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Il 'pasticcio' in Senato che getta la maggioranza nel caos

Ciò che si temeva è successo, l’asse franchi tiratori-opposizioni mette in crisi la maggioranza. L’occasione è l’elezione del presidente della commissione affari costituzionali. Dopo quattro mesi di impasse, iniziati con la nomina di Anna Finocchiaro a ministro, il posto di presidente era rimasto vacante, fino a ieri. A essere eletto è Salvatore Torrisi, senatore sicilianodi Area Popolare – alfaniano – con i 16 voti, richiesti a scrutinio segreto, di Forza Italia, Lega, M5s e 6 franchi tiratori, contro gli 11 ottenuti da Giorgio Pagliari, il senatore indicato dal Pd. Si astengono i verdiniani e nell’urna c’è anche una scheda bianca.   

Con questa mossa si blocca la legge elettorale

“Il grande accordo di Movimento 5 stelle, Forza Italia, Ncd e scissionisti ha fatto a pezzi l’accordo di maggioranza eleggendo Torrisi”, commentano ambienti del Pd.

Perché è cruciale il ruolo della commissione?

In commissione affari costituzionali si discute e decide legge elettorale prima di essere approvata in Aula. La questione è prioritaria dopo la bocciatura parziale dell’Italicum dalla Consulta, al momento sono 29 le proposte depositate in commissione alla Camera. Con la candidatura di Pagliari, il Pd intendeva far marciare più velocemente l’iter spingendo perl’esame di un sistema maggioritario. Con Torrisi, invece, l’obiettivo dei franchi tiratori e delle opposizioni è quello di rallentare il tutto, puntare su un sistema proporzionale e, di fatto, chiudere le porte alle elezioni anticipate.

L’appello di Renzi al Quirinale

Renzi non ha nascosto con i suoi l’irritazione per quanto successo. Il Partito democratico chiede quindi un incontro al Capo dello Stato per esprimere la preoccupazione dopo l’elezione di Torrisi. I vertici dem hanno incontrato il premier Gentiloni che si è fatto carico del caso. Anche se difficilmente il Governo e il Quirinale potranno intervenire, trattandosi di dinamiche parlamentari. Ma il partito del Nazareno vuole andare fino in fondo e chiedere un chiarimento politico su Mdp e Ap che, questa la tesi, hanno portato avanti un’operazione per arrivare ad un sistema proporzionale.  Allo stesso tempo, viene spiegato dai dem, si è dimostrato che non è il Pd a voler bloccare la legge elettorale e che in questa legislatura non si è in grado di trovare un’intesa.


Torrisi: “Se si trova una soluzione alternativa mi dimetto” 

“Dimettermi? Io l’ho detto ad Alfano, come agli amici e colleghi del Pd. Trovate una soluzione alternativa e io passo. Ma se non c’è..”. Risponde così Salvatore Torrisi a chi gli ha chiesto (in primis, il segretario del suo partito Alfano) di dimettersi. “A lui – dice Torrisi in un’intervista a Repubblica – e agli altri dico che la soluzione c’era già, attorno al mio nome si registrava da tempo il piu’ ampio consenso, da Calderoli ai grillini. Se il Pd mi avesse votato, avrei avuto 24 voti e non solo 16. E invece qualcuno si è incaponito“. Ora i renziani minacciano la crisi, chiede Repubblica. “Ma scherziamo? Se Renzi apre la crisi per la mia elezione il Paese gli ride dietro“. 

In un’altra intervista al Corriere della Sera, lo stesso Torrisi appare più possibilista su un eventuale passo indietro. “Ai colleghi senatori del Pd ho già detto come la penso: trovate una soluzione condivisa e io cedo il passo. E lo faccio anche volentieri perché questa situazione, che non ho creato, mi sta infastidendo non poco“. Alfano è preoccupato per questa situazione, chiede il Corriere. “Non dovrebbe avere motivi di preoccupazione. Tutti mi hanno riconosciuto che in questi quattro mesi sono stato un presidente di garanzia”.   


Orlando: “Subito un chiarimento o conseguenze gravi” 

“Temo che si voglia andare alle elezioni con questa legge elettorale perché ha i capilista bloccati. Il che vorrebbe dire larghe intese o instabilità. E io non voglio nè l’una cosa nè l’altra”. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è preoccupato per la nomina di Torrisi alla presidenza della commissione Affari Costituzionali del Senato con i voti dell’opposizione. E in un’intervista al Corriere della Sera sottolinea che la questione “è un fatto da non minimizzare. Se il sistema di alleanze si sgretola, può avere gravi coseguenze. Serve un chiarimento tra le forze di maggioranza, non coinvolgerei il presidente della Repubblica”. Orlando, candidato alle primarie per la segreteria del Pd, parla anche del partito che vorrebbe: “Un partito aperto, che lavora insieme il centrosinistra politico, sociale e civico“.


Orfini: “Mdp e Ncd hanno tradito, serve un chiarimento” 

“Mpd e Ncd hanno tradito, se si vuole andare avanti ora serve un chiarimento”. E’ senza mezzi termini l’accusa del presidente del Pd, Matteo Orfini, in merito a quanto accaduto ieri in Senato. E’ successo, si sfoga Orfini in un’intervista alla Stampa, che “due pezzi importanti della maggioranza hanno votato contro un accordo preso e contro il principale partito della maggioranza, senza dirlo, a voto segreto, con un’intesa sottobanco con le opposizioni”. Orfini parla di “grave ferita” ma rinnova la fiducia a Gentiloni: “”C’è un rapporto di fedeltà con lui. Il problema non è il Pd, questo è un incidente creato dagli altri”. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, il quale ritiene “urgente una verifica sulla tenuta della maggioranza”. In un’intervista a Repubblica, Rosato lancia poi un avvertimento sulla legge elettorale: “Se in Parlamento non c’è piu’ stabilità, mani libere per gli accordi sulla riforma”.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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