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Il nuovo ambasciatore Usa in Germania ha scatenato una crisi diplomatica tra i due Paesi

Come se non bastasse la questione dei dazi a tenere alta la tensione tra Washington e Berlino, in queste ore sta tenendo banco una crisi diplomatica che rischia di peggiorare ulteriormente i rapporti già non idilliaci tra Donald Trump e Angela Merkel. Colpa di un’affermazione incauta del nuovo ambasciatore Usa in Germania, Richard Grenell, che, neanche un mese dopo il suo arrivo nella capitale teutonica, ha concesso un’intervista alla filiale londinese di Breitbart, il sito di ultradestra un tempo diretto da Steve Bannon, nella quale afferma:

“Ci sono molti conservatori in Europa che mi hanno contattato per dirmi che stanno sentendo accadere una resurrezione. Voglio assolutamente dare sostegno (la parola inglese scelta ha una sfumatura più forte: ‘to empower’, ndr) agli altri conservatori in Europa, agli altri leader, credo qua ci sia terreno fertile per le politiche conservatrici, che stanno prendendo piede a causa del fallimento delle politiche della sinistra”.

Qua i problemi sono due. Il primo, abbastanza ovvio, è che un ambasciatore, sulla base del più banale galateo diplomatico, non deve sfoggiare preferenze politiche per quella o quell’altra fazione. Il secondo è che i “conservatori” ai quali Grenell allude non sembrano certo i cristiano-sociali di Angela Merkel, uno dei bersagli preferiti di Breitbart, che ha dato la stura a una vulgata secondo la quale la cancelliera, aprendo le frontiere a un milione di profughi provenienti in larga parte dalla Siria e dall’Iraq, starebbe attuando un processo di islamizzazione e sostituzione etnica ai danni degli europei. Nei fatti, Merkel si è scagliata più volte contro il multiculturalismo e le politiche di asilo e rimpatrio tedesche sono molto rigide, probabilmente più rigide di quelle auspicate dal governo giallo-blu che si sta insediando in Italia.

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Schulz: “Grenell si comporta come un ufficiale coloniale”

Le parole di Grenell sono, insomma, state interpretate come un vero e proprio ‘endorsement’ a favore di Afd​, la formazione xenofoba ed euroscettica che, alle ultime elezioni, ha dato filo da torcere alle formazioni tradizionali, diventando il terzo partito al Bundestag dopo la Csu e la Spd. Il ministero degli Esteri tedesco ha chiesto “un chiarimento” a Washington, mentre l’ex leader dei socialisti tedeschi, Martin Schulz, ha alluso all’opportunità di espellere l’ambasciatore. “Grenell non si comporta come un diplomatico ma come un ufficiale coloniale di estrema destra”, ha dichiarato, “quello che sta facendo quest’uomo è unico nella storia della diplomazia. Se l’ambasciatore tedesco a Washington dicesse di essere lì per rafforzare i Democratici, verrebbe espulso immediatamente”.

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L’invito per Kurz è la goccia che fa traboccare il vaso

A infastidire Berlino è anche l’aperto sostegno di Grenell al cancelliere tedesco conservatore Sebastian Kurz, tra i più duri oppositori del sistema di distribuzione dei rifugiati per quote voluto da Merkel, del quale l’ambasciatore si è detto “un grande fan”, definendolo una “rockstar” e invitandolo a cena presso la sede dell’ambasciata, gesto percepito dal governo tedesco come un autentico sgarbo. “Spero che la visita di Kurz porti anche a una breve permanenza in Germania”, ha commentato Schulz, giocando sul doppio senso della parola ‘Kurzbesuch’, che può voler dire sia ‘breve visita’ che ‘visita di Kurz’.

Di fronte alla levata di scudi di gran parte del mondo politico tedesco, Grenell ha provato a correre ai ripari sul social network preferito del suo presidente. “L’idea che sostenga candidati o partiti è ridicola”, afferma, “confermo i miei commenti sul fatto che stiamo assistendo a un risveglio della maggioranza silenziosa – coloro che respingono le élite e la loro bolla”. 

Absurd. I condemn those comments completely. Don’t put words in my mouth. The idea that I’d endorse candidates/parties is ridiculous. I stand by my comments that we are experiencing an awakening from the silent majority – those who reject the elites & their bubble. Led by Trump. https://t.co/DjSX4SL3bf

— Richard Grenell (@RichardGrenell) 4 giugno 2018

I commenti “condannati completamente” – tirati in ballo da alcuni utenti di Twitter – sono quelli, recenti, di uno dei due leader di Afd, Alexander Gauland, che ha minimizzato il nazismo come “una cacca d’uccello nella storia millenaria della Germania”, parole che, paradossalmente, potrebbero risultare offensive non solo per le vittime del nazismo ma anche per i nazisti stessi. Breitbart, da parte sua, grida che i “media mainstream” starebbero infangando Grenell, non rendendosi conto (o fingendo di non rendersi conto) della scarsa opportunità di simili commenti in bocca a un ambasciatore, a prescindere dal fatto che intendesse o meno manifestare sostegno per Afd. 

Il figlio di Trump, nel frattempo, ha manifestato solidarietà a Grenell, con l’ormai consolidato repertorio semantico di “Fake News” e “leftwing media” (categoria che includerebbe quindi anche il Financial Times e altre testate non esattamente di sinistra che si sono occupate della vicenda).

As the leftwing media and failed foreign policy establishment smears @RichardGrenell today with #FakeNews, it just reinforces my belief that @POTUS picked the right man for the job as Ambassador to Germany! #AmericaFirst

— Donald Trump Jr. (@DonaldJTrumpJr) 3 giugno 2018

Quanto ad Angela Merkel, non si è espressa, lasciando ai socialisti il compito di replicare. Non è improbabile che da oggi la cancelliera abbia qualche motivo in più per proseguire il suo lento ma costante riavvicinamento a Vladimir Putin.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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