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Il mito di Mosè

Il singolare dio greco Dioniso non solo e’ una figura analoga a quella del dio egiziano Osiride ma anche una controfigura di Mose’ il quale e’ senza dubbio un personaggio mitico:
“Che il dio Bacco fosse un archetipo di Mose’ sembra essere l’ opinione di numerosi studiosi, in particolare del famoso vescovo Huet e di I. Vossius, i quali concordano sul fatto che il nome arabo di Bacco e’ Meses.”

Studiosi della Bibbia e archeologi hanno definitivamente provato che il Pentateuco, ovvero i primi cinque libri della Bibbia, non sono stati redatti dal grande legislatore Mose’.

In “la Bibbia Riscoperta” l’ archeologo Israel Finkelstein dimostra che molti degli scritti furono redatti dall’ VIII secolo a.c. in poi.

Anche in tempi antichi era gia’ stato riconosciuto come Mose’ non avesse composto il Pentateuco il quale, probabilmente, e’ in parte e tra altre cose attribuibile ad Ezra.
All’inizio del III secolo, Porfirio scrisse che “niente di cio’ che [Mose] scrisse e’ stato conservato; si dice che i suoi scritti siano andati distrutti assieme al Tempio di Gerusalemme. Tutte le cose attribuite a Mose sono state, in realta’, scritte 1100 anni piu’ tardi da Ezra e dai suoi contemporanei.”

L’autore de “La Mitologia Cristiana Svelata” dimostra che il Pentateuco e’ una copia de i cinque libri dell’egiziano Ermete”.

Secondo il mito, gli ebrei al tempo dell’Esodo, celebravano la festa dell’Agnello la quale, per sua natura, ci rimanda all’Eta’ dell’Ariete. Nel mito dionisiaco l’Agnello Sacro, o Ram, riforni’ di acqua l’esercito di Dioniso nel bel mezzo del deserto; “l’acqua-nel-deserto” e’ anche un evento presente nel mito di Mose. Come per Dioniso ed Amon, Mose e’ rappresentato dotato di corna d’ariete. Questi vari elementi sono aspetti di favole di natura astronomica. In altri termini, anche Mose’ e’ nella sua essenza un dio solare infatti: Ma-shu, Shumash, oppure Shamash/Samas sono i nomi del dio sole in ebraico; lo stesso si puo’ dire per il moabita Chemosh, un altro dio che gli israeliti adoravano.

Un altra favola che si ritrova nella Bibbia e’ quella del miracolo di Bacco che fermo’ il moto del sole e della luna, favola ripresa poi nella storia di Giosue. Anche Giosue e’ un dio solare, il cui nome greco, Iesus, era essenzialmente un epiteto di Dioniso. In realta’ esistono numerose importanti similitudini tra Dioniso e il successivo Cristo.

Ne “Il Paganesimo nel Nostro Cristianesimo” l’apologista cristiano Sir Arthur Weigall descrive cosi’ il mito di Dioniso:

Dioniso, il cui padre, come nella storia cristiana, era “Dio” e la cui madre era una donna mortale [Semele], venne rappresentato in Oriente come un giovane uomo barbuto, di dignitoso aspetto il quale, non solo aveva insegnato al genere umano l’uso del vino, ma era stato anche un legislatore, promotore di arti di civilizzazione, predicatore di felicita’ e sostenitore della pace. Egli, come Gesu, ha subito una morte violenta, e’ disceso nell’inferno e, in seguito, e’ salito in cielo; e tutto questo era commemorato nei sacri riti a lui dedicati. Secondo una prima leggenda, egli si e’ trasformato in un toro e come tale e’ stato tagliato a pezzi dai suoi nemici; secondo un’altra credenza, egli si e’ trasformato in un ariete. I suoi seguaci erano soliti fare a pezzi un toro o una capra e divorarne la carne cruda, e cosi’ mangiare la carne e bere il sangue del loro dio in una delirante eucaristia.

Diversi animali gli erano sacrificati, tra i quali c’erano l’ariete e l’asino; e, riguardo a quest’ultimo, c’era una storia nella quale egli, una volta, aveva cavalcato su due asini e in seguito aveva fatto in modo che essi diventassero una costellazione celeste; in questa leggenda noi possiamo, ancora, considerarlo come un dio solare e collegarlo con il segno zodiacale del Cancro il quale, nello zodiaco babilonese, era detto dell’Asino e contrassegnava lo zenith dell’ascesa solare e l’inizio del suo declino nel periodo invernale”.

“…..un collegamento di Gesu con Dioniso nella credenza degli uomini e’ evidenziato nei Vangeli dalla storia della trasformazione dell’acqua in vino durante le nozze di Cana……”

Come Weigall sottolinea, le similitudini tra il mito di Dioniso e quello di Gesu’ includono non solo la tragica fine e la resurrezione di entrambi, ma anche il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino; il mito cristiano ha pure conservato la stessa data per la sua celebrazione, il 6 di Gennaio.

E’ del tutto evidente che la base della fede del genere umano, in alcune religioni predominanti globalmente per alcune migliaia di anni, e’ stata di tipo astronomico e astrologico e che tale astroteologia persiste ancora nella fede popolare dei nostri giorni.

Questi miti, comunque, sono stati mascherati sotto una pretesa di storicita’ mediante la quale questi interpreti astromitologici sono stati spacciati come “persone reali”

(Estratto da “SUNS OF GOD: Krishna, Buddha and Christ Unveiled” di Acharya_S)

www.alateus.it/mose.htm

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