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Il dramma dei laghi italiani: diminuisce l'acqua, non la presenza di batteri e rifiuti

I laghi italiani non godono di ottima salute, sono sempre più a secco e minacciati da scarichi fognari non depurati. Lo scrive Legambiente nel suo rapporto annuale. “Oltre a quello di Bracciano, simbolo dell’emergenza siccità che ha colpito tutta la Penisola, sono ben 10 i bacini lacustri italiani del nord e centro Italia in forte sofferenza idrica con un elevato abbassamento delle acque, a causa delle alte temperature, delle poche precipitazioni, ma anche per colpa dell’eccessiva captazione e il sovrasfruttamento della risorsa idrica”. Leggi il servizio della Stampa

“Nell’estate 2017 – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – l’Italia si trova ad affrontare una pesante crisi idrica inasprita dai cambiamenti climatici. I laghi e fiumi sono il simbolo di questa emergenza che se non affrontata correttamente rischia di ripetersi nel prossimo futuro. Per questo è fondamentale mettere in campo interventi strutturali di lungo periodo e politiche di adattamento al clima, cambiando allo stesso tempo l’approccio che fino ad oggi ha guidato la pianificazione della risorsa idrica. È inoltre fondamentale intervenire sulla qualità, dato che circa il 60% delle acque lacustri non ha raggiunto l’obiettivo fissato dalle direttive europee. Ritardi che, insieme a quelli sulla depurazione, oltre ad avere gravi conseguenze sugli ecosistemi lacustri, ci costeranno multe salate per le procedure di infrazione attivate dall’Europa nei confronti del nostro Paese. Infine anche quest’anno, i nostri dati confermano il problema della cattiva depurazione, con alcuni punti che sono dei veri e propri malati cronici, risultando inquinati ad ogni edizione della campagna partita nel 2006, e dell’inefficienza degli impianti o la presenza di scarichi abusivi. Chiediamo alle autorità competenti di intervenire applicando la nuova legge 68 del 2015 sugli ecoreati, che in diverse situazioni si è rivelata molto efficace anche su questo fronte”. L’articolo su Repubblica

La situazione lago per lago

  • Garda: riempimento del 35% rispetto ai livelli di riferimento e un’altezza del livello dell’acqua (altezza idrometrica) di ben 36 cm sotto la media storica.
  • Como: è pieno solo al 57,6% del suo volume medio, con un’altezza idrometrica al di sotto di 59 cm della media storica. 
  • d’Iseo: pieno al 56,4%, ha attualmente un’altezza idrometrica di quasi 21 cm sotto al valore medio.
  • Maggiore: è tornato sotto il livello medio storico (-5,4 cm sotto l’altezza idrometrica media).

In particolare nel 2017 nei 4 grandi laghi del nord – Garda, Maggiore, Como e Iseo – si è registrata una riduzione delle portate in ingresso, ovvero dell’acqua entrata nei bacini lacustri, di 9,5 miliardi di m3, pari, secondo i dati Istat, a tutta l’acqua prelevata per gli usi civili nella Penisola.

L’articolo di Corriere Quotidiano

  • Bracciano: (sotto di circa 160 cm dallo zero idrometrico). Leggi il servizio di Agi sulle ultime novità seguite all’accordo Regione-Acea
  • Trasimeno: ha registrato meno 60 cm circa rispetto allo zero idrometrico (su una profondità massima di 6 metri circa).
  • Albano: diminuito di quasi 5 metri negli ultimi decenni. 
  • Vico: è in sofferenza idrica con 1 metro sotto il livello massimo della soglia farnesiana e anche quest’anno come nel 2012 è ricomparsa un’isoletta all’interno del Lago. 
  • Salto e Turano: scendono a vista d’occhio ogni giorno scoprendo aree del lago prima sommerse, con abbassamenti anche di 20-30 centimetri in un solo giorno.
  • Canterno: continua l’abbassamento del livello: quasi 90 cm in meno negli ultimi 3 mesi.

Peggiora anche la qualità delle acque

“Anche lo stato della qualità delle acque lacustri non è delle migliori – su 100 punti monitorati da Legambiente, il 50% è risultato inquinato da scarichi non depurati, e nel 90% sono stati trovati rifiuti. È quanto emerge dalla fotografia scattata dalla 12esima edizione di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata allo stato di salute dei bacini lacustri e realizzata in collaborazione con il CONOU e Novamont, che nel report finale “Laghi a rischio” fa il punto sulle criticità dei 14 laghi monitorati, dislocati su sei regioni (Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Umbria e Lazio). Un viaggio quello di Goletta dei Laghi partito a fine giugno e che ha visto impegnati i tecnici in un monitoraggio scientifico, ma anche in una serie di attività che hanno coinvolto i cittadini e le comunità territoriali”.

La situazione della dispersione idrica in Italia

In un lago su due presenza di batteri oltre la norma

“Per quanto riguarda i campionamenti effettuati da Legambiente, i parametri indagati dal laboratorio mobile della Goletta dei Laghi hanno riguardato la ricerca di batteri di origine fecale. In particolare l’associazione ha effettuato 100 punti campionati, di questi il 50% è risultato fuori dai limiti previsti dalla legge; senza contare i diversi rifiuti dispersi nell’ambiente ritrovati sulle rive durante i campionamenti. Nel 90% dei siti campionati i tecnici hanno registrato presenza di plastica, ma anche polistirolo, vetro, metallo, carta, rifiuti da mancata depurazione (come cotton fioc, assorbenti, blister di medicinali). In molti casi si tratta di frammenti di piccole dimensioni. Rifiuti urbani, frutto della cattiva gestione a monte e dell’abbandono consapevole, che alla fine arrivano sulle sponde dei laghi o direttamente in acqua”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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