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“Il mio desiderio da ministro? Che nessuno sport venga più considerato inferiore”

Un pacchetto di misure per lo sport nella legge di stabilità. Il provvedimento di riordino dei mandati per assicurare un ricambio all’interno delle Federazioni. La revisione della legge Melandri sul calcio. Il rinnovo del Fondo “Sport e periferie” con ulteriori 100 milioni. Sono alcuni degli obiettivi che il ministro per lo Sport Luca Lotti, intende perseguire entro la fine della legislatura. Lotti traccia con AGI un bilancio del suo lavoro del quale si dice soddisfatto grazie anche ad un buon lavoro di squadra e all’impulso dato proprio dall’aver riproposto il ritorno di un ministero specifico per lo Sport. E si augura che alla fine, nessuna disciplina sportiva debba essere considerata minore rispetto a tutte le altre e che il contrasto alle discriminazioni passi anche attraverso lo sport in binomio con la scuola.

Il bilancio delle politiche sullo sport: “La direzione è quella giusta”

“Sono molti gli appuntamenti che ci attendono da qui a fine legislatura – spiega il Ministro – Tanti sono, però, gli obiettivi già raggiunti e i lavori in cantiere, a partire dalle attività di preparazione alle competizioni sportive internazionali che vedono il nostro Paese in prima linea. Posso ricordare la settimana europea dello sport che partirà fra pochi giorni, il Campionato mondiale di Pallavolo maschile e la Formula E che si svolgeranno il prossimo anno, e ancora la fase finale degli Europei Under 21 nel 2019, i Mondiali di sci a Cortina e la Ryder Cup, solo per citarne alcune. Stiamo lavorando, inoltre, con determinazione per inserire nella Legge di Stabilità un vero e proprio ‘pacchetto’ di misure per lo Sport’. E, come già annunciato, un altro obiettivo sarà la revisione della Legge Melandri, a 10 anni dalla sua entrata in vigore, al fine di garantire un maggiore equilibrio al sistema calcio. Anche sulla legge per il riordino dei mandati siamo a buon punto: si tratta di un provvedimento al quale tengo molto perchè può assicurare un ricambio equo e generazionale all’interno delle Federazioni”. Si tratta, secondo Lotti, di “piccoli ma importanti passi che si aggiungono al Piano Sport e Periferie, ai grandi eventi, alla legge sugli impianti sportivi e al match fixing che, messi insieme, vogliono essere una base solida e innovativa che possa contribuire a una generale rivoluzione del mondo dello sport italiano. L’elenco sarebbe lungo ma ci tengo a dire che la direzione è quella giusta e ci porterà a onorare i tanti temi affrontati nella presentazione delle linee programmatiche del mio mandato”.

“Lo sport non può essere considerato secondario”

Pensando al lavoro svolto sino ad oggi, il ministro Lotti sottolinea che quelli trascorsi dall’inizio del suo incarico: “Sono stati mesi bellissimi, ricchi di eventi, iniziative, obiettivi chiari e un lavoro sodo, svolto sempre in squadra. Devo ammettere che il ritorno al Governo di un ministro espressamente dedicato allo Sport è stato accolto con soddisfazione ed entusiasmo da tutto il mondo sportivo. Per tanti anni, purtroppo, lo sport è stato erroneamente considerato secondario rispetto ad altri settori, e invece ha potenzialità straordinarie con ricadute positive sull’economia, sul turismo come sulla salute, sull’educazione e la formazione dei giovani. Lo sport è sinonimo di collaborazione, solidarietà, rispetto delle regole e dei compagni, così come di merito, sacrificio e inclusione”.

Ma, sottolinea il Ministro, “perché vi sia la diffusione più ampia possibile di tali principi tra i ragazzi, non si può prescindere dalla preziosa funzione che ha la Scuola e con essa gli insegnanti e gli educatori. Per questo, abbiamo avviato una stretta collaborazione con il Miur per dare vita a iniziative e progetti che vedono protagonisti gli studenti e che coinvolgono le Federazioni sportive. Sport e Scuola, due mondi che hanno iniziato a comunicare in modo costante e a camminare insieme: da qui non si torna più indietro. Qualche settimana fa abbiamo siglato un protocollo d’intesa per il progetto ‘Quando la neve fa scuola’ e ne firmeremo altri perché lo sport è parte fondamentale del percorso educativo, insegna al rispetto degli altri, delle regole e dell’ambiente”.

“Vorrei che nessuna disciplina venga più considerata inferiore”

Un desiderio di fine mandato? “Vorrei tanto che alla fine, nessuna disciplina sportiva venga più considerata ‘minore’ o ‘inferiore’ rispetto ad altre. L’obiettivo è di rendere centrale il ruolo sociale dello sport, con un’attenzione specifica allo sport di base che ha il merito di sviluppare senso di comunità, anche nei quartieri che soffrono un’assenza storica di identità collettiva, e dove le palestre delle scuole, i campi di calcetto o di basket diventino spazi di partecipazione, aggregazione e inclusione. Per questo, è stato istituito il Fondo ‘Sport e Periferie’ finanziato per la prima volta dal Governo Renzi con uno stanziamento di 100 milioni di euro. Quel Fondo sarà rinnovato con ulteriori 100 milioni e l’intento è di rendere permanente questo strumento straordinario a disposizione dello sport. Sulla stessa direzione va anche l’intesa firmata qualche giorno fa insieme alla Sottosegretaria, con delega alle Pari opportunità, Maria Elena Boschi, per la pubblicazione di un bando di finanziamento di quasi due milioni di euro. Un’azione concreta volta a favorire e a sostenere progetti che hanno come obiettivo il contrasto di tutte le discriminazioni e la valorizzazione di una cultura di pari opportunità proprio attraverso lo sport”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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