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Il monito del Papa "se non si accoglie tutti meglio chiudere"

CdV – “Penso a un sacerdote che non accoglie tutti. Chiuda la porta della chiesa per favore. O tutti o nessuno”. Sono le parole durissime pronunciate da Papa Francesco in risposta alla domanda di una ragazza disabile, Serena, che parlando davantri al Pontefice ha denunciato oggi la situazione di quanti a causa della loro disabilita’ non trovano accoglienza in parrocchia. “Alcuni ragazzi – ha detto la giovane – non si trovano bene nelle loro parrocchie e non ricevono la comunione, non capisco perche’. Me lo puo’ spiegare?”. “Serena – ha risposto il Papa – mi mette in difficolta’ perche’ se io dico quello che penso… E ha parlato poco: tre quattro righe ma le ha dette forte. Ha parlato di una delle cose piu’ brutte che ci sono fra noi: la discrimnazione che e’ una cosa bruttissima. Dire: ‘tu non sei come me, tu va da un’altra parte'”.

“Una parrocchia che fa cosi’ e’ buona o no? Cosa deve fare il parroco?”, ha chiesto ad alta voce il Papa ai ragazzi disabili che gremivano l’Aula Nervi. “Convertirsi, eh”, ha risposto ricordando che nella Chiesa “tutti sono uguali perche’ tutti hanno la stessa parola, Gesu’, e la stessa mamma, Maria”. Francesco ha molto insistito sulla questione dei sacramenti ai quali hanno diritto anche i disabili mentali. E ha ipotizzato un dialogo con il parroco che respinge ma cerca di farlo gentilmente dicendo: “io vorrei aiutarlo ma il ragazzo non capisce”. “Sei tu – ha scandito il Papa – che non sei capace di capire. Quello che deve fare il prete, aiutato dai laici, dai catechisti, e’ aiutare a capire la fede, l’amore, le differenze, come si complementano le cose”.

In merito ha ricordato che “quando tanti anni fa, 100 o di piu’, il Papa Pio X ha detto che si doveva dare la comunine ai bambini tanti si sono scandalizzati: ‘un bambino non capisce, e’ diverso, non capisce bene”. “Ma la Chiesa – ha scandito – ha fatto di una diversita’ una uguaglianza affermando che il bambino capisce in un altro modo”. “Anche a scuola, nel quartiere, ognuno ha la sua ricchezza ma e’ diverso. E’ come se parlasse un’altra lingua. E’ diverso: e’ come se si esprimesse in un’altra lingua. Pero’ succede tante vote, ed e’ una delle cose piu’ brutte della nostre citta’, della nostra vita, la discriminazione, per di pu’ fatta con parole offensive anche”.

“E’ vero – ha ammesso – che se tu vuoi fare la comunione devi avere la preparazione. Ma se non ‘capisci’ la lingua, per esempio perche’ sei sordo, devi averela possibilita’ di prepararti con il linguaggio dei segni. E’ importante. Se sei diverso ha ugualmente la possibilita’ di essere il migliore: la diversita’ non significa che chi ha i 5 sensi funziona meglio. No! Non e’ vero! Tutti abbiamo la stessa possibilita’ di ricevere i sacramenti”.

Secondo il Papa, “non si puo’ essere discriminati. Ognuno di noi ha il modo di conoscre le cose che e’ diverso. Ma tutti possono conoscere Dio”. “Accogliere e ascoltare” sono le parole chiave per Bergoglio. “Cioe’ – ha spiegato – ricevere tutti. Ascoltare tutti”. “Oggi nella pastorale della Chiesa – ha osservato – si fanno tante cose belle e buone, ma c’e una cosa che si deve fare di piu’, anche i laici ma soprattutto i sacerdoti: l’apostolato dell’orecchio, ascolatare”. Poi Francesco e’ tornato alla conversazione immaginaria con un prete tipo, che gli potrebbe rispondere: “Ma padre e’ noioso ascoltare, tutti dicono sempre le stesse cose…”. “No, non sono le stesse persone e il Signore e’ nel cuore di ognuna”, ha ribadito con forza. “Avevo preparato un discorso per voi – ha quindi concluso Francesco – ma leggere un discorso e’ un po’ noioso, e c’e’ un momento in cui con una certa furbizia si inizia a guardare l’orologio. Il discorso e’ per leggerlo”. (AGI) 

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