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Il M5S apre alla legge elettorale tedesca

Il Movimento 5 Stelle apre al sistema elettorale tedesco, “quello vero però” e, come è tradizione, chiede agli iscritti di pronunciarsi attraverso una consultazione online che durerà fino alle 19 di domenica, alla vigilia dell’incontro con il Pd. 

Voto subito, niente coalizioni elettorali, proporzionale rigoroso sulla totalità dei seggi della Camera, soglia di sbarramento al 5% e un rafforzamento delle prospettive di governabilità nel rispetto della Costituzione (cioè con l’aggiunta di un premio di maggioranza per chi raggiunge la soglia del 40% o altri metodi di calcolo più selettivi che incrementino il numero dei seggi della prima forza politica). Questa la linea del M5S che rivendica di avere proposto, con il Legalicum, la soluzione più semplice e costituzionalmente più corretta per andare alle urne.

“Il tempo è già scaduto”

“Sulla legge elettorale il tempo è già abbondantemente scaduto e serve chiarezza. Il 4 dicembre il 60% dei cittadini che sono andati a votare hanno detto un chiaro ‘No’ al Governo di Matteo Renzi: si sarebbe dovuti andare subito a votare e invece ci hanno rifilato un governo fotocopia, uguale a quello di Renzi”, si legge in un post sul blog di Beppe Grillo, a firma M5S, “su questo delicato e importante passaggio chiediamo a tutti i nostri iscritti di esprimersi: siete favorevoli all’approvazione di un sistema elettorale di impianto tedesco che sia rispettoso della Costituzione, eventualmente con l’introduzione di correttivi di governabilità costituzionalmente legittimi? La consultazione online sarà aperta domani e domenica dalle 11 alle 19 su Rousseau”. 

In Senato la maggioranza c’è già

Se anche i 5 Stelle dovessero optare per il tedesco, la strada della nuova legge elettorale sarebbe tutta in discesa, forte dell’ampia condivisione auspicata dal presidente del Senato, Pietro GrassoTra i 417 emendamenti al Rosatellum presentati in commissione Affari costituzionali della Camera, il sistema teutonico la fa infatti da padrone. Scorrendo le richieste di modifica presentate dai vari gruppi, infatti, il sistema elettorale alla tedesca figura, più o meno ‘corretto’, tra gli emendamenti presentati da Forza Italia, Mdp, Sinistra Italiana e Alternativa Popolare. Tradotto in numeri, vuol dire che se si optasse per la legge elettorale vigente in Germania, al Senato non ci sarebbe alcun rischio, perché il tedesco o un sistema simile ma comunque fortemente proporzionale, potrebbe contare anche senza i pentastellati su una maggioranza di almeno 170-175 voti se non qualcosina in più, con i sì di Pd, FI, Mdp, SI e Lega.

Il doppio binario del Pd

Il nuovo quadro che si va delineando fa ben sperare Matteo Renzi, convinto che pur di eliminare il Rosatellum e non restare fuori dai giochi i 5 Stelle non alzeranno barricate. Non solo: per il segretario dem l’allargamento dell’area delle forze che convergono sul tedesco sarebbe una vittoria per il Pd, che uscirebbe dalla partita sulle legge elettorale come vincitore. La decisione dei pentastellati si saprà non prima di domenica sera ma l’apertura è già evidentissima dal post che convoca la consultazione, posto che per i pentastellati rimane fondamentale un correttivo a favore della governabilità, “per scongiurare gli inciuci”, scandisce Luigi Di Maio.

Il Pd non ha presentato alcuna proposta esplicita nel dibattito alla Camera ma solo poche richieste di modifica di natura ‘tecnica’, fatta eccezione per singoli deputati, come l’orlandiano Gianni Cuperlo, che chiede modifiche a favore delle coalizioni. L’area che fa riferimento al Guardasigilli, del resto, è contraria non solo a un patto Renzi-Berlusconi, ma anche a buttare nel cestino il Rosatellum. I dem, dunque, confermano la linea del doppio binario: avanti con il Rosatellum fino a prova contraria, ovvero finché non sarà ufficiale l’intesa con Forza Italia e altri partiti sul sistema tedesco o simil-tedesco. L’auspicio è che i tempi siano rapidi, con l’ok finale entro luglio, così da poter andare al voto in autunno.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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