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Il motivo per cui il Codacons rischia di chiudere

Il Codacons ha subito un pignoramento da 300 mila euro da parte dell’Agenzia delle entrate, con conseguente blocco delle risorse e rischia di chiudere. Per questo l’associazione dei consumatori rivolge una lettera-appello al premier Conte, a Luigi Di Maio e Matteo Salvini e al ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Al centro della questione il contributo unificato che il Codacons, in qualità di Onlus, sostiene di non essere “tenuta a pagare sugli atti legali portati avanti a difesa della società e della collettività, ma che il fisco italiano continua a richiedere in modo ossessivo fino ad arrivare al recente pignoramento, deciso sulla base di interpretazioni della norma totalmente errate”.

“Tria intervenga di persona”

“I consumatori – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – rivolgono un appello al ministro dell’Economia Tria, affinché intervenga personalmente sul caso salvando il Codacons dall’estinzione e chiarendo che le associazioni Onlus che portano avanti azioni legali a tutela dei diritti di utenti e consumatori, o in generale iniziative che rientrano nella categoria del sociale, non sono tenute al pagamento del contributo unificato”.

“I gruppi di pressione festeggiano”

“La lobby del gioco d’azzardo, quella degli autotrasportatori ma anche gli amministratori locali, da noi stabilmente tenuti sotto controllo, staranno facendo festa”: è lo sfogo del presidente dell’associazione dei consumatori intervistato dall’Agi. 

“Le interpretazioni della norma sono totalmente errate”, con una giurisprudenza molto varia, e per questo “ci vuole norma interpretativa del governo”, ha affermato Rienzi.

Un emendamento per la salvezza

L’associazione che gratuitamente difende i consumatori ha presentato al capo ufficio legislativo del ministero di Economia e Finanza, guidato da Giovanni Tria, un emendamento alla legge di bilancio affinché si possa risolvere la questione. “Tutta la nostra speranza è rivolta a questo”, spiega il presidente “ma dopo l’incontro avuto tre settimane fa non ci rispondo al telefono e non è buon segno”. L’emendamento, assicura il Codacons “è a costo zero”.

“È vero che noi rappresentiamo una spina nel fianco per molti, anche per il governo”, ribadisce Rienzi, ma l’esecutivo deve “trovare il coraggio di capire che eliminare una spina significa anche eliminare dei diritti per i cittadini”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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