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Il partito dei sindaci per le famiglie Arcobaleno

Da Milano a Firenze e Torino cresce il numero delle città dove avvengono le iscrizioni dei figli delle coppie omosessuali. «E’ un segnale politico molto forte, speriamo che il governo lo raccolga», spiega Marilena Grassadonia.

Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni mentre firmano i registri dell’anagrafe di Torino.

Pubblicato il 07/06/2018 –
FLAVIA AMABILE –
ROMA –
Il partito dei sindaci ha deciso di andare all’attacco. Ormai è una strategia comune, utilizzando l’unica strada possibile per le coppie omosessuali che chiedono il riconoscimento dei figli: l’iscrizione nei registri dell’Anagrafe di entrambi i genitori. Le città dove sta avvenendo iniziano a essere numerose, da Torino a Milano, da Rovereto a Firenze e Sesto Fiorentino, fino a Sarzana. Si aspetta l’annuncio di Palermo, forse anche Napoli.

È una rivolta dal basso che ha assunto un significato politico mercoledì quando il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha registrati 9 figli di 4 coppie di donne, alcuni nati da pochi giorni o da alcuni mesi ma altri che hanno 16 anni e aspettavano da tempo questo momento. «Per noi è un segnale molto forte, sono stati riconosciuti i diritti di donne che lottavano da anni per ottenere il riconoscimento», spiega Marilena Grassadonia, presidente delle Famiglie Arcobaleno. «E’ il nostro obiettivo: ottenere il riconoscimento alla nascita che permettono di ottenere pieni diritti sia ereditari, sia di creare una vera famiglia con legami di parentela tra i figli che diventano fratelli e sorelle».

È la risposta che si sta facendo strada in Italia alla posizione del ministro per la Famiglia che nega l’esistenza delle famiglie omosessuali. Arriva dal partito dei sindaci che si sta formando intorno a questa battaglia. La loro forza dipenderà dal numero di coloro che decideranno di unirsi a questo movimento scendendo in campo e dimostrando con i mezzi giuridici a loro disposizione la possibilità per le coppie omosessuali di creare una famiglia. «Tutti siamo amministratori pro tempore, lo è un ministro e lo sono anche io. Ciò che non è pro tempore è lo spirito e la civiltà di una città», ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala.

«La realtà della società civile ci pone davanti responsabilità dalle quali non possiamo scappare», sono state le parole de l sindaco di Firenze Dario Nardella nell’annunciare le iscrizioni che ci saranno anche nel suo comune.

La speranza per le Famiglie Arcobaleno è che il fronte si allarghi il più possibile. «I sindaci rispondono alle esigenze delle persone, speriamo che tutto questo riesca a diventare un ampio movimento che convinca il governo a legiferare a livello nazionale», avverte Marilena Grassadonia.

http://www.lastampa.it/2018/06/07/italia/il-partito-dei-sindaci-per-le-famiglie-arcobaleno-lo1aAmwb6XlBlwNC0DIEmN/pagina.html

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