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Il fattore Aulin

Appartengo a una generazione che è stata abituata a farsi di Aulin.

Aulin sempre, a ogni dolore, a ogni minima infiammazione. Anche i nostri giovani, in molti, fanno così. Aulin, Oki e via.

Ora, in giro, c’è pieno di tumori al colon e allo stomaco, in TV è tutto un pubblicizzare gastro-protettori e medicinali da prendere a vita contro le gastriti, contro i disturbi all’esofago, problemi che sono davvero all’ultima moda, mi par di capire.. E tutto, tutto è ormai una malattia. Hai la cellulite? È una malattia, va curata. Le gengive sanguinano. È una malattia, va curata. “Credevo di essere sano, ma mi sbagliavo. Me l’ha detto il mio dottore..!

Ecco, ci hanno riempito e ci riempiono di veleni, ci fanno ammalare e allora ci riempiono di altri veleni, fino alla fine. Fino al punto di minacciarci di finire in galera se non li prendiamo, se non assumiamo – o non facciamo assumere, a chi dipende da noi – l’ultimo dei loro veleni. Quello che ci rifilano con l’intento di rimediare al danno fatto da tutti gli altri.

E tutto questo perché, per cosa? Per la fretta. Perché un disturbo, o un dolore, debbono passare in fretta. Devi muoverti a guarire, non puoi aspettare, lasciare che il tuo corpo reagisca naturalmente, coi suoi ritmi e suoi tempi. Devi fare in fretta perché il lavoro ti aspetta. Perché se no ti licenziano.

Devi lasciare tuoi figlio appena nato, in fretta; elaborare il lutto per la morte di tua madre, in fretta. Sposarti, in fretta. Non puoi mica fare come un tempo, quando ci si chiudeva in casa e si aspettava di guarire. Mesi, magari.. Perché non vivi più del tuo lavoro, ormai. Non ti mantieni più producendo direttamente quanto di serve. No, nell’era del capitalismo tu non puoi farlo più: tu devi lavorare per qualcun altro. E quel qualcun altro ha fretta, cazzo. Quindi o ti muovi, o sei fuori.

Noi, per questa fretta, ci ammaliamo. Poi, per curarci in fretta, prendiamo veleni con cui ci ammaliamo ancor di più. E questa cosa la chiamiamo progresso. Il progresso della medicina, della scienza.. la qualità della vita! Il dottore ti dice: devi fare una vita normale. Non ti deve mancare nulla. Quindi ti fa assumere schifezze che risolvano in fretta. Ma la vita normale non è quella. I problemi di tutti i giorni, le difficoltà nei rapporti, le paure, le insicurezze, o gli amori che nascono.. tutte quelle cose non fanno in fretta. Ci vuole tempo. Ci vuole tempo e capacità di saper riconoscere i piccoli miglioramenti di ogni giorno. Le minime variazioni, le sfumature apparentemente più insignificanti..

Ecco, io penso questo. E per questo so che non siamo più liberi di prenderci il nostro tempo, di vivere e di guarire con calma, coi nostri ritmi. Perché dobbiamo tornare a produrre. Perché la nostra vita, ormai, si svolge in un cazzo di ufficio o di reparto che magari odiamo pure, ma in cui traffichiamo incessantemente con il ricatto e la paura di venirne messi fuori, da un momento all’altro. E giorno dopo giorno, così, moriamo di veleni, di ansia e di infelicità. Per la paura di morir di fame.

Pietro Ratto – 2 settembre 2016

Questo articolo corrisponde al secondo di tre post, inseriti da Pietro Ratto sulla sua pagina Facebook, in relazione alla vicenda della diciottenne morta di leucemia e alle polemiche che la televisione e i giornali hanno montato a proposito della precedente decisione della sua famiglia, inclusa l’interessata, di rifiutare la chemioterapia. Ecco, nell’ordine, i link:

 

  1. https://www.facebook.com/BoscoCeduo/posts/1185748758151973
  2. https://www.facebook.com/BoscoCeduo/posts/1186059694787546
  3. https://www.facebook.com/BoscoCeduo/posts/1186941374699378

http://www.boscoceduo.it/Aulin.htm

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