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Il Papa dà i “compiti a casa”: il “protocollo” per l’esame di coscienza

Il Pontefice all'udienza nell'aula Paolo VI(©Afp) Il Pontefice all’udienza nell’aula Paolo VI

Iacopo Scaramuzzi
Città del Vaticano

Rileggere ogni giorno il Vangelo, prima il capitolo 5 di Matteo, quello delle “beatitudini”, “la strada che Dio indica come risposta al desiderio di felicità insito nell’uomo”, poi il capitolo 25 (“Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…”), il “protocollo” per verificare la propria vita cristiana, ossia “le domande che ci faranno il giorno del giudizio”. Sono i “compiti a casa” che papa Francesco ha assegnato agli oltre 6mila fedeli che hanno assistito all’udienza generale che Jorge Mario Bergoglio ha ripreso oggi dopo la pausa di luglio.

 

“Come Mosè aveva stipulato l’alleanza con Dio in forza della legge ricevuta sul Sinai, così Gesù, da una collina in riva al lago di Galilea, consegna ai suoi discepoli e alla folla un insegnamento nuovo che comincia con le beatitudini”, ha detto il Papa. “Le beatitudini sono la strada che Dio indica come risposta al desiderio di felicità insito nell’uomo, e perfezionano i comandamenti dell’Antica alleanza. Noi siamo abituati a imparare i dieci comandamenti, ma non siamo abituati a ripetere le beatitudini! Proviamo invece a ricordarle e a imprimerle nel nostro cuore. Facciamo una cosa: io dirò una dopo l’altra, io dico una e voi farete la ripetizione, d’accordo?”. Bergoglio ha iniziato a recitare una a una le “beatitudini” (“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”…), aspettando poi, ogni volta, che i 6mila pellegrini presenti le ripetessero. “Vi aiuto”, ha aggiunto ripetendo due volte una delle beatitudini particolarmente lunga (“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”).

 

“Bravi!”, ha poi concluso. “Vi do un compito da fare a casa: prendete il Vangelo, uno piccolo che dovete portare sempre con voi, nella tasca, nella borsa, o a casa, e nel Vangelo di Matteo, capitolo 5, ci sono le beatitudini. Leggetele! Lo farete? Per non dimenticarle, è la legge che ci dà Gesù. Tutta la novità portata da Cristo è in queste parole. Oltre alla nuova legge – ha poi proseguito il Papa – Gesù ci consegna anche il protocollo sul quale saremo giudicati: è quello che troviamo nel venticinquesimo capitolo del Vangelo di Matteo. Non avremo titoli, crediti o privilegi da accampare. Il Signore ci riconoscerà se a nostra volta lo avremo riconosciuto nel povero, nell’affamato, in chi è indigente ed emarginato, in chi è sofferente e solo… È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra vita cristiana, sul quale Gesù ci invita a misurarci ogni giorno”.

 

Il Papa ha concluso riepilogando i “compiti a casa” per i fedeli: “Qual è il protocollo sul quale il giudice ci giudicherà? È quello che troviamo nel venticinquesimo capitolo. Oggi il compito è leggere il quinto, dove ci sono le beatitudini, e anche leggere il venticinquesimo, dove c’è il protocollo, le domande che ci faranno il giorno del giudizio. Io leggo le beatitudini, penso come deve essere la mia vita cristiana, e poi faccio l’esame di coscienza con il capitolo 25. Ho fatto questo? Ho fatto quello? Ci farà bene. Sono cose semplici ma concrete”.

 

All’udienza, che si è svolta al chiuso dell’aula Paolo VI a causa del caldo e del numero ridotto di fedeli, il Pontefice argentino ha ripreso il ciclo di catechesi sul tema della Chiesa. “Nelle precedenti catechesi abbiamo visto come la Chiesa costituisce un popolo, un popolo preparato con pazienza e amore da Dio e al quale siamo tutti chiamati ad appartenere”, ha detto Jorge Mario Bergoglio. “Oggi vorrei mettere in evidenza la novità che caratterizza questo popolo: si tratta davvero di un nuovo popolo, che si fonda sulla nuova alleanza, stabilita dal Signore Gesù con il dono della sua vita. Questa novità – ha sottolineato il Papa in implicito riferimento alla cosiddetta “teologia della sostituzione” ostile al mondo ebraico – non nega il cammino precedente né si contrappone ad esso, ma anzi lo porta avanti, a compimento”. San Giovanni il Battista, in particolare, è la “cerniera” tra l’Antico e il Nuovo Testamento.

 

Bergoglio è giunto nell’aula delle udienza poco prima delle 10 e si è soffermato a lungo, prima e dopo la catechesi, a salutare i fedeli, tra strette di mano, abbracci, benedizioni, “selfie” e anche una firma col pennarello sulla maglia di un rappresentante dei 50mila ministranti tedeschi che aveva incontrato ieri pomeriggio in piazza San Pietro. Al momento dei saluti in lingua araba ha salutato in particolare i fedeli del Medio Oriente: “Preghiamo tanto per la pace in Medio Oriente, pregate per favore”, ha detto. Il Papa ha poi fatto una speciale preghiera per le popolazioni della provincia cinese dello Yunnnan, “colpite domenica scorsa da un terremoto che ha provocato numerose vittime e ingenti danni. Prego per i defunti e per i loro familiari, per i feriti e per quanti hanno perso la casa. Il Signore dia conforto, speranza e solidarietà nella prova”.

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