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"Il Califfo è fuggito da Mosul"

Erbil (Iraq) – Il ‘califfo’ Abu Bakr al-Baghdadi è fuggito dalla città irachena di Mosul, roccaforte dell’Isis in Iraq da settimane nella morsa delle forze governative. A dare l’annuncio è stato il governatore della provincia di Ninive, Nofal Hamadi al Sultan, aggiungendo che la sconfitta definitiva dei jihadisti sunniti è “imminente”. Il governatore di Ninive, la cui capitale è proprio Mosul, ha rivelato nel corso di una conferenza stampa di avere “informazioni confermate sulla fuga del leader di Daesh (l’acronimo in arabo per Isis) da Mosul”. Secondo Sultan, l’ultima registrazione audio diffusa da al-Baghdadi, lo scorso 3 novembre, indica che si trova fuori dalla città. Non ha però spiegato come sia arrivato alla sua conclusione.

Nell’audio il ‘califfo’, nel chiaro tentativo di animare le fila dei suoi uomini, spronava i combattenti a resistere. Il governatore non ha detto dove possa trovarsi né tantomeno se sia fuggito a Raqqa, la capitale jihadista in Siria, come altri capi e combattenti del gruppo. A Raqqa, ha assicurato, si sono trasferiti i principali capi dell’Isis e i combattenti di nazionalità straniera, mentre a Mosul- secondo Sultan- rimangono solo i jihadisti iracheni. Nella conferenza stampa, tenuta nella sede temporanea del municipio di Erbil, il governatore ha assicurato che la sconfitta di Isis è imminente e che le forze irachene avanzano “rapidamente” per recuperare la citta’.

Video da Memri Tv

Intanto proseguono i combattimenti tra le forze d’elite irachene ed i combattenti dello Stato Islamico nella parte orientale di Mosul. Secondo il colonnello dell’antiterrorismo Muntadhar Salem, sono in corso “violenti scontri” nel quartiere di al Arbajiyya, a circa 5 chilometri dal centro citta’. L’obiettivo dell’operazione è avanzare nel quartiere di al Bakr, sempre ad est di Mosul, circondandolo. Entrambi i quartieri sono adiacenti a quello di al Qadisiyyah, dove venerdì le forze irachene hanno innescato violenti combattimenti con i miliziani dell’Isis.

Mentre prosegue l’avanzata militare, continua l’esodo della popolazione che fugge in aree piu’ sicure. L’artiglieria ha colpito tre autobombe lanciate contro obiettivi dell’esercito iracheno da parte dei combattenti dell’Isis, ha aggiunto l’ufficiale iracheno. Da quanto e’ stata lanciata l’offensiva su Mosul, lo scorso 17 ottobre, sono circa 45 mila gli sfollati censiti dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhcr).

“Centinaia di civili hanno infezioni respiratorie e ustioni per i giacimenti petroliferi in fiamme, così come ferite da proiettile e colpi di mortaio. L’Organizzazione mondiale della sanità ha registrato un grave gap nella fornitura di servizi medici. Mentre le cliniche mobili rispondono attivamente alle necessità ma l’accesso agli aiuti umanitari in molte aree resta limitato. I due ospedali più vicini a Mosul – Qayyarah e Hamdaniya – non sono attualmente funzionanti. L’ospedale più vicino a Erbil è a circa un’ora di strada da Mosul. Gli operatori umanitari stanno lavorando con le autorità sanitarie locali per riabilitare gli ospedali e ripristinarne le principali funzioni”, si legge nel rapporto.

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