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Il parroco di Onzo: “Ospitare migranti? Piuttosto brucio la canonica”

“Piuttosto di ospitare un profugo nella mia canonica, le do fuoco”. Sono le parole, riferite dai parrocchiani, di don Angelo Chizzolini, parroco del paesino di Onzo.
11 settembre 2015
“Piuttosto di ospitare un profugo nella mia canonica, le do fuoco”. Sono le parole, riferite dai fedeli, pronunciate da don Angelo Chizzolini, parroco del paesino di Onzo, in provincia di Savona. Le esternazioni del religioso hanno suscitato non poche polemiche nel centro di 235 abitanti, proprio quando Matteo Salvini, ai microfoni di “Agorà Estate”, per la prima volta è sembrato disposto ad aprire le porte di casa sua ai migranti.
“Ha detto proprio così, l’ha ribadito anche a me quando gli ho telefonato per organizzare l’accoglienza in paese – ha spiegato il consigliere comunale Giuliano Arnaldi a ‘Repubblica’ – A quanto so lo aveva già detto sul sagrato della chiesa. Sono parole sconcertanti”.
“La canonica è casa mia e in casa mia non ospito nessuno, al massimo i miei genitori”, ha spiegato il parroco. “Evangelicamente bisognerebbe accogliere, ma i problemi concreti nei paesi sono altri – ha aggiunto – Noi non abbiamo spazio, ho un altro appartamento già dato a una famiglia bisognosa. Cosa dovrei fare, ospitarli in casa mia?”. Qualche giorno fa la notizia di alcuni migranti in arrivo in Liguria aveva scaldato gli animi degli abitanti di Onzo. “Era un’informazione scorretta e non è arrivato nessuno – ha commentato Arnaldi – ma la voce è bastata a fomentare il dibattito tra favorevoli e contrari all’accoglienza. Con rammarico si è capito che il parroco è tra i contrari, proprio lui che è della stessa chiesa di Papa Bergoglio”.
La condanna del vescovo
“Non essere accoglienti significa che si sceglie uno stile di violenza: ti caccio dal mio ambito, dalla mia vita, dal mio lavoro e dal mio territorio”. Sono le dure parole del vescovo coadiutore della diocesi di Albenga e Imperia, mons.Borghetti, a proposito di chi non vorrebbe accogliere i profughi, come un suo sacerdote. “I cristiani – stigmatizza – dovrebbero essere dei campioni in questo. L’accoglienza è loro nel Dna”. –
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