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Il kit anti-omofobia a scuola che fa arrabbiare Bagnasco

Educare alla diversitàdi  Redazione  – 26/03/2014 – Il Ministero dell’Istruzione rinvia la diffusione della pubblicazione per insegnanti ‘Educare alla diversità’ scatenando un aspro botta e risposta tra laici e cattolici. Il cardinale parla di «dittatura di genere».

Lotta all’omofobia ed educazione alla diversità per alcuni. Indottrinamento contro la famiglia e la fede religiosa per altri.

Lo scontro tra laici e cattolici s’infiamma ancora una volta in seguito alla diffusione (annunciata e poi rinviata) nelle scuole elementari e media di una serie di opuscoli dal titolo ‘Educare alla diversità‘ curati dall’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, e realizzati dall’istituto Beck di Roma. L’iniziativa della diffusione di un kit informativo rientrava nel piano Strategia nazionale Lgbt 2013-2015

lanciato due anni fa dal governo Monti (e confermata dal governo Letta) con l’obiettivo di indicare a studenti e insegnanti la via per arginare l’intolleranza e il bullismo nelle scuole, e non è affatto piaciuta alla gerarchia vaticana, che, attraverso il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, critica duramente i volumi denunciando una sorta di tentativo di distruzione della famiglia e di incoraggiamento dei ragazzi all’omosessualità.

IL RINVIO DEL MINISTERO – Il dibattito è esploso il 20 marzo, il giorno in cui, come spiega Repubblica, una circolare del Ministero dell’Istruzione ha rinviato «a data da destinarsi» la due giorni di corso di formazione per i docenti prevista per questa settimana (mettendo, di fatto, al bando la pubblicazione). La decisione era in parte anche prevedibile, considerata la reazione critica di diversi parlamentari della maggioranza che da mesi avevano già cominciato a presentare alla Camera e al Senato interrogazioni per impedire la diffusione degli opuscoli ‘Educare alla diversità’, progetto lanciato a sua volta con una circolare del Ministero che, il 18 dicembre scorso, annunciava la ‘Settimana nazionale contro ogni forma di violenza’. A farsi vivi negli ultimi giorni sono stati soprattutto la deputata del Pd Michela Marzano, con un’interpellanza depositata a Montecitorio, ma anche il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, vicino ad Ncd e Angelino Alfano.

LA DENUNCIA DEI VESCOVI – Poi è giunto l’allarme di Bagnasco, ovvero una denuncia dell’apertura della scuola alla «dittatura di genere», alla ‘normalizzazione’ dell’omosessualità, alla diffusione di «preconcetti contro la famiglia e la fede religiosa». La denuncia, insomma, di una vera e propria «strategia persecutoria contro la famiglia». «Viene da chiederci con amarezza – ha affermato il presidente della Cei – se si vuol fare della scuola dei ‘campi di rieducazione’, di indottrinamento». «Ma i genitori – ha chiesto il cardinale – hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati?». Parole confermate anche dal vescovo di Parma Enrico Solmi, che, parlando con Repubblica, ha affermato che l’educazione affettiva e sessuale «è un compito primario della famiglia»: «Sono i genitori ad essere i primi educatori dei figli. La scuola, lo stato, tantomeno un’associazione, non possono proporre percorsi da loro non condivisi e in qualche modo rischiare di sostituirsi a loro».

IL PARERE DEI LAICI – Non sono rimasti a guardare i difensori dell’iniziativa. Il viceministro alle Riforme Ivan Scalfarotto è intervenuto nel dibattito sostenendo che «l’idea di un contraddittorio nelle scuole tra posizioni diverse sulle lotte all’omofobia fa a pugni con il buon senso». Enzo Cucco, presidente dell’associaizone Certi Diritti ha invece criticato il silenzio della gran parte della coalizione di governo. Il filosofo Gianni Vattimo, europarlamentare, ha dichiarato: «Sarebbe molto meglio che gli insegnanti di tutte le scuole ricevessero una formazione adeguata sull’omosessualità. Il rinvio dei corsi è un terribile errore».

IL CONTENUTO DEI VOLUMI – Sul contenuto dei volumi ‘Educare alla diversità a scuola’ Il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Valerio Cattano, spiega:

Le tematiche si sviluppano in cinque schede che trattano le “linee-guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze” attraverso altrettanti capitoli: le componenti dell’identità sessuale; omofobia: definizione, origini e mantenimento; omofobia interiorizzata: definizione e conseguenze fisiche e psicologiche; bullismo omofobico: come riconoscerlo e intervenire; adolescenza e omosessualità. Si legge che non basta più “Essere gay friendly (amichevoli nei confronti di gay e lesbiche), ma è necessario essere gay informed (informati sulle tematiche gay e lesbiche). Lo scopo è avere un manuale contro il bullismo che si accanisce contro i “diversi” tanto che a pagina 18 c’è un vero e proprio manifesto scolastico contro il bullismo. “Bisogna che l’insegnante riveda la scheda sul bullismo. È importante, inoltre, che l’insegnante sia molto chiaro e deciso nello spiegare ai suoi studenti i seguenti punti: la scuola non tollera questo tipo di comportamenti. Il bullismo è sbagliato. Prendere in giro, minacciare, picchiare qualcuno, farlo sentire escluso, perché è grasso, perché è un “secchione”, perché è diverso da noi, perché pensiamo che sia omosessuale, è sbagliato. Ognuno ha diritto di essere com’è, ognuno ha qualcosa da insegnarci. Quanto più qualcuno è diverso da noi, tanto più ha da insegnarci. Essere bulli non è “figo”, è stupido”.

http://www.giornalettismo.com/archives/1426927/il-kit-anti-omofobia-a-scuola-che-fa-arrabbiare-bagnasco/

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