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Il fiume carsico del satanismo

Magodi Marco Politi in “il Fatto Quotidiano” del 29 gennaio 2013 –
Dicono di no, assicurano che l’Abruzzo non ha tradizioni sataniste, ma un filo di paura che il pezzetto di stoffa intriso di sangue di Wojtyla – rubato da una chiesetta del Gran Sasso – possa servire per un rito satanico, permane.

Un insegnante di religione, coordinatore dell’Osservatorio antiplagio, Giovanni Panunzio ha già messo in fila tutto: il fulmine sul dito della statua monumentale del Redentore a Rio de Janeiro, l’attacco del corvo nero e del cattivo gabbiano, che hanno fatto a pezzi le colombe lanciate dai bambini con il papa domenica scorsa dopo l’Angelus e – adesso – il furto della reliquia dell’attentato contro papa Wojtyla, che anch’egli attribuiva la cospirazione di Ali Agca in ultima analisi al demonio.

Il tempo, corre voce, sarebbe ottimale per un’impresa malvagia, perché tra il 25 e il 29 gennaio cade il capodanno di Satana. Vedremo. Ma l’episodio ha riacceso i fari sul fenomeno del satanismo, più che mai carsico nell’opinione pubblica: se ne parla in occasione di delitti efferati legati a invasamenti magici e poi tutto cade nell’oblio. Meno si sa e più corrono le leggende, possibilmente pruriginose.

Le iniziazioni nude, il segno 666 tracciato sulla fronte con il sangue, i matrimoni “a tre” in tutte le combinazioni possibili, il Vangelo del male su cui prestare giuramento, il catechismo amorale che esalta il vizio e la brama di ricchezza. Massimo Introvigne, che da decenni studia la questione, ha steso una mappa precisa dei gruppi diabolici. Si va dai “Bambini di Satana” al misterioso “Ierodule di Ishtar” avvistato a Pescara e composto da sole donne, fino ad arrivare al “Tempio di Set” filiale di una potente organizzazione americana che avrebbe celebrato riti satanici nei sotterranei dello stadio San Paolo a Napoli.

È possibile fare un censimento degli adoratori del diavolo? È difficilissimo, soprattutto perché nel fenomeno confluiscono tendenze varie: riti di magia bianca e magia nera, spiritismo, culti luciferini veri e propri, forme differenti di spiritismo. Si tratta in gran parte di gruppi che riuniscono poche decine o centinaia di persone.

A Torino, città demoniaca per eccellenza (così vuole la fama e l’autocompiacimento), Massimo Introvigne accredita al massimo seicento seguaci ai due rami della “Chiesa di Satana”, particolarmente impegnata a profanare crocifissi e bestemmiare il nome di Dio. Complicato moltiplicare le cifre torinesi sulla mappa italiana intera. Si va a occhio. Senza contare il “satanismo fai da te”, espressione di gruppi giovanili che si inventano un culto raffazzonato da Internet, spesso innocuo, ma che può anche portare a delitti efferati come quello commesso a Chiavenna da tre giovanissime infatuate di Marylin Manson, croci rovesciate, scritte blasfeme, che nel 2000 assassinarono la suora sessantunenne Maria Laura Mainetti per versare “sangue… sangue vero”.

L’aspetto interessante e inquietante è che lo sviluppo della società tecnologica non ha portato affatto alla sparizione dell’irrazionalismo e della fuga nella dimensione magica. Basti pensare al fatto che quasi un terzo degli italiani frequenta in maniera più o meno sporadica astrologhi, maghi, imbonitori della fortuna magari sotto forma della schedina del totocalcio.

In ogni caso la Chiesa cattolica da qualche tempo sta rafforzando la pattuglia degli esorcisti presenti nelle diocesi. Non per incoraggiare l’ossessione diabolica, spiega il vescovo-teologo Bruno Forte, segretario generale del prossimo Sinodo sui problemi della famiglia, ma anzi per fare la cernita di chi non è posseduto dal demonio e indirizzare chi ne ha bisogno a un “intervento psicologico o psichiatrico”.

E tuttavia la Chiesa non rinuncia a dare un nome preciso a quello che viene chiamato mysterium iniquitatis, il mistero insondabile del Male. È solo un’assenza di bene o una deviazione psichica? O c’è qualcosa di più tremendo nell’animo umano, che spinge uomini e donne a fare ciò che le bestie non farebbero mai? Francesco nomina spesso il diavolo come essenza negativa. Già dal secondo giorno di pontificato. “Non dobbiamo rendere la cosa così facile – ha detto tempo fa – non
possiamo liquidare tutto come se si trattasse di malati psichici e non di indemoniati”.

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