WASHINGTON– Papa Francesco parla dell’emergenza rifugiati che attanaglia l’Europa e ricorda che la Bibbia chiede di accogliere lo straniero. Ma il Pontefice si dice consapevole che “nel mondo di oggi” devono essere prese precauzioni, perché tra quei disperati in fuga da guerra e miseria possono mimetizzarsi i terroristi. E’ un passaggio dell’intervista rilasciata dal Pontefice a Radio Renascenca, emittente cattolica portoghese.

“E’ vero che a 400 chilometri dalle coste della Sicilia opera una crudele formazione  terrorista ed è vero che c’è il rischio di infiltrazioni” ammette Bergoglio, alludendo evidentemente allo Stato Islamico. L’intervistatrice a questo punto evidenzia quanto la minaccia terroristica possa riguardare il Vaticano (anche perché una delle immagini della propaganda dell’Is è proprio la bandiera del Califfato piantata in San Pietro). “Nessuno assicura l’immunità di Roma – replica Bergoglio -, però si possono trovare delle precauzioni”.

Nelle parole del Papa l’accoglienza dei rifugiati viene comunque prima delle preoccupazioni per la sicurezza: “Bisogna ricevere il rifugiato, perché è un comandamento della Bibbia. Mosè lo dice al suo popolo: ricevi il forestiero perché anche voi foste forestieri in Egitto”. Bergoglio, inoltre, conferma che due famiglie di profughi troveranno presto rifugio in Vaticano, dove resteranno “per quanto tempo vorrà il Signore”.

Nel prosieguo dell’intervista, Francesco elogia i Paesi europei che hanno aperto ai migranti e avverte quelli che al contrario hanno sigillato le loro frontiere: “Nel Giorno del Giudizio, tutti noi sappiamo per cosa saremo giudicati”. Bergoglio cita quindi Matteo: “Quando ero affamato, mi hai dato da mangiare? Mi congratulo con le nazioni che potranno rispondere ‘sì’, perché avranno passato il test”.

Dal Vaticano agli Stati Uniti, dove è sempre più alto l’allarme sicurezza per la visita che Francesco farà tra dieci giorni. L’intelligence americana in queste ore ha sventato almeno una minaccia contro il pontefice. Lo ha detto il presidente della Commissione della Camera per la sicurezza interna, Michael McCaul. Alla Abc ha sottolineato l’attenzione particolarmente alta anche nel timore di azioni da parte di cosiddetti lupi solitari. McCaul non ha fornito particolari sul caso in questione, limitandosi a riferire di esserne stato informato durante un briefing con il Secret Service.

La preoccupazione è legata in particolare alla facilità con cui Bergoglio cerca un contatto con i fedeli. “Il Papa è una persona molto appassionata. Ama essere tra la gente e ciò comporta notevoli rischi per la sicurezza – ha detto il deputato nel programma di Abc ‘This Week’ -stiamo monitorando attentamente ogni possibile minaccia. Una in particolare è stata sventata, ma con l’avvicinarsi della data del suo arrivo negli Stati Uniti siamo particolarmente vigili per garantire la massima protezione”.