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Il Papa: Dio vuole salvare tutti, la classe dirigente Lo ostacola

Il Pontefice(©Afp) Il Pontefice.

Domenico Agasso jr –
Roma –

A pochi giorni dal Sinodo straordinario sulla famiglia, papa Francesco ha ricordato che sempre nella storia «la classe dirigente» si rivela «quella che chiude le porte al modo col quale Dio vuole salvarci». Lo ha detto nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, esortando anche a credere nella salvezza proclamata da Gesù e a non «andare dappertutto ad affittare un guru che insegni un’altra salvezza». Lo riferisce Radio Vaticana.

 

Papa Bergoglio ha elencato gli atteggiamenti della classe dirigente dei tempi di Gesù: «Litigano, lo mettono alla prova, gli tendono trappole per vedere se cade, perché è la resistenza a essere salvati». «Vogliono fare la salvezza a modo loro», «è sempre questa chiusura al modo di Dio». La salvezza si realizza con la misericordia e il perdono, non con i sacrifici. E «il dramma della resistenza alla salvezza» è che si vuole la «salvezza a modo mio»: «Come voglio essere salvato – ha chiesto Francesco – a modo mio? A modo di una spiritualità che è buona, ma che è fissa, ha tutto chiaro e non c’è rischio? O al modo divino, cioè sulla strada di Gesù che sempre ci sorprende, che sempre ci apre le porte al mistero della onnipotenza di Dio, che è la misericordia e il perdono?».

 

«L’unico desiderio di Dio è di salvare l’umanità, ma il problema è che è spesso l’uomo a voler dettare le regole della salvezza». «Così – ha sottolineato nell’omelia – si capiscono i dialoghi forti di Gesù con la classe dirigente del suo tempo».

 

Da parte di chi si sente eletto emerge, infatti, ha spiegato Francesco, «la resistenza a essere salvati». Di fatto «una chiusura al modo di Dio». Un atteggiamento che per il Papa si distingue da quello del «popolo credente» il quale, dice, capisce e «accetta» la salvezza portata da Gesù. Salvezza che, al contrario, per i capi del popolo si riduce in sostanza al compimento dei 613 precetti creati, afferma il Papa, dalla «loro febbre intellettuale e teologica». Come dice il Vangelo, ha ricordato Papa Bergoglio, «loro non credono nella misericordia e nel perdono: credono nei sacrifici. Misericordia vogliono, non sacrifici. Credono in tutto sistemato, ben sistemato, tutto chiaro. Questo è il dramma della resistenza alla salvezza». «Anche noi, ognuno di noi – ha rileva il Pontefice – ha questo dramma dentro».

 

Il Vangelo è anche il racconto di questo «dramma»: quello «della resistenza a essere salvati». A innescarlo, ha rammentato il Papa, «furono i capi del popolo». «Gesù – ha detto il Pontefice – disse loro: “Ma, io non vi capisco! Voi siete come quei bambini: vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. Ma cosa volete?”. Loro risposero: “Vogliamo fare la salvezza a modo nostro!”». Per Francesco, proprio questo «è il paradosso drammatico di tante pagine della Bibbia che arriva al suo culmine nella vicenda terrena di Cristo».

Fonte

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