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Il 'no' del governo Usa a Huawei è protezionismo o paura delle spie?

Ennesimo smacco per Huawei nel mercato a stelle e strisce: salta l’accordo con il gestore AT&T per la vendita degli smartphone negli Stati Uniti. Ne ha dato notizia il Wall Street Journal. “Siamo stati danneggiati di nuovo”, hanno commentato i vertici del colosso delle telecomunicazioni, terzo al mondo per volumi di vendita dopo Samsung e Apple, che hanno visto l’intesa sfumare all’ultimo minuto.

Passo indietro di AT&T su pressione del Senato e del Congresso Usa

La società statunitense si è tirata indietro a un passo dalla firma, su pressione di alcuni membri del Senato e del Committee on Intelligence del Congresso Usa, che il 20 dicembre scorso – secondo quanto ha riferito il sito online The Information – avevano inviato una lettera alla Federal Communications Commission, sottolineando i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dai piani di espansione di Huawei. E così, riferisce la multinazionale di Shenzhen all’agenzia Reuters, il Mate 10 Pro, il modello di punta che sfida l’iPhone (lanciato in Europa a ottobre scorso a un prezzo di 799 euro), non verrà venduto negli Stati Uniti attraverso un gestore, ma tramite canali aperti.

Quote di mercato risicate

Le ambizioni globali di Huawei non vengono meno, nonostante gli ostacoli che rendono difficile la penetrazione nel mercato Usa, dove il gruppo controlla uno striminzito 0,5%, contro le ben più alte quote di mercato rivendicate da Apple (39%) e Samsung (18%).

I sospetti Usa sull’utilizzo di chip proprietari

In un mercato dove i gestori di telecomunicazioni dominano la distribuzione offrendo sussidi e pacchetti speciali, Huawei non riesce a farsi largo. Difficile dissipare i sospetti degli Stati Uniti che non vedono di buon occhio il fatto che la multinazionale di Shenzhen utilizzi chip proprietari, mentre altre compagnie cinesi, nell’accedere al mercato Usa, si affidano a rifornitori locali.  

100 milioni di dollari spesi per aumentare il prestigio del marchio

La compagnia punta a diventare un brand riconosciuto a livello globale nel 2018, e per farlo ha intenzione di lanciare una campagna di marketing da 100 milioni di dollari per aumentare la brand awareness, per accreditare il marchio nel mercato Usa. L’accordo sfumato con AT&T è un duro colpo ai piani di espansione del colosso. Nel 2012, Huawei e la rivale numero uno Zte, erano state oggetto di una indagine del Congresso con l’accusa di aver usato loro infrastrutture per trasmettere informazioni sensibili al governo cinese. Accuse, secondo il Wall Street Journal, non ancora sopite.

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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