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Il perdono del monarca

Il monarca Bergoglio, in arte Papa Francesco, ha impartito le direttive per il business del perdono giubilare.
Consentirà a tutti i preti di assolvere donne e medici dal “peccato dell’aborto”, purché sinceramente pentiti.
Questo campione di arretratezza misogina definisce “peccato” l’esercizio di un diritto.
Non perde occasione per incidere sulla arretratezza culturale del Paese, rafforzandola nell’anteporre alla autodeterminazione della donna, la sopravvivenza di un feto indesiderato.
Ancora una volta si alimenta la cultura della esclusione e della punizione moralistica verso le donne che scelgono.
E la barbarie culturale si arricchisce anche del folklore della dichiarazione del pentimento.
I feti e gli embrioni non sono bambini e porli sullo stesso piano è scientificamente, biologicamente e culturalmente deprimente.
Gli antiabortisti, compresi i medici obiettori di coscienza, non sono altro che fondamentalisti pericolosi.
Bisogna insegnare ai propri figli a riconoscerli e a disprezzarli per tutta la loro protervia.
Quanto al requisito del pentimento, non basterà una risata per sottolinearne la ridicolaggine.
Auspico un farmaco abortivo dai distributori automatici e un suggerimento alla vasectomia per tutti gli antiabortisti, non meritano di riprodursi.
Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

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