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Il giorno di Mattarella per il Colle. Renzi "Convergete su di lui"

(AGI) – Roma, 31 gen. – Oggi quarta votazione per eleggere il Presidente della Repubblica, potrebbe essere il giorno di Sergio Mattarella. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri ha rivolto un appello ai partiti per convergere sul candidato del Pd; il quorum scende a 505 voti. Ieri, il giorno delle possibili imboscate si e’ risolto in una routine che rasenta la noia: i voti sono quelli, ed e’ difficile che decrescano nella notte in cui il quorum scende fino alla maggioranza semplice. Bastano da ora 505 suffragi, e non pare che ci possano essere sorprese dell’ultima ora per Sergio Mattarella. Anche se Forza Italia tiene il broncio, anche se l’Ncd ostenta dubbi e lascia trapelare desideri che quei dubbi vengano fugati. Alla fine della giornata i numeri parlano di circa 530 bianche, una settantina di dispersi, una trentina di nulle. Poi 120 al candidato dei grillini, Imposimato, una cinquantina al Vittorio Feltri messo in campo da Fdi e Lega, oltre 30 a Luciana Castellina, 23 a Emma Bonino e 22 all’uomo simbolo dei socialisti, Barani. Ma la cronistoria delle elezioni per il Colle insegna che dalla terza in poi vengono meno le candidature di bandiera ed iniziano le convergenze sui candidati forti. Questa volta di candidati forti poi ce n’e’ uno solo, e quindi il pacchetto dei consensi di Sergio Mattarella dovrebbe diventare sufficientemente pingue. Anche perche’ in serata Matteo Renzi ha lanciato un appello all’unita’, concetto raramente spolverato dal premier in questi mesi di governo. “Finite le prime tre votazioni, siamo arrivati al momento chiave”, spiega. Definisce quindi Mattarella “un servitore dello Stato” ed auspica che “divenga il Presidente della Repubblica con un voto ampio di settori della maggioranza e dell’opposizione”. Insomma, la richiesta e’ per la creazione, attorno al suo nome, “la piu’ ampia convergenza possibile per il bene comune dell’Italia”. I destinatari, per una volta, non sono i dissidenti del Pd, schierati e compatti in quella che sentono come anche una vittoria loro, ma gli alleati dell’Ncd e quella Forza Italia che, finora, sulle riforme ha dato piu’ di una mano al governo. Giovanni Toti, in verita’, respinge subito il ramoscello d’olivo, definendolo tardivo. Ma prima FI aveva deciso di non partecipare nemmeno al voto, escludendo cosi’ la possibilita’ che nel segreto dell’urna qualcuno il nome di Mattarella se lo facesse scappare. Poi invece e’ tornata sui suoi passi, annunciando la quarta scheda bianca in altrettante votazioni. Area Popolare, un po’ piu’ tardi, lascia intendere che poi il candidato non e’ del tutto indigesto. Ed anche nel M5S qualcuno fa la stessa osservazione. Oggi la quarta potrebbe essere quella buona. (AGI) .
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