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Il biotestamento torna in Aula. E non sarà in discesa

I tempi per una legge sul testamento biologico si allungano. Dopo lo stop di due settimane la Camera riprende l’esame della proposta di legge, ma una mole di emendamenti, poco più di 600, non lasciano prefigurare tempi brevi, con il rischio concreto di incidenti in Aula. Tanto che nella maggioranza già si guarda al mese di aprile, con la previsione del primo via libera al provvedimento non prima della fine di maggio 2017. Lo slittamento, però, potrebbe rivelarsi determinante per l’approvazione della legge, in quanto scatterebbe il contingentamento dei tempi così da depotenziare l’ostruzionismo e rendere meno impervio il cammino della proposta, anche se pesa l’incognita delle votazioni segrete.

Sulla carta la proposta di legge può contare su una larga maggioranza – circa 400 voti favorevoli – composta da:

  • Pd (anche se all’appello dovrebbero mancare i voti dell’area cattolica)
  • M5S 
  • Mdp
  • Sinistra italiana, più socialisti e altre forze minori.

Nettamente contrari:

  • Lega
  • Area popolare

Entrambe hanno preannunciato battaglia, mentre Forza Italia lascerà libertà di coscienza ai deputati, ma una parte del gruppo sarebbe già orientata a votare a favore.

Il destino del provvedimento è dunque legato a doppio filo alla determinazione del Pd ad andare avanti e alla tenuta dei 5 Stelle. In una riunione del gruppo dem alla Camera, convocata proprio sul biotestamento, il Pd ha ribadito la volontà di approvare la legge. Anche i 5 Stelle mantengono il punto: “Sul biotestamento abbiamo già chiesto ai nostri iscritti se sono d’accordo. Il vero tema è capire se il provvedimento possa essere approvato entro la fine della legislatura. Perché vedendo i vari stop and go, è chiaro che il problema è interno alla maggioranza”, ha detto oggi Luigi Di Maio, ospite del forum Agi ‘Viva l’Italia’.

Leggi anche: La proposta sul biotestamento in 5 punti

Il testo base e le modifiche in commissione 

  • Consenso informato – Tra le modifiche apportate durante l’esame in commissione, una in particolare ha fatto molto discutere. Ovvero, l’introduzione nel testo del riferimento alla “tutela della vita”.

L’articolo recita: “La presente legge tutela la vita e la salute dell’individuo”.

Si dispone poi che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. E’ promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari e conviventi o compagni. Il consenso informato è espresso in forma scritta. Ovvero, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, mediante strumenti informatici di comunicazione anche “attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare”. Una ulteriore modifica prevede che “il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali”.

  • Nutrizione e idratazione artificiale – E’ uno dei punti più contestati. Il testo dispone che ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento, ivi incluse la nutrizione e l’idratazione artificiali. Il rifiuto del trattamento sanitario indicato o la rinuncia al medesimo non possono comportare l’abbandono terapeutico. Sono quindi sempre assicurati il coinvolgimento del medico di famiglia e l’erogazione delle cure palliative.
  • Responsabilità del medico – Il testo originario è stato parzialmente così modificato: “Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente. Il paziente non può esigere dal medico trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale e alla buone pratiche clinico-assistenziali”.
  • Minori e incapaci – Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno.
  • Dat – Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (DAT), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. Può altresì indicare una persona di sua fiducia (fiduciario) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.
  • Revocabilità della Dat – Le disposizioni anticipate devono essere redatte in forma scritta, datate e sottoscritte davanti a un pubblico ufficiale, a un medico o a due testimoni o attraverso strumenti informatici di comunicazione. Con la medesima forma sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.
  • Pianificazione condivisa delle cure – Nella relazione tra medico e paziente rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità.

Cosa è il testamento biologico

Il biotestamento è una dichiarazione anticipata di trattamento medico-sanitario. Una persona dichiara a quali terapie intende sottoporsi e quali vuole rifiutare nel caso non sia in grado di esprimere il proprio giudizio al momento della necessità del trattamento. Il biotestamento è particolarmente utile per le malattie o lesioni invalidanti e patologie che obblighino a trattamenti permanenti con macchinari, come quelli per la respirazione artificiale. Qualora il malato non riesca ad esprimere la propria volontà la scelta passa ai parenti di primo grado o ai rappresentanti legali.

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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