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Il Gesuitico Renato Ruggiero e l’OMC

Renato Ruggiero (Napoli, 9 aprile 1930 – Milano, 4 agosto 2013) è stato un diplomatico e politico italiano, che, dopo aver raggiunto i massimi gradi della carriera diplomatica, è stato direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) dal 1995 al 1999, e più volte ministro.
Il WTO è l’ennesimo arnese gesuitico che ha lo scopo di smantellare gli stati nazionali. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization, WTO), a cui aderiscono 161 Paesi, è nata nel 1995 per sostituirsi al GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) che dal 1948 al 1994 è stato lo strumento per facilitare e regolamentare il commercio internazionale. Da wikipedia leggiamo:

 

Obiettivo generale dell’OMC è quello dell’abolizione o della riduzione delle barriere tariffarie al commercio internazionale; a differenza di quanto avveniva in ambito GATT, oggetto della normativa dell’OMC sono, però, non solo i beni commerciali, ma anche i servizi e le proprietà intellettuali.
[…]
L’OMC promuove la globalizzazione dell’economia, la liberalizzazione commerciale (tranne i casi di paesi “canaglia” che ne siano esclusi o fatti salvi quegli accordi che privilegino alcuni paesi, specie del nord del mondo, a danno di altri), la libera circolazione dei capitali, da alcuni considerati problematici per le conseguenze sui mercati del lavoro e sull’ambiente naturale.

[…]Di fatto il WTO si configura come una organizzazione sovranazionale dotata di potere di coercizione sugli stati.”

Dopo la sua morte, sembra che Ruggiero sia stato completamente dimenticato, ma il suo curriculum lo posiziona ai vertici della burocrazia globalista impegnata nell’edificazione del nuovo ordine mondiale vaticano gesuitico.
Da un articolo de La Repubblica del 10 giugno 2001, leggiamo:

 

“Settantuno anni, sposato, tre figli (Riccardo è l’amministratore delegato di Infostrada), Ruggiero si è formato dai gesuiti. L'”italiano più famoso nel mondo”, è stato nominato baronetto dalla regina Elisabetta nel 1980 per riconoscenza al ruolo svolto nell’ingresso di Londra nella Cee nel 1972.
Proprio a Bruxelles si è svolta infatti una parte importante della sua carriera diplomatica: capo gabinetto dell’allora presidente della Commissione, Franco Malfatti (1970), portavoce del presidente Roy Jenkins, negoziatore dell’ingresso dell’Italia nello Sme.”

In un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, dal titolo Dalle Banane a Internet, leggiamo cosa dice Ruggiero di se stesso:

 

C’è chi demonizza la globalizzazione e chi l’esalta...

«Mi permetta una premessa e una serie di considerazioni. La premessa: sono un cattolico educato da benedettini e gesuiti. Mi creda: non ho mai provato un conflitto interiore tra ciò che il mio ruolo mi imponeva di fare e il Magistero sociale della Chiesa. Per quel che riguarda la globalizzazione…».

È buona o cattiva?

«Siamo realisti. Sia pur con forme diverse, il processo di globalizzazione esiste da secoli. Oggi ha sviluppi frenetici. Va governato, questo sì. Tenendo presente che può essere una via di pace, oltre che di sviluppo».

In un articolo apparso sul corriere della sera l’8 luglio 2001, in risposta ad una suora anti g8 e antiglobalizzazione, il nostro Ruggiero inizia così:

“Gentile Suor Patrizia Pasini, Le scrivo questa lettera aperta anche come cattolico, educato dai Benedettini prima e dai Gesuiti dopo, per esprimere rispettosamente il mio dissenso a talune Sue affermazioni apparse ieri sul Corriere.

Prima di Ruggiero alla guida del WTO vi era stato Peter Denis Sutherland, educato dai gesuiti al Gonzaga College di Dublino. Da un articolo sul Dailymail leggiamo a proposito di Sutherland:

Peter Sutherland

“Nato a Dublino nel 1945, fu educato dal Gonzaga College dei gesuiti, che prende il nome da un nobile italiano del 16° secolo canonizzato per aver dedicato la sua vita al servizio degli appestati…”

Per darvi prova di che uomo di razza europeista e globalista sia stato Ruggiero vi invitiamo a leggere la sua biografia per intero dal sito del Ministero degli Affari Esteri  (non è citata la sua morte):

  • Renato Ruggiero, attualmente Presidente di Citigroup in Svizzera, Vice Presidente della Citigroup European Investment Bank e Presidente del Comitato Consultivo Internazionale di UniCredit, è nato a Napoli il 9 aprile 1930. Dopo aver conseguito la laurea in Legge all’Università di Napoli nel 1953, entra nella carriera diplomatica italana.
  • Il suo primo incarico all’estero è stato al Consolato italiano a San Paolo, in Brasile. Nel gennaio 1959, viene assegnato all’Ambasciata italiana a Mosca, dove si occupa dei negoziati sulla normalizzazione dei rapporti culturali e commerciali tra l’Unione Sovietica e l’Italia durante gli anni della destalinizzazione, la crisi di Berlino e il potenziale confronto sino-sovietico. Nel 1962 è inviato all’Ambasciata italiana a Washington, dove è testimone dell’ultima fase dell’amministrazione Kennedy, degli sviluppi della crisi dei missili a Cuba, delle relazioni Est-Ovest e della guerra del Vietnam.
  • Nel 1964 ritorna a Roma come Capo-segreteria della Direzione Generale per gli Affari Politici del Ministero. Nel 1966 viene inviato all’Ambasciata d’Italia a Belgrado, dove segue gli sviluppi della guerra fredda e degli eventi della “Primavera di Praga” del 1968.
  • Dopo un breve periodo a Roma, comincia nel 1969 la seconda fase della sua carriera diplomatica. Inviato alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso la Comunità europea, negozia il “Regolamento sulla sicurezza sociale dei lavoratori migranti”. Nel luglio 1970 è nominato Capo di Gabinetto del Presidente della Commissione europea Franco Malfatti. In questo ruolo, partecipa ai negoziati che portano all’entrata di Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda nella CEE, allo sviluppo del primo progetto di Unione europea economica e monetaria e al lancio ufficiale del progetto di un Unione Europea al Vertice europeo di Parigi del 1972.
  • Dopo un breve periodo come Consigliere politico del Presidente della commissione europea, Sicco MANSHOLT, viene designato Direttore Generale per la Politica Regionale alla Commissione Europea a Bruxelles. In questo ruolo ha negoziato e costituito, insieme al Commissario George Thomson, il Fondo Europeo per lo Sviluppo delle Regioni, il più importante strumento di supporto finanziario per le regioni meno sviluppate in Europa.
  • Nel 1977 diviene Portavoce del Presidente della Commissione Europea, Roy Jenkins, che assiste nei negoziati per il lancio del Sistema Monetario Europeo.
  • Tra il 1978 (anno in cui fa ritorno al Ministero a Roma) e il 1987, Ruggiero ha occupato differenti posizioni ai più alti livelli della diplomazia italiana: negozia l’entrata dell’Italia nel Sistema Monetario Europeo, è consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri e Capo di Gabinetto di due Ministri degli Esteri. Nel 1980 viene nominato Ambasciatore e ritorna a Bruxelles come Rappresentante Permanente dell’Italia presso la Comunità Europea. Dopo tale incarico, durato quattro anni, diviene Direttore Generale per gli Affari Economici al Ministero degli Esteri a Roma (1984-1985) e in seguito raggiunge il più alto incarico nella carriera quando diviene Segretario Generale del Ministero degli Esteri (1985-1987). Durante questo periodo è stato anche il Rappresentante personale del Presidente del Consiglio a sette Vertici del G7, e Presidente della Commissione Esecutiva dell’OCSE a Parigi.
  • Nel 1987, l’ Ambasciatore Ruggiero ha assunto la carica di Ministro per il Commercio Estero, incarico che mantiene fino il 1991. Durante questo periodo, completa l’applicazione del programma italiano di liberalizzazione del commercio estero e dei movimenti di capitale.
  • Dopo aver ricoperto vari incarichi di governo, Renato Ruggiero lascia la carriera diplomatica e entra nel Consiglio di amministrazione della Fiat e di molte altre compagnie italiane, europee e americane, con incarichi sia di dirigenza che di consulenza.
  • Nel 1995 l’Ambasciatore Ruggiero è eletto Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio a Ginevra dai suoi 130 Stati membri e ricopre l’incarico fino al 1999. Durante tale periodo, promuove la costruzione di un meccanismo di composizione delle controversie commerciali basato sul diritto invece che sui rapporti di forza. Ha anche promosso l’ulteriore coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo nei flussi commerciali e la liberalizzazione del commercio con i 48 Paesi meno sviluppati. Inoltre, l’Ambasciatore Ruggiero ha aperto un dialogo istituzionale con le Organizzazioni non governative. Durante il periodo in cui l’Ambasciatore Ruggiero è stato alla testa dell’OMC sono stati liberalizzati su scala globale le telecomunicazioni, le tecnologie informatiche e i servizi finanziari.
  • In seguito al suo incarico all’OMC, l’Ambasciatore Ruggiero è stato nominato Presidente dell’ENI. Ha lasciato tale incarico nel settembre del 1999 per assumere quelli di Vice-Presidente internazionale e Presidente per l’Italia di Schroder Salomon Smith Barney. Da allora ha fatto anche parte dei consigli di amministrazione e comitati consultivi di diverse importanti compagnie in Italia e nel resto del mondo.
  • Nel giugno 2001, l’Ambasciatore Ruggiero è stato nominato Ministro degli Affari Esteri dell’attuale Governo italiano, incarico dal quale si è dimesso il 5 gennaio 2002.
  • A riconoscimento del suo contributo alla vita pubblica, il Presidente della Repubblica Italiana ha insignito l’Ambasciatore Ruggiero con l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce. Anche vari Governi stranieri hanno riconosciuto il suo impegno per la causa del commercio internazionale e della diplomazia. Sua Maestà la Regina Elisabetta II gli ha attribuito il riconoscimento onorario di Cavaliere Comandante dell’Ordine di San Michele e San Giorgio; Sua Maestà l’Imperatore del Giappone Hirohito lo ha insignito del Gran Cordone dell’Ordine del Sacro Tesoro; e Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Equestre di San Gregorio Magno.

Dalla Biografia di Ruggiero su wikipedia leggiamo che egli fu decorato da due Ordini che fanno capo alla Santa Sede.

Ruggiero era Cavaliere di Gran Croce del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Dal sito dell’Ordine leggiamo:

“Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un Ordine Equestre le cui origini, per tradizione, vengono fatte risalire all’Imperatore Costantino, dopo l’apparizione della Croce a Saxa Rubra, ed è pertanto considerato uno dei più antichi ordini cavallereschi.
Si propone la propagazione della Fede e la glorificazione della Croce e dà il suo contributo d’azione e di attività nelle opere di Assistenza Sociale e Ospedaliera.
Il più antico documento conosciuto, relativo ai Cavalieri Costantiniani, risale al 1190 ed è lo statuto riformato dall’Imperatore d’Oriente Isacco IV Angelo Flavio Comneno. Il Gran Magistero passò di padre in figlio nella dinastia dei Comneno fino all’ultimo di loro, il quale, per evitarne l’estinzione in mancanza di successori, lo trasferì al Duca di Parma Francesco Farnese. Il passaggio fu sanzionato con la bolla “Sincerae Fidei” del 24 ottobre 1697 da Papa Innocenzo XII. Il Papa Clemente XI, già Cardinale Protettore dell’Ordine, con la bolla “Militantis Ecclesiae” del 27 maggio 1718, pose l’Ordine sotto la protezione della Santa Sede e accordò privilegi abbaziali al Gran Priore. Antonio Farnese, ultimo Duca di Parma, trasferì la suprema dignità dell’Ordine a Carlo di Borbone, figlio della nipote Elisabetta Farnese e di Filippo V Re di Spagna che, salito al Trono di Napoli, vi stabilì la Sede dell’Ordine e nel 1759 trasferì i suoi diritti al figlio Ferdinando IV.
A lui succedettero Francesco I (1825 1830), Ferdinando 11(1830-1859) e Francesco 11(1836-1894), ultimo Re delle Due Sicilie.
L’unificazione italiana privò l’Ordine Costantiniano dei suoi beni materiali, ma la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie ne conservò il Gran Magistero poiché esso costituisce un Ordine Dinastico Familiare.
La Santa Sede, in varie occasioni, riconobbe la legittimità della continuazione dell’Ordine sotto il Gran Magistero del Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie.
Attuale Gran Maestro è il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, successore del Suo Augusto Genitore il Principe Ferdinando (1926-2008) successore del Suo Augusto Genitore il Principe Ranieri (18831973), a sua volta successore del Suo germano, il Principe Ferdinando Pio (1869-1960) che aveva ereditato la Suprema Dignità da S.A.R. il Conte di Caserta Alfonso di Borbone (1841-1934), fratello di S.M. Francesco II, ultimo Re di Napoli.
La sede del Gran Magistero è presso il Gran Maestro e quella della Gran Cancelleria è in Napoli. La segreteria operativa è in Roma, Via Sistina 121.”

Ruggiero era Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Gregorio Magno, un’Ordine Cavalleresco della Santa Sede:

“Esso venne fondato da papa Gregorio XVI il 1º settembre 1831, dopo appena sette mesi dalla sua elezione, mediante il breve Quod summis. L’Ordine di San Gregorio Magno è ancora oggi uno dei cinque ordini pontifici della Chiesa cattolica, precede l’Ordine di San Silvestro. Secondo il cerimoniale diplomatico è un ordine di prima classe. L’ordine è riservato a uomini e donne di religione cattolica (rarissimi sono i casi di conferimento a non cattolici) in riconoscimento per il loro servizio alla Chiesa, per impieghi straordinari, in supporto alla Santa Sede e per il loro buon esempio presso le comunità e nel paese. È riservato a cattolici di distinta condizione, anche se non sono richiesti requisiti nobiliari. È concesso anche a militari solo a partire dal grado di maggiore. Gode del privilegio del saluto militare da parte delle guardie svizzere e della precedenza sull’Ordine di San Silvestro, sull’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e sull’Ordine di Malta. I cavalieri di gran croce godono del trattamento di “Eccellenza”.
Il motto dell’Ordine è Pro Deo et Principe (Per Dio e per il sovrano).
I membri dell’Ordine non avevano particolari privilegi, ma è curioso notare che a loro venne riconosciuto il diritto di cavalcare sin dentro la basilica di San Pietro a Roma, un privilegio ad ogni modo usato di rado e presto annullato. Tuttora godono di precedenze durante le cerimonie.”

Dalla biografia di wikipedia estraiamo anche i seguenti passaggi:

“L’11 giugno 2001 Renato Ruggiero è chiamato da Silvio Berlusconi a ricoprire la carica di Ministro degli esteri nel suo secondo governo. Tale nomina sorprende favorevolmente gli ambienti politici, sia per l’indiscusso prestigio del neo-ministro, sia per la sua sostanziale indipendenza dai partiti politici. Ma dopo appena sei mesi, Ruggiero rassegna le dimissioni per incompatibilità della sua politica europeista e liberista con il localismo del partito di governo della Lega Nord[3].
Tra il
2006 e il 2008, Ruggiero ha ricoperto l’incarico di consigliere per la Costituzione europea del Presidente del Consiglio Romano Prodi[2]. All’epoca si trovava in Svizzera, in qualità di presidente di Citigroup e vicepresidente della Citigroup European Investment Bank; in Italia era presidente del Comitato consultivo internazionale di UniCredit.

Qui sotto vi riportiamo per intero un articolo dal titolo Il Vaticano entra nel tempio dei commerci mondiali, tratto dal corriere della sera, datato 17 luglio 1997:

 

COME “OSSERVATORE” NEL WTO Il Vaticano entra nel tempio dei commerci mondiali MILANO – Sembra che le porte del tempio si socchiudano ai mercanti. Almeno per iniziare un minimo di colloquio. Ieri, la Citta’ del Vaticano ha ottenuto lo status di osservatore presso la Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio. “Un passo di grande rilievo”, secondo Renato Ruggiero, il direttore generale di questa specie di Onu dell’economia che promuove la liberalizzazione dei commerci, ne fissa le regole e cerca di farle rispettare. Piu’ che economica (il Vaticano non ha sostanzialmente commercio estero), l’importanza dell’evento e’ politica. Se nel mondo cercate il cuore della globalizzazione, infatti, questo probabilmente lo troverete a Ginevra, nella sede della Wto. Se al contrario cercate l’universita’ dell’opposizione al libero mercato planetario, questa probabilmente la rintraccerete a Roma, presso la Santa Sede. Ora, il fatto che il Vaticano abbia voluto rompere le barriere e avere un seggio che gli permettera’ di partecipare, con diritto di parola, alle sessioni del Consiglio generale e alle riunioni ministeriali dell’Organizzazione significa che la Chiesa cerca un confronto con le forze che guidano la liberalizzazione, non l’opposizione frontale. Il nunzio vaticano che ha seguito l’adesione alla Wto l’ha sostenuta citando una frase di Giovanni Paolo II: “Un mercato mondiale che sia organizzato con equilibrio e buone regole puo’ portare, con il benessere, lo sviluppo culturale, la democrazia, la solidarieta’ e la pace”. Ruggiero spiega il desiderio della Santa Sede di aderire alla Wto proprio con il fatto che e’ li’ dove si gioca un pezzo non indifferente del futuro del pianeta. “Credo – dice – che il Vaticano sia voluto entrare a tutti i costi nella Wto per le stesse motivazioni per le quali vogliono entrare i cinesi: perche’ stiamo scrivendo le regole del commercio che varranno nella fase dell’economia globale. Ed e’ importante partecipare a questo processo”. In altri termini, il Vaticano ha scelto la Wto per gettare la propria influenza su un processo economico che sta cambiando il pianeta, soprattutto quella dei Paesi in via di sviluppo che stanno particolarmente a cuore a Papa Wojtila. Le critiche al “mercato selvaggio”, che sono spesso partite da esponenti della Chiesa, troveranno insomma non solo una tribuna da cui esprimersi ma soprattutto una specie di parlamento mondiale dell’economia da influenzare. Anche perche’ l’Organizzazione guidata da Ruggiero non discute solo di commercio e di capitalismo. Attualmente, tra l’altro, si sta occupando di biodiversita’, di bioetica, di protezione dell’ambiente, di clausole sociali. E ha istituito un comitato per la trasparenza degli appalti pubblici nel mondo. Argomenti sui quali il Vaticano sicuramente ha piu’ di un’opinione da esprimere.

Taino Danilo”

Da La Repubblica del 17 luglio 1997, leggiamo l’articolo LO STATO VATICANO ENTRA NEL WTO:

 

“CITTA’ DEL VATICANO – Nuovo riconoscimento internazionale per la Santa Sede. Il minuscolo Stato vaticano, già presente con propri nunzi apostolici all’ Onu e negli organismi europei, ha ottenuto lo status di osservatore nell’ organizzazione mondiale del commercio (Wto), con sede a Ginevra, in Svizzera. L’ annuncio è stato dato ieri e il prelato designato a rappresentare la Santa Sede presso l’ organismo, monsignor Giuseppe Bertello, ha subito partecipato a pieno titolo ad una prima riunione del Wto, sotto la direzione dell’ italiano Renato Ruggiero. L’ esordio del Vaticano nell’ importante organismo commerciale è stato salutato con parole assai lusinghiere dallo stesso Ruggiero: “La Santa Sede – ha detto tra l’ altro il direttore del Wto – ha sempre svolto un ruolo eccezionale nei rapporti internazionali ed ha apportato contributi di valore inestimabile al sistema delle Nazioni Unite… gli sforzi della Santa Sede in favore della pace e dello sviluppo – ha aggiunto Ruggiero – sono ben noti al Wto che accetta con grande piacere nei suoi ranghi” il rappresentante pontificio. Monsignor Bertello, dal canto suo, nel suo primo intervento ha sottolineato che “la Santa Sede, nell’ ambito della sua attività internazionale, ha sempre seguito con attenzione lo sviluppo dei rapporti commerciali e l’ operato delle organizzazioni che vi sono preposte, perché è convinta dell’ importanza di un ordine economico internazionale giusto come fattore di pace e di sviluppo tra i popoli”. L’ arrivo del Vaticano nel Wto è stato accolto da applausi, ma anche da qualche segnale di nervosismo. I primi appunti sono arrivati, infatti, dai rappresentanti dei paesi islamici o induisti come l’ Egitto e l’ India, che hanno subito chiesto che nel Wto ora vengano ammessi la Conferenza islamica e l’ Organizzazione degli Stati africani.”

leggi anche:

Il Fondo Monetario Internazionale del Vaticano

I Gesuitici Draghi e Ciampi: i veri artefici della distruzione dell’Italia

Il Pensiero moderno del “free market” Gesuitico e Francescano
http://nwo-truthresearch.blogspot.it/2015/06/il-gesuitico-renato-ruggiero-e-lomc.html
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