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Il medico che sconsiglia i vaccini può essere radiato

Roma – Il medico che sconsiglia la vaccinazione, se non in casi eccezionali, deve essere sanzionato e rischia fino alla radiazione: è il monito lanciato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) in un documento illustrato a Roma. I vaccini “proteggendo il singolo dalla possibile comparsa di gravi malattie, tutelano la comunita’ attraverso il cosi’ detto ‘effetto gregge'”, si spiega nel testo, quindi solo in casi estremi “il medico puo’ sconsigliare un intervento vaccinale”. “Il consiglio di non vaccinarsi nelle restanti condizioni, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica”, si sottolinea nel documento approvato all’unanimita’ l’8 luglio. Questa infrazione deontologica, avverte la Fnomceo, comporta come conseguenza per i responsabili sanzioni disciplinari di vario grado, fino alla radiazione.

“Nella storia della medicina i vaccini rappresentano una delle piu’ grandi vittorie sulle malattie e sono tra i presidi piu’ efficaci mai resi disponibili per l’uomo”, si spiega nel testo, rilevando che “la prevenzione e la scomparsa di malattie infettive, in passato tra i piu’ terribili flagelli dell’umanita’, costituiscono un successo senza pari e, senza dubbio, il piu’ gran numero di vite salvate grazie alla scienza medica. Ed e’ forse la scomparsa del confronto quotidiano con le conseguenze mortali o invalidanti di tante malattie, dovuta alla scoperta dei vaccini e delle terapie antibiotiche, che ha indotto la cittadinanza a credere che il successo sulle malattie infettive fosse definitivo”. Fnomceo ricorda come “statistiche raccolte negli Usa dimostrano che le vaccinazioni hanno ridotto di piu’ del 99% molte gravi malattie: del 100% polio paralitica, difterite e vaiolo, del 99% rosolia, rosolia congenita, morbillo, del 95% parotite, del 92% tetano e pertosse. Solo riferendosi a 7 dei 12 vaccini raccomandati sono state prevenute 33000 morti e 14 milioni di casi malattia per ogni coorte di nuovi nati, con un enorme risparmio anche in termini di costi. Ricordiamo altresi’ – si legge ancora – gli episodi epidemici di difterite in Russia, nelle repubbliche ex sovietiche, in Belgio e in Germania, di polio in Siria e in Olanda in comunita’ religiose che rifiutano le vaccinazioni, i casi di morbillo in California, i tanti Paesi in cui sono endemiche patologie scomparse laddove si e’ vaccinato in quantita’ sufficiente; a causa di questi episodi non si e’ potuto raggiungere l’obiettivo della scomparsa globale di malattie gravissime che anzi sono ricomparse col loro carico di mortalita’”. (AGI) 

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