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Il cardinale Sepe farfuglia e non risponde sulla vicenda del parroco di Ponticelli accusato di abusi sessuali

di Arnaldo Capezzuto –

L’inafferrabile, l’imperturbabile, insomma, il don Abbondio, Crescenzio Sepe, sbarca a Ponticelli. E’ domenica e c’è fermento nella chiesa di San Rocco. L’appuntamento è solenne.

Il cardinale di Napoli, celebra messa per conferire al novello parroco don Carlo De Rosa, la canonica. Si parla d’infanzia, giovani e bambini. L’alto prelato come un disco rotto parla volentieri del fenomeno delle baby gang, di violenza, di abbandono, di trascuratezza e del ruolo sempre più difficile delle famiglie e di tric trac.

Non appena Luciana Esposito, direttrice del giornale on line Napolitan.it, gli spiattella senza inchini e bacia mano la domanda : “Cosa si prova ad arrivare nel quartiere di Don Silverio Mura?”, il porporato farfuglia qualcosa di incomprensibile e alla chetichella si smarca.

Serra le mascelle, mette giù lo sguardo e si allontana protetto dal cordone delle forze dell’ordine e dal suo cerchio magico. Si resta senza parole. Qualcuno potrebbe – a giusta ragione – accusare Sepe di omertà.

Sicuramente l’alto prelato sulla vicenda di Diego Esposito, (nome di fantasia), vittima di presunte abusi sessuali – sul finire degli anni Ottanta, don Silverio Mura -, non ha raccontato tutta la verità.

In realtà, l’ex parroco di Ponticelli, cambia nome in don Saverio Aversano e come nulla fosse viene collocato presso una chiesa a Montù Beccaria, comune in provincia di Padova.

Dalla Diocesi, invece, hanno sempre raccontato che il prete era in un convento per riflettere. Invece, a seguito di un servizio della trasmissione ‘Le Iene’, si scopre che il parroco a prescindere dalle pesanti accuse è tranquillamente impegnato in una parrocchia e svolge anche il catechismo a circa 40 bambini.

E quel sospetto e quelle ombre sulla gestione del caso da parte della Curia di Napoli e quella ‘decisione’ forzata e quasi imposta a Papa Francesco di concedere un’eccezionale proroga del mandato di cardinale allo stesso Crescenzio Sepe.

Diego Esposito, invece, continua a combattere. Non si ferma. Oltre a sollecitare il Vaticano e direttamente Papa Francesco che, proprio contro i preti che abusano di minori ha giurato una guerra senza se e senza ma, non ha perso tempo e speranza.

E ieri in occasione della visita di Sepe a Ponticelli e nonostante i silenzi del capo di Largo Donnaregina è riuscito ad avvicinare l’arcivescovo e strappargli una promessa di riceverlo.

Diego ha dato una grande lezione di civiltà ai vertici della Curia e in particolare proprio all’ex capo della Propaganda Fide.

Ricordiamo che la stessa Diocesi di Napoli, è imputata nel processo penale per diffamazione aggravata ai danni proprio di Diego Esposito.

Le grane per  Sepe non sono finite – infatti –  c’è la brutta storia di aver insabbiato il caso Mura nel 2011, nel 2014 e ancora nel 2018 e aver ignorato e non approfondito molte segnalazioni su vittime di abusi.

La domanda che molti si pongono: E’ perchè, Sepe su questa storiaccia è stato così superficiale ? Una volta che è scoppiato lo scandalo perchè continua a fare lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia? Ma Sepe da che parte sta?

Poi resta il giallo della proroga del mandato  – in scadenza  il 2 agosto in coincidenza con il 75esimo anno d’età dell’alto prelato di Carinaro. Secondo il diritto canonino alle contestuali dimissioni per raggiunti limiti d’età c’è la nomina di un nuovo pastore. Ma, stranamente, un Papa contrariato avrebbe – per quieto vivere – deciso una ‘strana’ proroga del mandato cardinalizio a Sepe. Ecco, perchè?

Il cardinale Sepe farfuglia e non risponde sulla vicenda del parroco di Ponticelli accusato di abusi sessuali

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