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Igor il terribile, si festeggia la figuraccia

Di ilsimplicissimus –

Bisogna dire che l’establishment italiano in tutte le sue forme e manifestazioni è imbattibile nell’attaccarsi al petto medaglie di latta. Minniti e compagnia giubilano, si danno pacche sulle spalle e affidano ai media embedded il bollettino della vittoria  per la cattura del fantomatico Igor proprio come se l’avessero preso di persona personalmente. Invece, anche ammesso che il personaggio sia colpevole di tutte le malefatte di cui è stato via via accusato, è stato preso dalla polizia spagnola dopo che per mesi un gigantesco e costoso apparato di 1200 uomini, sbarcato nelle Romagne con parà, cecchini, droni e cani molecolari, qualunque cosa voglia dire questa pomposa definizione ( sospetto semplicemente di buon fiuto)  non era riuscito a togliere un ragno dal buco. Norbert Feher era probabilmente scappato dopo pochi giorni dalla zona di Budrio e dunque la cattura di ieri per mano degli agenti spagnoli, dopo una sanguinosa sparatoria nei dintorni di Saragozza, dovrebbe andare a maggior discredito dei cosiddetti responsabili della sicurezza, tanto più che l’uomo sarà processato in Spagna per i delitti commessi laggiù e non per quelli in Italia.

E’ vero che la falsa mitologia su Igor, immediatamente costruita da un’informazione malata di russofobia non ha aiutato le indagini, anzi le ha psicologicamente depistate  ponendo l’accento sulle presunte capacità da “spetnaz” del personaggio e dunque facendo immaginare capacità di sopravvivenza e di mimetismo tali da consentirgli di rimanere nello stesso territorio anche se braccato: basti pensare che ancora oggi il Foglio scrive “Norbert Feher, che poi altro non è che Igor il Russo“, laddove la definizione sbagliata e pretestuosa, anzi provocatoria, diventa criterio di verità. Così come è altrettanto vero che la campagna elettorale amministrativa in pieno corso al momento dei fatti con i temi della sicurezza e dell’immigrazione in primo piano hanno consigliato la messa in opera – non saprei trovare termine migliore – di un’elefantiaca quanto inutile caccia all’uomo che è andata oltre ogni ragionevole limite. Ma tutto questo non può costituire di certo un’attenuante per la figuraccia che ora si tenta di far passare come un successo, anzi è un’aggravante sommando a una modesta ed erratica capacità investigativa, la facilità di cadere nelle trappola delle più scontate narrazioni ambientali e il cinismo di crearne di  proprie: già un mese dopo il delitto di Budrio si poteva tranquillamente presumere che Norbert Feher non fosse più in zona e anzi potesse essere ormai lontano dall’Italia, ma per ragioni elettorali  e di immagine si è tenuta in piedi la sceneggiata della mastodontica occupazione militare della bassa bolognese e ferrarese. Che oltretutto si è rivelata inutile anche da questo punto di vista.

Ciò che più fa disperare è che oggi invece di prendere atto di questi fatti si festeggia, quasi questo Croccodile dandee non fose stato catturato altrove e per delitti del tutto diversi, senza i quali Igor sarebbe rimasto uccel di bosco e buono al massimo per qualche vacanza investigativa. Per di più, invece di fare finalmente un passo indietro rispetto alla telenovela costruita attorno a un personaggio che è diventato più di fantasia che reale (ricordiamo che nella leggenda si cuciva le ferite da solo come Rambo o che faceva 5 mila flessioni al giorno cosa  al di là di qualsiasi possibilità umana), si persevera diabolicamente nel voler vedere dietro Igor chissà quali oscure trame o quale incredibile reti di copertura, fantasticando di una specie di Spectre uralo – carapatica che lo avrebbe reso inafferabile. Per coprire il fallimento ecco nuove piccole e tracotanti sceneggiate con afflusso di agenti per scoprire chi lo ha aiutato a scappare. Non ci si risparmia nel tentare di coprire le troppe falle nelle indagini con le suggestioni da telefilm e per mettere sotto un sudario una verità assolutamente evidente: Norbert Feher non è altro che un balordo trasformatosi in bandito fra i tanti che sono comparsi grazie al degrado civile e sociale creato dalla  dissoluzione della Jugoslavia della quale siamo stati peraltro complici e corresponsabili.

Così anche se Igor esiste concretamente in carne ed ossa egli è nella nostra realtà mentale un personaggio immaginario, una specie di pupazzo voodoo dove si conficcano invece di spilli paure, senso di impotenza, cattiva coscienza, cinismo, capacità di infingimento, ostilità all’altro, insicurezza, suggestioni e narrazioni  futili, insomma tutto ciò che Adorno avrebbe chiamato il gergo dell’inautenticità perché non è altro che un sottoprodotto dei culti contemporanei,  ovvero della “forma attuale della falsità”.

https://ilsimplicissimus2.com/2017/12/16/igor-il-terribile-si-festeggia-la-figuraccia/

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