per forza di cose considerare originali perché omogenei e particolarmente significativi.

Cercherò di dimostrare che i Vangeli, in accordo con le osservazioni precedenti, non parlavano affatto di un personaggio storico ma erano originariamente degli scritti allegorici basati su una teologia di tipo astronomico-solare.

L’allegoria può essere estrapolata da alcune frasi che possono essere una traccia della primitiva stesura ma che, seppur valide in un contesto completamente allegorico, nel contesto attuale presentano significati poco chiari e di difficile interpretazione.

Si tratta di frasi che riguardano il rapporto fra Giovanni Battista e Gesù.

Cominciamo con questo estratto dal vangelo di Luca:

Lc 1,26: “Nel sesto mese” dopo il concepimento di Giovanni Battista “l’angelo Gabriele fu mandato da Dio…” e viene concepito Gesù.

A chi serve una notizia del genere? Luca ci fa notare un particolare che ai fini della sua trattazione, e della trattazione evangelica in generale, è, o meglio sembra, completamente irrilevante, cioè che Gesù viene concepito, e quindi nascerà, sei mesi dopo Giovanni.

Precedentemente Luca aveva riportato

Lc 1,17: “Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia”,

e vedremo che alla fine il perché di questo riferimento ad Elia.

Nel vangelo di Giovanni, Giovanni Battista dice di se stesso:

Gv 1,30: “Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me“,

che Marco riporta in una forma leggermente diversa

Mc 1,7: “Viene dopo di me colui che è più forte di me

La prima frase non trova nessun riscontro nella trattazione sia perché Gesù è nato sei mesi dopo Giovanni (quindi Lc 1,26 è servito già a qualcosa),sia perché nessun vangelo riporta episodi di una attività di Gesù antecedente all’incontro con Giovanni sul Giordano.

La frase di Marco è abbastanza chiara ma la dizione “più forte” poco si presta ad illustrare una relazione di tipo spirituale e fa nascere un dubbio interpretativo.

Giovanni è ancora più esplicito, ma anche più criptico, su questa relazione facendo dire allo stesso Giovanni Battista,

Gv 3,30:egli deve crescere, ma io devo diminuire

in cui l’evangelista usa dei verbi che sembrano indicare una graduale alternanza fra i due, in cui il secondo prende gradualmente il posto del primo, ma sappiamo bene che non avviene così. Queste espressioni sembrano anche esprimere una variazione di potere, di forza.

Il tutto viene sintetizzato in queste frasi estratte da una lungo contesto che si riferisce all’inizio della predicazione che troviamo in Matteo:

Mt 4,12-17: “Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò … al di là del Giordano … Da allora Gesù cominciò a predicare“.

Cioè Matteo ci dice che la predicazione di Gesù inizia subito dopo l’arresto di Giovanni e dopo i quaranta giorni passati nel deserto.

La frase di Matteo è una elaborazione di quella più concisa di

Mc 1,14: “Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio

da cui sembrerebbe che vi sia una causalità fra l’arresto di Giovanni e l’inizio della predicazione di Gesù.

Infine, sul rapporto fra Giovanni e Gesù, Matteo fa parlare Erode che viene a conoscenza delle azioni di Gesù

Mt 14,1-2: “«Costui è Giovanni il Battista risuscitato dai morti»“.

Si possono trovare diverse giustificazioni per questa frase, ma vedremo che ve n’è una assolutamente imprevedibile.

Un lungo lavoro di analisi e di comprensione del mito solare egizio, del mito mitraico e dell’iconografia cristiana, che per sinteticità non riporterò in questo estratto, mi ha permesso di capire un diverso significato delle frasi proposte e di individuare delle caratteristiche dei due personaggi evangelici, Gesù e Giovanni Battista, sovrapponibili a quelle di personaggi di antiche mitologie.

Per arrivare al nostro assunto dobbiamo fare delle semplici sostituzioni di soggetto, cioè assegnare a Giovanni Battista e a Gesù una personalità, ma anche essenza, diversa dal quella narrata nei Vangeli.

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Definiamo Giovanni=Sole-morente, o calante, per indicare il semi-ciclo solare dal Solstizio d’Estate fino al Solstizio d’Inverno, quando la luce cede pian piano il posto alle tenebre, il sole comincia a perdere il suo potere irradiante e la durata del giorno diminuisce mentre aumenta la durata della notte.

Inversamente definiamo Gesù=Sole-nascente, o crescente, per indicare il processo inverso fra il Solstizio d’Inverno e il Solstizio d’Estate.

Il sostituire delle parole con altre rappresenta un semplice processo logico che ci permetterà di dare significato compiuto alle frasi che abbiamo analizzato all’inizio ma che presentano problemi di coerenza e comprensione.

Applichiamo quindi le due sostituzioni proposte e verifichiamo che i passi citati possono avere un ben diverso significato, ma, cosa più importante, ora assolutamente logico e facilmente comprensibile.

Lc 1,26: Giovanni Sole-morente è nato sei mesi prima di Gesù Sole-nascente per cui la data di nascita di Giovanni è al Solstizio d’Estate, quando inizia il declino del sole, e quella di Gesù Sole-nascente sei mesi dopo nel Solstizio d’Inverno, quando il sole ricomincia a crescere. Questo è quello che ci voleva dire Luca, non c’è altra ragione per far nascere i due profeti con sei mesi di differenza.

Questa corrispondenza Giovanni-Gesù-Sole con i solstizi viene rafforzata anche dalla tradizione folcloristica. Nella liturgia Cristiana il 24 giugno (tre giorni dopo il Solstizio d’Estate quando il sole apparentemente comincia a calare) si ricorda la nascita di Giovanni Battista (sei mesi prima del 25 dicembre data di nascita di Gesù in cui il sole apparentemente comincia a crescere) e la tradizione vuole che esista una connessione fra il sole che prende a calare e il Santo “Giovanni che piange” per l’inizio della morte del sole.

Questa affermazione può sembrare una illazione ma troverà subito supporto e piena conferma dagli altri passi proposti.

Gv 1,30: “Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me“: dopo Giovanni Sole-morente viene Gesù Sole-nascente, che già prima lo aveva preceduto e così avviene ogni anno nel ciclo solare.

Mc 1,7: “Viene dopo di me colui che è più forte di me”:

Gesù è più “forte” di Giovanni perché il Sole-nascente ha una forza doppia del Sole-morente (ne riparliamo subito facendo riferimento ad Elia e Eliseo).

Gv 3,30: “egli deve crescere, ma io devo diminuire“:

Egli, Gesù il Sole-nascente, cresce, io, Giovanni il Sole-morente, diminuisco. Questi verbi ora assumono il corretto significato riferendosi all’azione solare.

Mt 14,1-2: “«Costui è Giovanni il Battista risuscitato dai morti»“:

Mc 6,16: “Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!»

Lc 9,9: “Ma Erode diceva: «Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?»

Gesù Sole-nascente rappresenta la risurrezione di Giovanni Sole-morente. I tre sinottici sono concordi nell’identificare Gesù come Giovanni risorto introducendo questa azione, risurrezione, che avrà un valore fondamentale per la teologia cristiana: l’annuale (ma anche giornaliera) risurrezione del sole sarà sublimata nella miracolosa risurrezione di Gesù.

Mt 4,12-17: Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò … al di là del Giordano … Da allora Gesù cominciò a predicare

Mc 1,14: Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio:

Alla fine del Sole-morente, Giovanni arrestato e fine della sua predicazione, inizia il Sole-nascente, inizio della predicazione di Gesù. Il passaggio del Giordano rappresenta il passaggio dei ruoli al Solstizio d’Inverno. In molti altri passi il passaggio del Giordano si può interpretare come il passaggio del Sole da oriente ad occidente e viceversa, come ad esempio in

Mt 4,13-16: “e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata.”

Il sole illumina, portando rinascita e vita, una terra che prima era in ombra di morte, o nella notte.

L’ipotesi fatta ci ha permesso di traslare il significato delle frasi proposte poco comprensibili in frasi perfettamente logiche in cui appare evidente che il soggetto della trattazione è il sole.

Ma, se ancora ve ne fosse bisogno, possiamo approfondire e rafforzare queste interpretazioni.

Subito dopo lo scambio fra Giovanni e Gesù, e prima del vero inizio della predicazione, Gesù passa quaranta giorni nel deserto che corrispondono al periodo di tempo che intercorre fra la nascita di Gesù e la Candelora (2 febbraio),il risveglio della luce, poi diventata festa della presentazione di Gesù al Tempio. Era ed è un periodo di pausa per le attività agricole in cui il sole ancora non prende vigore.

Nella Bibbia, a proposito della nascita, è scritto:

Levitico 12,2-4: “Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione“,

sette+trentatre=quaranta, cioè occorrono quaranta giorni perché la partoriente diventi pura, perché il sole cominci a diventare efficace e produttivo, perché Gesù possa intraprendere, purificato da tutte le tentazioni, la predicazione, ovvero la sua opera benefica sull’umanità.

I quaranta giorni nel deserto li ritroviamo anche nella storia di Elia raccontata nel Libro dei Re.

La storia è un misto fra quella di Gesù e Mosè: Elia risuscita il figlio della vedova di Sarepta come Gesù resuscita la figlia di Giairo (o Lazzaro); sfida e vince i profeti del dio Baal sul monte Carmelo, come Gesù sconfigge il demonio; accende, con la preghiera, una pira di legna verde e bagnata, corrispondente al roveto ardente di Mosè; peregrina quaranta giorni e quaranta notti nel deserto del Sinai e sul monte Oreb parla con Dio (sempre come Mosè); apre le acque del Giordano (come Mosè apre il mare) e viene rapito in cielo con «un carro di fuoco e cavalli di fuoco».

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Il passaggio del Giordano insieme al suo discepolo Elisha o Eliseo è la quasi completa sovrapposizione con il passaggio di consegne fra Giovanni Battista e Gesù. Quando raggiungono l’altra sponda, dopo aver aperto le acque del Giordano Elia dice a Eliseo: “Chiedi quello che vuoi che io faccia per te, prima che io ti sia tolto

e il giovane risponde: “Ti prego, mi sia data una parte doppia del tuo spirito!“,

Eliseo infatti corrisponde al sole nascente che con il suo “spirito” avrà un potere generativo superiore al sole morente, (Mc 1,7 “più forte di me”, qui addirittura “doppio“),mentre Elia, come sole morente, si ritira in cielo su un carro infuocato.

L’alternarsi fra Elia e Eliseo come fra Giovanni Battista e Gesù, e quindi l’attesa di un ritorno di Elia, li ritroviamo in altri passi evangelici:

Mc 6,15: “Altri invece dicevano: “È Elia””,

in Mc 8,27-28: ““Chi dice la gente che io sia?”. Ed essi gli risposero: “Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti”,

in Lc 9,7-8: “alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”, altri: “È apparso Elia” ”.

La sovrapposizione Elia-Giovanni, oltre che in Lc 1,17, ci viene anche confermata in

Mt 17,10-13: “Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista

in cui Gesù dice che Elia è già venuto rappresentato, o più precisamente, trasmutato in Giovanni Battista.

Una ulteriore conferma, infine, della miticità solare delle figure messianiche bibliche, non solo di Giovanni e di Gesù, ci viene dalla trasfigurazione:

Mc 9,2-4Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù.”

Gesù, assistito da due suoi avatar biblici, Mosé ed Elia, prende le sue vere sembianze solari.

In conclusione penso che possiamo prendere una posizione precisa fra le diverse alternative presentate all’inizio sul Gesù storico: i Vangeli erano, e sono, racconti allegorici; non è possibile che un personaggio che rappresenta il sole possa essere un personaggio storico, l’unico indirizzo accettabile in questa ricerca è quello miticista.

Resta il problema di capire come sia nata la storia e come sia stata modificata nel tempo e perché. Ma questo è un altro discorso.

Questo documento è un breve sintesi estratta dal libro KRST di Pier Tulip disponibile sia in versione digitale che cartacea.

pier-tulip-4Ulteriori informazioni sul sito http://krst.iuppiter.eu/

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