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Il caso rimborsi si allarga ed entra in campagna elettorale

C’è chi mette i puntini sulle i per chiarire di non aver abbandonato il Movimento, né di esserne stato cacciato. Chi si mette a disposizione delle verifiche interne e, intanto, si autosospende. Chi spiega il perché di quegli ammanchi, anche mettendo a nudo brandelli di vita privata: la paura di una malattia in agguato che spinge a un check-up imprevisto da nascondere ai propri cari, la prospettiva di dover pagare un assegno di mantenimento calcolato sulla base delle effettive entrate mensili di un parlamentare della Repubblica. E intanto le Iene Mediaset proseguono e tirano fuori tre nuovi nomi della Rimborsopoli M5s. Prosegue anche l’opera di pulizia interna del Movimento (fuori i casi più gravi, multe per i peccati veniali). E prosegue lo scontro senza esclusione di colpi tra Matteo Renzi e Luigi Di Maio, l’uno a brandire contro l’altro le anticipazioni di stampa di inchieste, non solo giornalistiche, che vedono coinvolti loro uomini.

Renzi all’attacco: “Pretendono di darci lezioni”

C’è della “ridicolaggine” da parte di “chi pretende di darci lezioni di onestà dall’alto di un partito fondato da un pregiudicato”. È​ tranchant, Matteo Renzi davanti alla platea del Sannazaro a Napoli nel ribadire che M5s è un partito di “ex onesti che sta mostrando lo squallore delle sue bugie”. “Per 23 milioni di euro che hanno restituito in 5 anni… – argomenta Renzi – la legge del finanziamento pubblico ai partiti con un voto in Parlamento è stata cancellata… Bersani nel 2010 per il Pd prendeva 60 milioni e noi oggi zero. Non discuto sia giusto o no. Ci sono dipendenti in cassa integrazione. Ma se ragioniamo in termini di chi ha restituito di più… Non voglio fare lotte nel fango su questi temi, ma se i M5s offendono il mio popolo dicendo ‘sono disonesti’, ho il dovere di dire che la stragrande maggioranza delle persone è onesta. C’è qualcuno che fa il furbo? Lo vedremo. È la stessa cosa che stanno facendo i 5s”.

“Andremo sotto al Comune di Salerno e chiederemo le dimissioni di questi rifiuti politici”, ‘ricambia’ il candidato premier M5S, Luigi Di Maio, che mette nel mirino Roberto De Luca, figlio del governatore della Campania, indagato insieme ad altri nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli su un presunto traffico di rifiuti. Di Maio incalza dicendo che “la Terra dei Fuochi esiste per colpa di politici come quelli del Pd e FI che fanno affari con la criminalità organizzata”, e fa proiettare la video-inchiesta di Fanpage sulla vicenda.

Chi si autosospende e chi smentisce le dimissioni

Quanto agli sviluppi di giornata di ‘Rimborsopoli’, ecco Giulia Sarti garantire che “per il Movimento farei qualsiasi cosa” e annunciare di aver scelto “di autosospendermi finché questa triste storia non verrà chiarita”. “È chiaro – aggiunge – che io in Parlamento non sopporterei mai di stare nel gruppo Misto, quindi o la questione verrà risolta prima della eventuale proclamazione, oppure rassegnerà immediatamente le dimissioni dalla Camera”.

Invece l’eurodeputata Giulia Moi smentisce “le notizie di stampa sulla mia intenzione di uscire dal gruppo Efdd al Parlamento europeo e sulla mia espulsione dal MoVimento 5 Stelle” e dice di aver “proceduto a inviare la delega per autorizzare la verifica incrociata delle mie restituzioni al Fondo del Microcredito”.

I tre nuovi presunti furbetti (e la loro difesa)

Le Iene intanto svelano altri tre nomi di parlamentari M5s che non avrebbero restituito quanto promesso al fondo del microcredito: si tratta dei deputati Francesco Cariello, Emanuele Scagliusi e Federica Dieni. Per il primo, insieme al consigliere regionale in Emilia-Romagna Gian Luca Sassi, scatta l’espulsione da M5s: ” Cariello – spiegano – ha una irregolarità negli ultimi bonifici. Ha continuato a sostenere di poter dimostrare la regolarità dei suoi bonifici. Non ci ha voluto dare l’autorizzazione di accedere ai dati in possesso del MEF e questo va contro il nostro principio di trasparenza”. Gli altri due se la cavano con una multa. Su Facebook le loro spiegazioni. “La verità è che qualche mese fa ho avuto la necessità di fare una spesa personale di cui non volevo sapessero nulla né la mia compagna per non farla preoccupare né il mio collaboratore, che controlla la mia rendicontazione”, dice Scagliusi. “In pratica – confida il deputato M5s – ho preso in prestito mille euro dei soldi a mia disposizione per dei controlli medici sulla mia persona che volevo rimanessero nascosti ai miei cari”.

Dieni invece puntualizza che “la somma che dovevo restituire era di 6139,93. Non ho fatto un unico bonifico ma due. Il primo di 1739,63 euro (il 17 novembre 2014) e il secondo di 4401,10 euro (il 29 novembre 2014). Non riuscendo a caricare su tirendiconto.it entrambe le distinte ho caricato solo la prima modificando l’importo. Questa chiaramente è una leggerezza di cui mi pento e mi scuso. Ma la somma è corretta, così come è corretto l’importo totale delle restituzioni”.

Multa anche per la senatrice Barbara Lezzi, mentre il deputato Ivan Della Valle, alla fine, come si dice, ci mette la faccia e spiega proprio a Le Iene come modificava le ricevute dei bonifici: ricorrendo al photshop. Non ci sta a passare per il campione dei furbetti, come lo chiama la trasmissione Mediaset, e fa presente di aver avuto “dei problemi personali, che non voglio dire, una separazione e andate da un giudice a raccontare la favoletta che hai deciso nel Movimento di fare una donazione… Ti fa dare l’assegno alla ex moglie sulla base dell’assegno reale che prendi dalla Camera”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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