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Il 2014 immaginato da Isaac Asimov

AsimovLe predizioni sull’anno appena iniziato elencate dallo scrittore in un articolo del lontano 1964: in quanti casi ci ha “azzeccato”?

Non capita raramente, nel guardare film o nel leggere libri di argomento fantascientifico, di sorridere dinanzi all’ingenuità delle rappresentazioni del futuro, in particolare quando tali proiezioni si riferiscono agli anni che stiamo vivendo.

Oggi, con l’inizio del nuovo anno e in coincidenza con il novantaquattresimo compleanno di Isaac Asimov, The Atlantic ha scovato un articolo pubblicato per il New York Times il 6 agosto del 1964 in occasione della New York World’s Fair, nel quale lo scrittore immaginava di visitare la medesima esposizione ma esattamente cinquant’anni dopo, ossia nel 2014. Tra progressi della scienza e regressi dell’umanità, bisogna dare atto al grande autore fantascientifico di averci visto giusto in moltissimi aspetti di quello che per noi è presente; certo, magari non per tutti ma, del resto, chi avrebbe potuto?

Case sotterranee, cucine che cucinano e pannelli luminescenti

«L’avvenire, almeno quello visto attraverso gli occhi della fiera, sarà meraviglioso», non può fare a meno di osservare Asimov dinanzi ai padiglioni della General Electric che riassumono tutte le più recenti innovazioni nel campo tecnologico e i benefici recati alla vita quotidiana. Le prospettive presentate avevano degli aspetti incoraggianti, benché forse qualche idea non abbia avuto grande seguito: come le case sotterranee che avrebbero potuto costituire il nuovo scenario architettonico delle aree suburbane, con condizioni climatiche ottimali che le mettevano al riparo dalle intemperie e pannelli luminescenti che costituiranno la fonte di illuminazione più diffusa, in grado di mutare intensità e colore con un semplice tocco di un tasto. Dall’esposizione era anche evidente come elettrodomestici ed accessori (che nel 2014 non avrebbero avuto bisogno di cavi) avrebbero continuato a rendere più semplice la vita degli uomini in ogni momento.

«Le cucine saranno concepite per preparare degli “auto-pasti”, riscaldare l’acqua per fare il caffè, tostare il pane, fare le uova fritte, strapazzate o bollite, cuocere il bacon e cose del genere. Sarà possibile ordinare la colazione la notte prima affinché sia pronta ad un ben preciso orario». Chiunque abbia visto Ritorno al Futuro conosce bene i rischi che può comportare tale invenzione, qualora ci si assenti inavvertitamente da casa per qualche giorno. «Pranzi e cene completi, con cibi semicotti, saranno conservati nei freezer fino a quando non saranno consumati. Penso, in ogni caso, che anche nel 2014 sarà consigliabile avere un piccolo angolo in cucina dove preparare pasti più particolari a mano, soprattutto e nel caso in cui si aspettino ospiti».

Comunicazioni sulla Terra (e sulla Luna)

«Le comunicazioni diventeranno vista-suono e sarà possibile vedere la persona con cui si sta parlando al telefono. Lo schermo potrà inoltre essere utilizzato per studiare documenti e fotografie, nonché leggere brani di libri. Satelliti geostazionari consentiranno di avere un contatto diretto da ogni punto della Terra, incluse le stazioni meteorologiche in Antartide» immaginava Asimov, il quale si sofferma anche sulla possibilità di comunicare con relativa facilità con il nostro Satellite naturale, dove sarebbero state presenti delle colonie umane: non erano ancora i tempi degli sbarchi delle missioni Apollo, figurarsi se poteva prevedere che la Luna sarebbe stata quasi “abbandonata” dalla ricerca scientifica! (eccezion fatta per l’annuncio cinese, già da qualche anno, di spedirci proprio un equipaggio permanente) In ogni caso, di comunicazioni ne effettuiamo parecchie con la Stazione Spaziale Internazionale, a riprova che in qualche modo ci aveva quasi visto giusto. Anche sugli apparecchi televisivi, immaginati come schermi attaccati alle pareti, la previsione era stata tutto sommato calzante: nulla di fatto, invece, per i cubi trasparenti che, ruotando su se stessi, consentono una visione tridimensionale.

Trasporti da fantascienza

«È altamente probabile che le autostrade avranno già passato il proprio picco nel 2014, almeno nelle parti più avanzate del mondo; ci sarà un’enfasi crescente sui mezzi che implicano il minor contatto possibile con le superfici. Naturalmente ci saranno gli aeroplani, ma anche il trasporto su terra sarà sempre più sospeso, tra i trenta e i sessanta centimetri dal suolo». Tra getti di aria compressa e sospensioni futuristiche, c’è da dire che le aspettative degli anni ’60 dovevano essere lievemente differenti; anche i veicoli con cervello robotico, in grado di giungere a destinazione senza alcuna interferenza causata dal guidatore umano, sono ancora lontani: questi ultimi, però, non del tutto. C’è anche una visione estremamente “fantascientifica” (e quindi, per chi se non per Asimov): «Per i viaggi a raggio breve, marciapiedi mobili con panchine su ciascun lato e posti in piedi nel mezzo, faranno la loro comparsa nei centri di qualche città. Saranno sollevati dal traffico». Ma, non senza lucidità, non dà alcuna speranza al male delle città: «Il traffico continuerà». Come dargli torto in proposito?

Quello che non aveva previsto e quello che non gli piaceva del futuro

«Un pensiero che mi viene in mente è che gli uomini continueranno ad allontanarsi dalla natura al fine di creare un ambiente che sia più adattabile alle loro esigenze»: una considerazione innegabile è tra le prime che possiamo leggere nell’articolo alla quale, tuttavia, manca la prospettiva che, a partire da pochi anni dopo, avrebbe completamente mutato il modo di vedere questo “allontanamento”. Negli anni ’60 si guardava al progresso con l’ottimismo che non si era ancora scontrato con le questioni ambientali che, oggi, minano profondamente questa fiducia, a causa di un sovra-sfruttamento delle risorse terrestri che finisce per avere effetti negativi non soltanto su specie animali e vegetali ma su una parte massiccia della stessa umanità (si guardino i Paesi più colpiti dall’inquinamento o dal cambiamento climatico). Eppure lo stesso Asimov non vedeva dinanzi a sé un futuro ottusamente roseo.

 
 
Secondo l’articolo, l’umanità avrebbe raggiunto l’allarmante cifra di 6 miliardi e mezzo di abitanti nel 2014: nella fattispecie, il tetto dei 7 è già stato sfondato nell’ottobre del 2011 e la crescita prosegue ad un ritmo costante. Cifre a parte, Asimov individuava già un grosso problema in ciò poiché, a parer suo, avrebbe spinto verso la colonizzazione di aree polari e desertiche (non poteva sapere che, al contrario, il deserto si sarebbe mosso verso gli uomini); quel che appariva chiaro già allora era come a beneficiare di innovazioni e tecnologie sarebbero stati in pochi. Inoltre, l’avanzamento dell’automazione anche a livello lavorativo avrebbe finito per creare, secondo lo scrittore, eserciti di lavoratori che non hanno altra funzione se non quella di fare da guardiani alle macchine, formati a questo scopo fin dalla scuola; in questo quadro, i pochi privilegiati che riusciranno a svolgere lavori in qualche modo creativi costituiranno l’élite dell’intero Pianeta poiché non saranno dei semplici schiavi delle macchine. L’umanità soffrirà sempre più di un male progressivamente più intenso: la noia. E conclude così con una previsione oscura:

«Per la verità, la più cupa ipotesi che posso fare a proposito del 2014 è che, in una società dal tempo libero forzato, la parola più gloriosa del vocabolario sarà diventata lavoro!».

http://scienze.fanpage.it/il-2014-immaginato-da-isaac-asimov/

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