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Il negoziato sulla Brexit si è arenato irrimediabilmente?

Il negoziato fra Unione europea e Regno Unito si è arenato sulle tre priorità che Bruxelles ha fissato fin dalla scorsa primavera, dopo che il governo britannico ha fatto scattare l’articolo 50 del trattato Ue, quello che regola la separazione. I 27 paesi che rimangono vogliono infatti che prima di tutto siano stabilite le norme per garantire i diritti reciproci dei 3,5 milioni di europei che vivono nel Regno Unito e del milione di britannici sul continente, come gestire la situazione al confine irlandese e come Londra intende onorare gli impegni finanziari assunti fino a che ha fatto parte dell’Unione.


I punti in sospeso:

  1. I diritti dei cittadini Ue che vivono in Gran Bretagna e quelli dei britannici che vivono sul continente
  2. Il confine con l’Irlanda
  3. Gli impegni finanziari

Dell’argomento discuteranno i capi di Stato e di governo nella seconda parte del prossimo Consiglio europeo, in programma per il 19 e il 20 ottobre e dedicata alla Brexit: quando la premier Theresa May lascerà il palazzo Europa, gli altri 27 leader affronteranno la questione, assieme al capo negoziatore Ue Michel Barnier.

Ecco cosa si chiede nella bozza di conclusioni di questa parte del vertice, un testo di poco più di una pagina che sarà sul tavolo del vertice:

  • I diritti dei cittadini – “Riguardo ai diritti dei cittadini” il Consiglio “invita il negoziatore” Michel Barnier a “lavorare sulla convergenza raggiunta per fornire  certezza legale e le garanzie necessarie a tutti i cittadini coinvolti e alle loro famiglie che possano esercitare direttamente i diritti derivanti dalle leggi Ue e protetti dall’accordo di uscita” del Regno Unito.
  • Irlanda –  I leader riconoscono che “c’è stato qualche progresso sulla convergenza riguardo ai principi e agli obiettivi di protezione dell’accordo del Venerdì Santo e al mantenimento dell’Area comune di viaggio”, e invitano il negoziatore Ue “a perseguire ulteriori perfezionamenti di questi principi, tenendo conto della grande sfida rappresentata dall’uscita del Regno Unito, anche evitando un confine duro, e aspettandosi che il Regno Unito presenti e si impegni su soluzioni flessibili e ingegnose richieste dalla situazione unica dell’Irlanda”.
  • L’impegno finanziario – Anche se “il Regno Unito ha dichiarato che onorerà gli obblighi finanziari presi durante l’appartenenza” all’Unione europea, “questo non è stato finora trasformato in un impegno fermo e concreto da parte del Regno Unito di risolvere tutti questi obblighi”. 

Sulla base di questi progressi, i leader chiederanno di andare avanti e “alla sua prossima sessione di Dicembre, il Consiglio europeo rivaluterà l’evoluzione del negoziato “per stabilire se sono stati raggiunti sufficienti progressi in ciascuno dei tre temi menzionati. Se sarà così, adotterà linee guida aggiuntive sul quadro per la relazione futura e sui possibili accordi transitori, in linea dell’Unione e coerenti con le condizioni e i principi centrali delle linee guida del 29 aprile 2017. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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