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Il Libano va alle urne. Cosa c'è da sapere sulle prime elezioni dopo 9 anni

A nove anni dalle ultime elezioni legislative, domenica 6 maggio i libanesi voteranno per il rinnovo dei 128 seggi del Parlamento. Si vota con una legge proporzionale, che si inserisce nel particolare contesto multi confessionale libanese, nel quale esiste un numero prestabilito di seggi da assegnare ad ogni comunità.

L’attuale ripartizione prevede 64 seggi alla comunità cristiana (34 ai cristiano maroniti, 14 ai greco-ortodossi, 8 ai melchiti, 5 agli armeno-ortodossi, uno a testa per le restanti minoranze cristiane) e 64 seggi alla comunità musulmana (27 ai sunniti, 27 agli sciiti, 8 ai drusi e 2 agli alawiti).

Di seguito, i dati salienti della tornata elettorale:

  • Correranno in totale 583 i candidati, confluiti in 77 diverse liste, nei 15 diversi distretti elettorali in cui è stato suddiviso il Paese. Molte le donne rispetto a nove anni fa, anche se ancora poche rispetto alla popolazione effettiva: sono 83 a fronte delle 12 che si candidarono l’ultima volta.
  • Un candidato non può presentarsi da solo, può unicamente presentarsi in lista con altri. Una lista deve presentare un numero di candidati che copra almeno il 40% dei seggi previsti per quel distretto. Se in un distretto sono previsti 10 seggi, una lista deve presentare almeno 4 candidati
  • Per la prima volta, il ministero dell’Interno sarà l’unico responsabile delle urne elettorali e del conteggio: in precedenza, questo passaggio era svolto dai responsabili delle campagne dei diversi partiti politici.
  • Per la prima volta voteranno i libanesi all’estero.
  • Ogni candidato ha dovuto pagare 5.300 dollari (non rimborsabili) per la sua candidatura.

Le forze in campo

Hezbollah potrebbe essere il partito che trarrà più vantaggio dalla nuova legge elettorale, perché un Parlamento frammentato garantirà che non ci sia alcuna opposizione specifica contro le politiche del partito sciita. Da notare che solo i due movimenti sciiti di Amal ed Hezbollah hanno presentato liste condivise a livello nazionale. Tutti gli altri partiti hanno formato liste congiunte dal valore contingente a livello locale, scontrandosi invece in altri distretti.

Il partito Futuro del premier Saad Hariri ed il Free Patriotic Movement del presidente Michel Aoun si presentano insieme in quattro distretti e sono rivali in altri quattro. Il Fpm si presenta con Hezbollah e Amal nel distretto di Baabda, mentre compete contro di loro a Nabatiyeh. 

l principale partito druso, il PSP di Walid Jumblatt, appoggia candidati delle Forze libanesi (LF) di Samir Geagea in due distretti e allo stesso tempo sostiene candidati (rivali delle LF) in liste sostenute da Amal ed Hezbollah in due distretti del sud. I due partiti sciiti appoggiano nel distretto del Jabal Lubnan un candidato druso del Partito democratico libanese guidato da Talal Arslan – competitor del PSP di Jumblatt -, che a sua volta si presenta a Nabatiyeh insieme al Fpm e al movimento Futuro, contro i due partiti sciiti. 

I distretti che potrebbero rivelare i risultati più interessanti sono quello di Tripoli, dove il premier Hariri sonderà la sua popolarità facendo i conti con i rivali interni al campo sunnita: l’ex primo ministro Najib Mikati e l’ex ministro della Giustizia Ashraf Rifi; il distretto dello Chouf-Aley, nel quale dovrebbe essere eletto almeno un candidato della lista di indipendenti – giornalisti, attivisti, esponenti della società civile – chiamata Kulna Watani; il distretto di Baalbek-Hermel, roccaforte sciita, in cui però i partiti sciiti di Amal ed Hezbollah potrebbero non realizzare l’en plein, in virtù del diffuso malcontento della popolazione e della competizione con una lista che vede insieme Forze Libanesi e Movimento Futuro, che proveranno a ottenere i seggi non sciiti (quattro su dieci); il distretto di Batroun-Bsharre-Zgharta, nel nord, dove saggeranno la loro popolarità tre probabili futuri candidati alla presidenza della Repubblica nel 2022: a Batroun corre il ministro degli Esteri e genero di Aoun, Gebran Bassil, per ottenere uno dei due seggi cristiano-maroniti, scontrandosi con due candidati forti. A Bsharre dovrebbe essere rieletta Sethrida Geagea, moglie di Samir, che con tutta probabilità concorrerà per la presidenza nel 2022; a Zgharta Suleiman Franjieh – leader del Marada – proverà a far eleggere il figlio Tony.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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