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Il cardinal Bagnasco e l’esplicita autorizzazione

bagnascoSergio Calzone-

Il cardinale Bagnasco, ammonendo a non utilizzare nella scuola italiana “manuali gender”, lancia un’accusa su cui è assai necessario riflettere anche e oltre l’argomento interessato.

Egli infatti ha dichiarato che, con tali mezzi, «si vuole colonizzare le menti dei bambini e dei ragazzi con una visione antropologica distorta e senza aver prima chiesto e ottenuto l’esplicita autorizzazione dei genitori».

Vi sono parecchie considerazioni da fare.

La prima. Lo Stato Italiano è sovrano: un cardinale, cioè, per il Codice di Diritto Canonico, “diretto collaboratore” del Papa, è dunque un funzionario dello Stato del Vaticano, cioè di una nazione straniera, rispetto alla Repubblica Italiana, e non si vede per quale motivo debba interferire con il funzionamento di un organo del nostro Stato, la Scuola, pagato dagli italiani e utilizzato dagli italiani. Accetteremmo noi che il borgomastro di Berlino, per esempio, si permettesse di lanciare aut aut nei confronti della nostra Sanità o che il Primo Ministro malese stabilisse la bontà o meno del nostro sistema di trasporti?

La seconda. Il giudizio di Bagnasco, pur essendo autorevole per studi ed età di chi lo formula, non pare avere, come quello del Papa, l’autoproclamato crisma dell’infallibilità. Non si vede, quindi come possa affermare, con imprudente perentorietà, che la visione antropologica contenuta in detti manuali sia “distorta”. Distorta rispetto a che cosa? Alla sua visione. Bene. E, magari, non rispetto alla visione del signor Rossi o della signora Bianchi che magari, a differenza sua, sono almeno cittadini italiani. E allora? L’ora in cui con “certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia” è tramontata nel sangue: non dimentichiamolo.

La terza. È forse la più insidiosa e merita probabilmente un discorso più ampio. L’idea che questo insegnamento particolare sia da condannare anche perché avverrebbe, come detto, «senza aver prima chiesto e ottenuto l’esplicita autorizzazione dei genitori» è terribilmente pericolosa. Infatti, quale altro insegnamento, quale altra idea, quale altro dato storico o scientifico o persino letterario dovrebbero, se questo concetto si diffondesse, essere proposti nelle scuole soltanto dopo avere «chiesto e ottenuto l’esplicita autorizzazione dei genitori»?

Ci si rende conto del grado di pericolosità eversiva che quest’abito mentale può portare con sé? Esso non minaccia soltanto la libertà di insegnamento, ma l’idea stessa di insegnamento, in quanto trasmissione di sapere da un esperto a un allievo.

È spaventoso pensare, anche soltanto per un momento, che un insegnante di Inglese, poniamo, debba, nel momento in cui faccia leggere in classe e nella lingua che deve trasmettere ai suoi allievi un sonetto di Shakespeare, chiedere e ottenere “l’esplicita autorizzazione dei genitori” di ogni studente, a causa del fatto che, in detto sonetto, si parla d’amore (e magari perché proprio Shakespeare è stato “sospettato” di omosessualità!)

È spaventoso pensare, anche soltanto per un momento, che un insegnante di Scienze, poniamo, debba, nel momento in cui faccia una lezione sulle teorie di Darwin, chiedere e ottenere “l’esplicita autorizzazione dei genitori” di ogni studente a causa del fatto che alcuni di loro potrebbero essere “creazionisti”.

È spaventoso pensare, anche soltanto per un momento, che un insegnante di Storia, poniamo, debba, nel momento in cui faccia una lezione sulle guerre di religione del Cinque-Seicento, chiedere e ottenere “l’esplicita autorizzazione dei genitori” di ogni studente a causa del fatto che alcuni di loro potrebbero non gradire che si ricordi come anche i cattolici abbiano compiuto stragi spaventose.

Il cardinale Bagnasco ci spiega, nella stessa occasione, che «l’educazione della gioventù è talmente delicata e preziosa che non ammette ricatti o baratti di nessun tipo e in nessuna sede. Noi vescovi su questo saremo sempre in prima linea a qualunque costo».

Ci si domanda: in che modo queste nuove frasi si accordano con le precedenti? Chi le ha pronunciate si rende conto della contraddizione che contengono oppure sono frutto di un santo zelo che poteva essere indirizzato meglio?

http://www.articolotre.com/2015/01/il-cardinal-bagnasco-e-lesplicita-autorizzazione/

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