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Il Papa invoca "mea culpa" su ambiente, "pentiamoci"

CdV – “Pentiamoci del male che stiamo facendo alla nostra casa comune”. Lo chiede Papa Francesco all’umanita’ intera e in particolare a quanti hanno delle responsabilita’ nella formazione delle coscienze (la Chiesa, ad esempio) e non solo nelle cause dell’inquinamento. “Nel 2000 – ricorda Bergoglio nel messaggio per l’odierna Giornata della salvaguardia del Creato – anch’esso un Anno Giubilare, il mio predecessore san Giovanni Paolo II ha invitato i cattolici a fare ammenda per l’intolleranza religiosa passata e presente, cosi’ come per le ingiustizie commesse verso gli ebrei, le donne, i popoli indigeni, gli immigrati, i poveri e i nascituri”. “In questo Giubileo Straordinario della Misericordia invito ciascuno – scrive il Papa – a fare altrettanto. Come singoli, ormai assuefatti a stili di vita indotti sia da una malintesa cultura del benessere sia da un “desiderio disordinato di consumare piu’ di quello di cui realmente si ha bisogno, e come partecipi di un sistema che ha imposto la logica del profitto ad ogni costo, senza pensare all’esclusione sociale o alla distruzione della natura”.

Via mons. Olivieri, conservatore che accolse i pedofili

ESAME DI COSCIENZA AMBIENTALE – Dai cristiani Francesco invoca dunque “un serio esame di coscienza” affinche’, sottolinea, “abitati da tale pentimento, possiamo confessare i nostri peccati contro il Creatore, contro il creato, contro i nostri fratelli e le nostre sorelle”. “Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci fa vedere il confessionale come un luogo in cui la verita’ ci rende liberi per un incontro”, esorta il Papa ricordando che “Dio e’ piu’ grande del nostro peccato”, di tutti i peccati, compresi quelli contro la creazione. Li confessiamo perche’ siamo pentiti e vogliamo cambiare. E la grazia misericordiosa di Dio che riceviamo nel Sacramento ci aiutera’ a farlo”. Secondo Francesco, “l’esame di coscienza, il pentimento e la confessione al Padre ricco di misericordia conducono a un fermo proposito di cambiare vita. E questo deve tradursi in atteggiamenti e comportamenti concreti piu’ rispettosi del creato, come ad esempio fare un uso oculato della plastica e della carta, non sprecare acqua, cibo ed energia elettrica, differenziare i rifiuti, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico e condividere un medesimo veicolo tra piu’ persone, e cosi’ via”. “Non dobbiamo credere – afferma il Papa – che questi sforzi siano troppo piccoli per migliorare il mondo”. Tali azioni, infatti, “provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente” e incoraggiano “uno stile di vita profetico e contemplativo, capace di gioire profondamente senza essere ossessionati dal consumo”

APPELLO EXTRARELIGIOSO – “La protezione della casa comune richiede un crescente consenso politico”. Lo afferma Papa Francesco nel messaggio per l’odierna Giornata Mondiale della salvaguardia del Creato. “L’economia e la politica, la societa’ e la cultura non possono essere dominate da una mentalita’ del breve termine e dalla ricerca di un immediato ritorno finanziario o elettorale”, ribadisce Bergoglio nel documento diffuso oggi, che rappresenta di fatto una sintesi ragionata dell’Enciclica “Laudato si'”. “In tal senso – rileva il Pontefice – e’ motivo di soddisfazione che a settembre 2015 i Paesi del mondo abbiano adottato gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e che, a dicembre 2015, abbiano approvato l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, che si pone l’impegnativo ma fondamentale obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale. Ora i Governi hanno il dovere di rispettare gli impegni che si sono assunti, mentre le imprese devono fare responsabilmente la loro parte, e tocca ai cittadini esigere che questo avvenga, anzi che si miri a obiettivi sempre piu’ ambiziosi”. Secondo Francesco, “esse devono invece essere urgentemente riorientate verso il bene comune, che comprende la sostenibilita’ e la cura del creato”. “Cambiare rotta – conclude infine il Papa – consiste nel rispettare scrupolosamente il comandamento originario di preservare il creato da ogni male, sia per il nostro bene sia per il bene degli altri esseri umani. Una domanda puo’ aiutarci a non perdere di vista l’obiettivo: ‘che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”.

DEBITO ECOLOGICO TRA NORD E SUD – Esiste “un ‘debito ecologico’ tra il Nord e il Sud del mondo”. Lo denuncia Papa Francesco nel messaggio per l’odierna Giornata della salvaguardia del Creato. “La sua restituzione – scrive il Papa – richiederebbe di prendersi cura dell’ambiente dei Paesi piu’ poveri, fornendo loro risorse finanziarie e assistenza tecnica che li aiutino a gestire le conseguenze dei cambiamenti climatici e a promuovere lo sviluppo sostenibile”. 
Secondo il Papa, “ugualmente il proposito di cambiare vita deve attraversare il modo in cui contribuiamo a costruire la cultura e la societa’ di cui siamo parte: infatti “la cura per la natura e’ parte di uno stile di vita che implica capacita’ di vivere insieme e di comunione”. 

OPERE DI MISERICORDIA PER IL CREATO – “Mi permetto di proporre un complemento ai due tradizionali elenchi di sette opere di misericordia, aggiungendo a ciascuno la cura della casa comune”. Sono parole di Papa Francesco nel messaggio per l’odierna Giornata della salvaguardia del Creato. “Di solito – spiega il Pontefice – pensiamo alle opere di misericordia ad una ad una, e in quanto legate ad un’opera: ospedali per i malati, mense per quelli che hanno fame, ostelli per quelli che sono per la strada, scuole per quelli che hanno bisogno di istruzione, il confessionale e la direzione spirituale per chi necessita di consiglio e di perdono. Ma se le guardiamo insieme, il messaggio e’ che l’oggetto della misericordia e’ la vita umana stessa nella sua totalita’”. E “ovviamente la vita umana stessa nella sua totalita’ comprende la cura della casa comune”.

“Niente – ricorda Bergoglio nel suo messaggio – unisce maggiormente con Dio che un atto di misericordia – sia che si tratti della misericordia con la quale il Signore ci perdona i nostri peccati, sia che si tratti della grazia che ci da’ per praticare le opere di misericordia in suo nome”. Il Papa, parafrasando san Giacomo, scrive inoltre che “la misericordia senza le opere e’ morta in se’ stessa. A causa dei mutamenti del nostro mondo globalizzato, alcune poverta’ materiali e spirituali si sono moltiplicate: diamo quindi spazio alla fantasia della carita’ per individuare nuove modalita’ operative. In questo modo la via della misericordia diventera’ sempre piu’ concreta”. “La vita cristiana include la pratica delle tradizionali opere di misericordia corporali e spirituali”, ribadisce ancora il Papa sottolineando “come opera di misericordia spirituale, la cura della casa comune richiede “la contemplazione riconoscente del mondo che ci permette di scoprire attraverso ogni cosa qualche insegnamento che Dio ci vuole comunicare”. “Come opera di misericordia corporale, la cura della casa comune richiede – conclude Papa Francesco – i “semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo [?] e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore”. (AGI) Siz

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