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Il Papa perseguitato dai maligni o dal Maligno?

VATICAN-POPE-AUDIENCE Bisogna pregare per il Papa: diciamocelo, è perseguitato dal Maligno! Me lo faceva giusto notare un affranto giornalista cattolico or ora al telefono. Per la verità l’avevo fatto notare io pure sul mio fb ieri, e da allora – cioè ininterrottamente da 24 ore – fin troppi cattolici sfranti si spendono e spandono in elenchi catastrofici, fornendomene dettagli statistici allarmanti. E oltremodo sensibile sono io in questo momento, allettato sul letto di degenza, dopo essere precipitato dalle scale giusto ieri (più precisamente: aver passato in rivista di schiena 30 scalini), senza annoverare altri incidenti infami nei quali sono incorso nelle precedenti 48 ore, dopo che, come talora mi succede, alle tre di notte un’ombra di profilo, nera come la pece ha percorso il muro della mia stanza foriera di imminenti tragedie al levar del sole. Che fosse così anche per il Santo Padre? Fatto è che mentre io pago di persone, nel caso del Pontefice, diciamo, le spese sono a conto terzi.

Insomma, noi siamo cattolici, rigà, e in quanto tali – come spiegava quel gran confessore della fede romana che fu Andreotti – non crediamo al Caso. Crediamo alla volontà di Dio. Crediamo al demonio anche. Perturbatore che spira come fumogeno dai pertusi dei quali ultimamente è costellato il Vaticano, che sempre meno si distingue da una gruviera.

Tony Palmer è… era il giovane e avvenente pastore protestante al quale Francesco mandò un video dallo smartphone, ove lo appellò «mio fratello vescovo». Era anche colui che a tavola a Santa Marta giulivo sedeva alla destra del papa pochi giorni fa: grandi effusioni tra loro.

Tanto tuonò che piovve!

L’altro giorno un incidente: Palmer, l’uomo che sedeva alla destra del Santo Padre, ha tirato le cuoia.

Lo stesso succitato confessore della fede romana, Andreotti, sussurrava che a pensar male si fa peccato. Disgraziatamente ci si azzecca sempre.

Certo che…

Il Papa va a Lampedusa a citar i clandestini, dopo pochi giorni l’isola ne viene invasa.

Va in Sardegna, arriva un’alluvione.

Va alla grotta della Natività a Betlemme, il giorno dopo è in fiamme.

Ha abbracciato la Kirchner, subito dopo questa scopre di avere il cancro.

Ha impartito la sua benedizione a capitan Zanetti: la domenica successiva questo si è infortunato gravemente (primo infortunio in una ventennale carriera) e ha dovuto smettere di giocare.

L’Argentina prossima a impugnare la coppa del mondo, osa e dice «Francesco ci farà vincere», e perdono malamente i mondiali.

Ha lanciato le colombe per la pace, sono state immantinente divorate dai corvi.

Decide di canonizzare Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, il papa bergamasco, e il giorno prima un militante cattolico bergamasco, domiciliato in via Giovanni XXIII, perisce sotto le rovine di uno stravagante crocifisso di pregio artistico, dedicato (va da sé) a Giovanni Paolo II, capovolto a – dicevano –«sfidare la legge di gravità». Sfida persa, come l’Argentina contro la Germania.

Ha organizzato in Vaticano la preghiera interreligiosa per la pace tra israeliani e palestinesi, dopo pochi giorni è stata bombardata la Palestina, dagli Israeliani.

A questo punto ci è lecito ammettere che fossimo in Traettino cominceremmo a preoccuparci…

Giunta la ferale notizia dell’avvenuto decesso del reverendo Palmer, alcuni fedeli napoletani pervenuti a Caserta accompagnati dal loro arcivescovo, come novelli aruspici, si sono domandati se non fosse il caso di interrogare seduta stante il sangue di San Gennaro per capire se fosse il caso di estender al Pontefice molestato non si sa da bene da chi… se dal Caso o dal Maligno, o semplicemente dal destino cinico e baro, un invito nella città vesuviana. Che come il nome stesso dice, è allocata ai piedi di un grande vulcano, che da parecchio non scoppia. Hai visto mai…

13_4_02 Il caso? la sorte? il maligno? la volontà di Dio? O la jella?

Interrogativi tutti quanti sconvenientissimi, pensiamo. Siamo cattolici! Se il Caso non esiste, così come la jella e i suoi propalatori, alla stessa maniera è dubbia l’esistenza del fato. Esiste certamente la volontà di Dio e la malignità degli uomini. O per parafrasare Andreotti: noi cattolici non crediamo al Caso. Crediamo alla volontà del demonio. E certe volte, di Dio. Dipende da che prospettiva guardi.

http://www.qelsi.it/2014/il-papa-perseguitato-dai-maligni-o-dal-maligno/

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