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Il giornalista Agi Paolo Borrometi riceve il premio Ambrosoli 

Milano – Paolo Borrometi da due anni e mezzo è sotto scorta per aver raccontato con le sue inchieste le infiltrazioni della mafia nella provincia di Ragusa, di cui è originario. Cronista dell’Agenzia Italia e direttore del sito “La Spia”, sulle cui pagine ha scritto articoli che hanno portato allo scioglimento di comuni come quello di Scicli, ha ricevuto a Milano, al Piccolo Teatro Grassi, la menzione speciale del Premio Giorgio Ambrosoli. “Dedico questo riconoscimento a chi cerca di fare solo ed unicamente il proprio lavoro – ha detto Borrometi – Ecco ciò che Giorgio Ambrosoli ci ha insegnato ed è quanto soprattutto un giornalista deve fare: guardare la realtà, studiarla e raccontarla”. Il cronista, 33 anni, è stato costretto a trasferirsi a Roma ed è oggi oggetto di un duro programma di protezione, ma continua a lavorare alla sua e ad altre inchieste: “Un giornalista che vede e non racconta non solo non farà il proprio lavoro – ha continuato – ma avrà la responsabilità di non aver informato ed un popolo informato è un popolo libero di scegliere da che parte stare”.

Insieme a Borrometi sono stati premiati altri 13 persone. Quattro i riconoscimenti assegnati, 2 i premi speciali, 5 le menzioni e una novità, il premio europeo assegnato al giornalista scozzese Andrew Jennings.Tra i primi quattro Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi e oggetto di intimidazioni mafiose; Vincenzo Ciotola, preside dell’Istituto Tecnico Informatico Galileo Ferraris di Scampia; Adriana Musella, figlia dell’imprenditore ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1982 a Reggio Calabria, e attivista del coordinamento nazionale antimafia; infine Mariella Russo, preside “coraggio” dell’istituto comprensivo di Rosarno, nella piana di Gioia Tauro, terra fra le più martoriate dalla mafia imperante negli affari del porto. 

Fra i menzionati speciali, oltre a Paolo Borrometi, l’imprenditore del Vibonese e testimone di Giustizia Salvatore Barbagallo. Ricevono un riconoscimento anche Luigi Nocerino e Andrea Franzoso, di Ferrovie Nord Milano, licenziati perche’ hanno denunciato le situazioni di illegalita’ dell’azienda in cui lavoravano dando avvio ad un’inchiesta della magistratura.

Presenti alla cerimonia di consegna dei premi la vedova Annalori e il figlio dell’avvocato assassinato nel 1979, Umberto Ambrosoli, ex candidato presidente di Regione Lombardia e ora presidente di banca BPM. “I premiati di quest’anno sono per noi linfa vitale di legalita’. Perche’ fanno e non commemorano, con il loro esempio. E sono testimoni e continuatori ogni giorno dell’azione di Giorgio Ambrosoli” ha detto Annalori Ambrosoli, presidente del Premio in apertura dell’evento.

Per approfondire: 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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