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Il dio di cui aver paura

DioPaolo Bancale, direttore di “NonCredo”, delinea i rischi dei dogmi intolleranti e i pregi del dubbio e della libertà.

Il seguente testo è estratto dagli archivi di NonCredo. La cultura della ragione, «volume bimestrale di cultura laica».

Chi pensa a un dio, quale che sia, perché in questo modo si è tolto l’ansia di dover capire ciò che non è ovvio né manifesto nella nostra vita, nel pianeta e nel cosmo, e non ha neanche la voglia di andarsi a cercare qualche straccio di risposta o di dubbio, se lo fa, fa bene, è il rimedio per lui, gli si confà. Un dio fine a se stesso, senza dottrine, rivelazioni o apparati, è un’innocente superstizione, un amuleto, una banale scommessa.

Ben diverso è lo scaltro sfruttamento di un dio per avallare narrazioni e dottrine, rivelazioni e caste ecclesiali e sacerdotali autoarrogantisi potere,

magia e assoggettamento di popoli. Questa frode che si chiama “religione” va combattuta con tutti i mezzi: il male che queste aggregazioni di preti o similari hanno prodotto nella storia umana gronda sangue e dolore, oppressioni e privilegi. La religione non è assimilabile a un’ideologia politica che si fonda sul tipo di società in cui un individuo si augura lecitamente di vivere; la religione si fonda invece sul tipo di società in cui un branco di spregiudicati e fanatici “religiosi” pretendono di farti vivere sotto il loro potere, in modo ossequiente alle loro farse e illusioni.

0-NON CREDO.REPUBBLICAEd è qui che entra in scena il ruolo sociale e culturale di NonCredo: mettere in guardia il cittadino e dirgli che il vero mondo ideale è quello costruito su etica e libertà, che fare del bene non è monopolio delle confraternite religiose che grondano ricchezze, terreni e palazzi, ma di chiunque coltivi dentro di sé il germe dell’amore gratuito senza contropartite, e sono tantissimi tra loro i noncredenti ovunque nel mondo quanto sconosciuti. E anche la scepsi spasmodicamente antidogmatica di NonCredo ha concorso alla formazione del clima di libertà di pensiero e autonomia di coscienza atto a sottrarre quei cittadini, che in NonCredo cercano e trovano una aggregazione identitaria, al vassallaggio di una qualsiasi influenza variamente confessionale o ideologica capace di limitare o condizionare legislazioni, pensiero scientifico, diritti civili ed evoluzione del senso comune. «Libertà vo’ cercando…», e così anche NonCredo, che ne è un vessillifero.

0-paoloBancale[1]Pensiero critico e autonomo, esortazione al dubbio sistematico, grande enfasi sui valori etici, restando statutariamente ben al di fuori delle velleità di una religione quasi di Stato e anche di tutte le tante altre cosiddette “tollerate”. Anzi, al riguardo, NonCredo sposa il pensiero di Francesco Ruffini, che un secolo fa scriveva sulla libertà religiosa in generale: «Lo Stato moderno non deve più conoscere tolleranza ma solamente libertà, poiché la tolleranza suona graziosa concessione dello Stato al cittadino, mentre libertà significa diritto del cittadino verso lo Stato».

Le immagini: copertine di NonCredo; un’inserzione pubblicitaria di NonCredo apparsa su la Repubblica; Paolo Bancale.

Paolo Bancale – direttore responsabile del «volume bimestrale di cultura laica» NonCredo. La cultura della ragione (dall’archivio della rivista) 

NON CREDO BANCALEPer saperne di più sul bimestrale NonCredo e sulla Fondazione Religions free, editrice della rivista. Siti: www.noncredo.it; www.religionsfree.org. Telefono: (+39)366-5018912. Fax: 0766-030470. Indirizzi e-mail: fondazione, info@religionsfree.org; rivista, noncredo@religionsfree.org. Abbonamenti alla rivista (€ 29,90 per sei numeri, conto corrente postale 97497390; IBAN IT34M0832739040000000007000): www.noncredo.it/abbonamenti.html; abbonamenti@religionsfree.org.

(LucidaMente, anno VIII, n. 87, marzo 2013)

http://www.lucidamente.com/21907-bancale-dio-di-cui-aver-paura/

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