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Il governo giallo-verde ancora non c'è, ma già litiga con l'Europa

Bonaccia piena: all’indomani degli infruttuosi colloqui al Quirinale, dove Sergio Mattarella ha dovuto prendere atto che il governo giallo-verde è di là da venire, il lavorio di Matteo Salvini e Luigi Di Maio prosegue sotto traccia. Senza colpi di scena, senza pathos nonostante le difficoltà. Quasi nella noia, se non fosse per Bruxelles.  

L’Europa cita Mattarella

Dopo giorni di silenzio ufficiale, di preoccupazioni celate, Bruxelles entra prepotentemente nel dibattito italiano, scatenando le ire di Matteo Salvini con un attacco corale, a più voci.

A suonare il primo campanello d’allarme è in mattinata il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, che chiede esplicitamente all’Italia di “mantenere la rotta” degli ultimi anni “riducendo gradualmente il deficit e il debito”. L’Italia “ha il secondo debito pubblico” della zona euro: “È molto chiaro che in questa fase di crescita economica deve metterlo in discesa”.

Si tratta dello “stesso approccio adottato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, sottolinea Dombrovskis, “ha enfatizzato durante il processo di formazione del governo la necessità di mantenere gli impegni europei”.

Altolà anche sugli immigrati

Alle raccomandazioni sulla tenuta dei conti si aggiungono le parole del commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulus, da sempre sostenitore delle politiche in tema di migranti del ministro dell’Interno, Marco Minniti. Il commissario greco ha ribadito il suo sostegno al nostro Paese per quanto fatto in materia di gestione dei flussi, auspicando che con il nuovo governo “”non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria”.

Salvini duro. E anche Di Maio alza il tono

Immediata la replica di leader leghista: “Ennesima inaccettabile interferenza dei non eletti. Abbiamo accolto anche troppo, ora è tempo della legalità e dei respingimenti”. Dopo Salvini, anche il leader M5s, Luigi Di Maio, replica ai moniti Ue: “In questi giorni non c’è un solo giornale che non tifi per il fallimento di questo tavolo, abbiamo attacchi continui da qualche eurocrate non eletto da nessuno”, dice Di Maio in un video su Facebook. “Financial Times dice che ‘arrivano i barbari a Roma’, come vi permettete? Più arrivano questi attacchi e più sono motivato. Ci riusciremo? Non lo so – prosegue Di Maio – ma più ci attaccano e più sono motivato perché vedo tanta paura da parte di un certo establishment ma chi non vuole il cambiamento è nostro nemico. Da una parte c’è il coraggio e dall’altra la paura, ma questo è il momento del coraggio”, aggiunge Di Maio. 

Il Pd invece riscopre il gusto di andare all’attacco

“M5s e Lega non possono più perdere tempo e devono dismettere la campagna elettorale permanente, per dire chiaramente se la loro ipotesi di governo è fallita”. A Salvini risponde da lontano il segretario reggente del Pd Maurizio. Il suo partito sembra riscoprire, dopo tanto tempo, il gusto di chi può attaccare con facilità le difficoltà altrui.

Non a caso il capogruppo Pd alla Camera Graziano Del Rio, accanto a Martina, non manca di sottolineare: “Auspichiamo, se si continua a perdere tempo, che i partiti riconsiderino la proposta del presidente della Repubblica, che è l’unica seria sul tavolo. Se nasce il governo, la nostra opposizione sarà molto seria”.

Intanto riprendono le trattative tra leghisti e grillini

In contemporanea ricomincia il lavoro al tavolo Lega-M5s per il Contratto di governo. Il documento sarebbe lievitato, dalle iniziali 19, a 39 pagine, con un numero di punti certamente maggiore degli originari 22. Secondo fonti vicine al M5S il disaccordo tra i contraenti si limiterebbe a non più del 5 per cento: Ma in quel 5 percento vi sarebbero però tutti i punti dirimenti, come revisione dei Trattati europei e i costi della politica.

Quanto al nome del Presidente del Consiglio, nessuna novità.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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