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Il bullismo social contro Barron Trump costa il posto a un'autrice del Saturday Night Live

Washington – Dopo la vittoria di Donald Trump, la Rete ha preso di mira il figlio minore, Barron. A difendere il bambino di 10 anni, da mesi vittima di attacchi e ironie sul web, è intervenuta una che sa cosa voglia dire finire nel ‘tritacarne’ presidenziale: Chelsea Clinton. Poco meno che adolescente quando varcò la soglia della Casa Bianca, la figlia unica di Bill e Hillary Clinton finì sotto l’occhio impietoso di fotografi e telecamere che seguirono nei dettagli i suoi otto anni da ‘First Daughter’.

Chelsea Clinton difende Barron (e attacca Trump)

Memore della sua esperienza, Chelsea ha difeso su Twitter Barron: “merita come tutti i bambini la possibilità di vivere una vita normale”. Poi, però, non ha perso l’occasione di lanciare una stoccata al nuovo presidente, che ha sconfitto la madre Hillary nella corsa alla Casa Bianca. “Battersi per tutti i bambini vuol dire anche opporsi alle politiche del presidente che li colpiscono”

Barron Trump deserves the chance every child does-to be a kid. Standing up for every kid also means opposing @POTUS policies that hurt kids.

— Chelsea Clinton (@ChelseaClinton) 22 gennaio 2017

Una precisazione che ha scatenato nuove polemiche, con il pubblico che si è diviso tra pro e contro Clinton (Junior), accusata di strumentalizzare la vicenda.

Attacchi, ironie e accuse di bullismo

Tra coloro che hanno preso di mira il figlio di Donald e Melania Trump, anche personaggi famosi, come la star della serie tv ‘Modern Family’, Julie Bowen. Nel corso della cerimonia di insediamento, l’attrice ha postato diverse foto del ragazzo, con commenti ironici.

Barron, a voting majority shares your horror. #barronforpresident https://t.co/KN6eZr6M33

— Julie Bowen (@itsJulieBowen) 20 gennaio 2017

Ma di fronte all’ondata di critiche per quello che è stata vista come una forma di bullismo, Bowen ha cercato di abbassare i toni.

.@MyraLisa I love that Barron is a kid being a kid. My kids would be a horror show at a public event! Just trying to keep it light.

— Julie Bowen (@itsJulieBowen) 20 gennaio 2017

Il tweet di Katie Rich e il suo successivo allontanamento dal programma tv

Più dura è stata Katie Rich, autrice del Saturday Night Live, che ha postato un tweet (ora cancellato), “Barron will be this country’s first homeschool shooter”, ironizzando sullo sguardo assente del bambino e alludendo a una presunta educazione a casa, come nel caso di bimbi particolari (falso: Barron frequenta una scuola di New York, ragion per cui la madre non si trasferirà immediatamente a Washington alla Casa Bianca, ma gli lascerà finire l’anno scolastico). Il post ha suscitato una valanga di commenti e attacchi, nei quali gli utenti le hanno ricordato che “i bambini sono off limits”.

 

 

Parole troppo dure, che le sono costate il posto. Rich è stata sospesa a tempo indeterminato dal popolare programma della Nbc, nonostante le profonde scuse postate su Twitter. “Mi scuso sinceramente per il tweet insensibile. Mi rammarico profondamente per le mie azioni e parole offensive. E’ stato imperdonabile e mi dispiace”. 

 

I sincerely apologize for the insensitive tweet. I deeply regret my actions & offensive words. It was inexcusable & I’m so sorry.

— Katie Rich (@katiemaryrich) 23 gennaio 2017

 

La bufala dell’autismo

L’attacco della Rich faceva riferimento a una bufala circolata lo scorso novembre su internet in cui si sosteneva, con il supporto di un video su YouTube confezionato ad arte, che il minore dei figli di Trump fosse autistico. Tra coloro che avevano rilanciato la notizia falsa, anche l’attrice Rosie O’Donnell, costretta poi a fare retromarcia. L’attivista Lgbt si era difesa sostenendo di averlo fatto con le migliori intenzioni, per spingere a parlare della malattia ed evitare il bullismo sui bambini che ne sono affetti, come sua figlia Dakota.

Chi è entrato giovanissimo alla Casa Bianca e chi ne è fuggito

Non sono pochi i figli dei presidenti che hanno varcato da giovani, anche giovanissimi, le porte della Casa Bianca: dai famosi Caroline e John Jr Kennedy, all’epoca rispettivamente di 3 anni e 2 mesi, ad Amy Carter, bimbetta di 9 anni, la stessa Chelsea, ma anche Malia e Sasha Obama, 7 e 10 anni, fino al piccolo Barron. Ci sono anche quelli, però, che sono riusciti a liberarsi dalla ‘gabbia dorata’. 

I figli ribelli dei presidenti Usa. E chi è riuscito a fuggire dalla Casa Bianca

Per approfondire:

 

Aggiornato alle 10 di martedì 24 gennaio

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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