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Il Nettuno nudo di Bologna censurato da Facebook

Una foto della statua del Nettuno che svetta dall’alto della omonima fontana nel centro di Bologna, accanto a Piazza Maggiore, è stata censurata da Facebook per le sue nudità. Il contenuto “sessualmente esplicito” dell’immagine postata da Elisa Barbari ha scatenato la reazione del social network che l’ha prontamente bloccata. Questa, infatti, “viola le linee guida sulla pubblicità in quanto presenta un contenuto esplicitamente sessuale che mostra eccessivamente il corpo o si concentra su parti del corpo senza che sia necessario”.

Immediate le proteste: la scrittrice ha lanciato la campagna “Sì Nettuno, No censura“, invitando “in segno di protesta” ad adottare “l’ormai famosa foto ‘incriminata’ del Gigante come immagine di copertina” su Fb. E sul profilo spiega le sue ragioni. 

 

La fontana del Nettuno, realizzata nel 1566 dallo scultore fiammingo Jean de Boulogne, conosciuto come Giambologna, è molto amata dai bolognesi che la considerano un simbolo della città. 

L’azienda di Mark Zuckerberg si è resa conto dell’errore e ha provveduto a riparare. In una nota ha spiegato che “Il nostro team processa milioni di immagini pubblicitarie ogni settimana e in alcuni casi proibiamo per sbaglio degli annunci. Questa immagine non viola le nostre norme pubblicitarie. Ci scusiamo per l’errore e abbiamo fatto sapere all’inserzionista che stiamo approvando il loro annuncio”.

Ma non è la prima volta che Facebook censura delle immagini famose, scatenando l’ira del web.

• L’anno scorso, lo scrittore norvegese Tom Egeland aveva ingaggiato una dura battaglia con il social network dopo che dal suo profilo era stata cancellata la foto della “ragazza napalm” scattata nel 1972 da Nick Ut in Vietnam, citata tra le sette immagini che “hanno cambiato la storia della guerra”. Contro Facebook e le sue politiche sulle immagini si schierarono anche il quotidiano norvegese Aftenposten, con una lettera aperta del caporedattore Espen Egil Hansen, e addirittura il premier Erna Solberg. Inizialmente ferma sulla sua decisione, Facebook successivamente decise di reintegrare la foto, “a causa del suo valore di icona di importanza storica”. 
 

• Un episodio simile era già accaduto nel gennaio 2015 quando il colosso americano aveva censurato la “Sirenetta di Copenaghen”, la statua posta nella baia della capitale danese, sostenendo che l’immagine mostrasse “troppo pelle nuda o allusioni sessuali”. Questo genere di contenuti, spiegò Fb, possono dare fastidio alla “sensibilità dei nostri utenti”. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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