TwitterFacebookGoogle+

Il deputato skipper Andrea Mura ha irritato i capigruppo M5s (e i navigatori veri)

Il parlamentare del M5s Andrea Mura, velista di professione, inaugura la figura del deputato testimonial. Solo una volta a Roma durante la settimana e, per il resto del tempo, “fa politica in barca” come ha ammesso in una lunga intervista al quotidiano La Nuova Sardegna nella quale risponde al collega di FI Ugo Cappellacci che lo ha accusato di assenteismo. “L’attività politica non si svolge solo in Parlamento”, si è giustificato Mura che poi ha precisato:

 “L’ho detto fin dall’inizio, anche in campagna elettorale, che il mio ruolo più che quello di parlamentare sarebbe stato quello di testimonial in difesa degli oceani. D’altronde ci sono un sacco di parlamentari che vanno alla Camera e passano il tempo a fare selfie in aula. Io no”, sottolinea il deputato-velista, “ho altro da fare”.

Mura in base ai dati di OpenParlamento riportati da La Nuova è risultato assente il 96% delle volte ma, al momento, non rinuncia all’indennità di circa 20.000 euro. “È probabile”, annuncia lo skipper prestato alla politica, “che quei soldi finiscano nel fondo del microcredito istituito dal M5s. Ci sto pensando…” E nel frattempo descrive le sue giornate in preparazione della Rotta del rum la regata, in programma a novembre, che ogni quattro anni parte dalla Francia per raggiungere i Caraibi.

“Mi sveglio alle 5 del mattino e mi precipito a preparare la barca. Dalle 10 alle 13 in ufficio a Cagliari per il lavoro da deputato. Pranzo alle 14 e alle 16 di nuovo in ufficio per rispondere alle email e poi palestra dalle 19 alle 21”.

Alla Camera – ribadisce – solo una volta alla settimana per partecipare alla commissione Trasporti. “Capisco l’incredulità”, concede Mura, “ma l’ho detto fin dallìinizio che non volevo fare il parlamentare ma salvare gli oceani dalla plastica. Il Movimento sapeva benissimo quale sarebbe stato il mio ruolo e appoggia totalmente al mia battaglia”.

Capigruppo M5s: “Se preferisce la vela, si dimetta”

 “Svolgere il ruolo di parlamentare è un privilegio, un servizio reso al Paese e ai cittadini, peraltro molto ben retribuito. È un incarico che richiede impegno quotidiano, lavoro, dedizione. Se il deputato del MoVimento 5 Stelle Andrea Mura ritiene di voler continuare a dedicarsi prevalentemente ad altre attività, trascurando il mandato che gli hanno assegnato i cittadini alla Camera, ha una sola via da seguire: quella di presentare le dimissioni da parlamentare. Il nostro obiettivo è quello di dare soluzioni concrete ai problemi dei cittadini, per farlo c’è bisogno di un impegno costante e attento”. Hanno scritto intanto in una nota congiunta i capigruppo M5S alla Camera e al Senato Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli.

L’altro Mura, il navigatore: “Gli oceani non si salvano blaterando e dando il cattivo esempio”

Ma il caso non è piaciuto nemmeno al mondo della vela: “Mi spiace, tra l’altro, che questo episodio possa sporcare il mondo della vela e dello sport fatto di tante persone serie e valide”. Il velista sardo Gaetano Mura commenta così l’intervista in cui il suo ‘collega’ e conterraneo Andrea Mura, deputato M5S, giustifica l’alto numero di assenze in Parlamento: lo skipper ha spiegato di voler fare il testimonial per salvare gli oceani dalla plastica e sottolineando che l’attività politica non si svolge solo il parlamento.

“Il politico e lo sportivo non dovrebbero mai dimenticarsi del potere comunicativo e della visibilità nelle loro mani”, osserva Gaetano Mura. “Devono stare ben attenti a non far passare l’idea che non si possa onorare e snobbare l’impegno preso con i cittadini”.

“Evito, come fatto in passato, di esprimermi su ciò che in modo quantomai evidente si commenta da solo”, afferma il navigatore. “Non posso però non intervenire su un argomento che mi sta molto a cuore: l’inquinamento provocato dalla plastica nei mari e negli oceani. Il problema plastica è così grave che avrebbe urgente necessità di attenzione da parte della classe politica mondiale. Al contrario assistiamo ad una vera e propria moda: tutti a parlare di plastica ma in termini generici e troppi interessati a sfruttare la ghiotta occasione mediatica”.

“Gli oceani non si salvano blaterando e nemmeno inventando sistemi che costano milioni e milioni di euro per interventi spot, episodici, non risolutivi”, sostiene Gaetano Mura. “Gli oceani si possono salvare, ammesso che ci sia ancora in tempo, consumando meno ed evitando di inquinarli. Ma questo si fa cambiando e stimolando a cambiare i comportamenti negativi per l’ambiente. E poi servono delle buone leggi. In questo ultimo caso si approfitta del fatto di essere stati onorati del mandato parlamentare e si contribuisce ad approvare le norme”. 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.